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eSport: apprendisti monaci vincono torneo, succede in Thailandia

L'eSport viene spesso associato a soldi, personaggi stravaganti e personalità esuberanti: questa volta, però, i vincitori sono stati tre giovani monaci!

Siamo abbastanza certi che quando l’utente medio si immagina un campione di eSport probabilmente non pensa a tre giovani apprendisti monaci con i capelli rasati che indossano una veste arancione. Inoltre, quando si pensa ai monaci, si immagina una vita da eremiti, di lontananza dalla società, dalla mondanità e dalla tecnologia. Be’, l’utente medio deve ricredersi. Recentemente, infatti, tre apprendisti monaci hanno vinto un torneo di eSport, con grande sorpresa di tutti.

Accade in Thailandia, precisamente a una competizione organizzata dal campus Nong Khai dell’università Khon Kaen. L’edizione 2019 della KKU Nong Khai Fair include competizioni accademiche, ma anche competizioni eSports. I giovani hanno competuto e vinto nel torneo di Speed Drifters, un gioco di kart.

Speed Drifters
Speed Drifters

I tra ragazzi frequentano la scuola superiore di Balee Sathit Suksa, ovvero un istituto che istruisce giovani monaci. Il loro monaco coordinatore ha spiegato che “i novizi volevano provare a entrare nella competizione, quindi gli abbiamo dato l’opportunità… non ci aspettavamo che vincessero veramente!

Questa situazione, oltre a essere interessante per la propria particolarità, è perfetta per far capire a molti che i monaci non sono dediti solo agli studi religiosi; in verità, quest’ultima attività richiede loro 20 ore a settimana, mentre il resto del tempo è dedicato a occupazioni più regolari. I giovani sono stati introdotti all’eSport durante l’ora di informatica e alcuni di loro hanno iniziato a giocare a Speed Drifters regolarmente, nel tempo libero. In Thailandia, come in vari altri stati orientali, il mondo degli eSport è molto seguito e non è strano che i ragazzi se ne sia interessati.

La vittoria dei giovani è stata in parte guastata, però, dalla reazione del pubblico online, il quale ha replicato con frasi del tipo: “Normalmente non sono religioso, ma non penso sia appropriato. Non è illegale o estremo, ma ho come la sensazione che i monaci non avrebbero dovuto indossare le proprie vesti per competere al torneo.

Il responsabile ha però replicato che si tratta di critiche sciocche e che “i novizi sono solo dei bambini [ndr, i ragazzi hanno 17 anni], come ogni persona della loro età devono avere il tempo di crescere, sviluppare le proprie abilità ed esplorare i propri interessi.” Ha poi aggiunto: “Volevamo dare agli studenti questa opportunità… Molti di loro non hanno molte chance di fare cose del genere, provenendo da una famiglia povera. I tre volevano competere e ce l’hanno chiesto. Quindi gli abbiamo dato l’opportunità.

Infine, il coordinatore ha spiegato che la loro non era l’unica scuola religiosa ad aver permesso ai propri studenti di prendere parte al torneo: l’unica differenza è che i suoi ragazzi hanno vinto.