Il settore dei videogiochi live-service attraversa una fase di profonda incertezza, con numerosi progetti che faticano a trovare la propria identità sul mercato. In questo panorama complesso, Sony Interactive Entertainment si ritrova a fare i conti con una realtà che appare sempre più distante dalle ambizioni iniziali, dove il fallimento di Concord rappresenta soltanto la punta di un iceberg fatto di investimenti rischiosi e ritorni economici incerti. La strategia della casa giapponese, orientata verso i giochi come servizio, sta mostrando crepe significative che mettono in discussione l'intera filosofia produttiva adottata negli ultimi anni.
L'emorragia di talenti che preoccupa Haven Studios
Tra i progetti più emblematici di questa crisi emergente spicca Fairgames, lo sparatutto sviluppato da Haven Studios che sta vivendo un momento particolarmente travagliato. Daniel Drapeau, game director del titolo, ha recentemente abbandonato la nave per approdare presso WB Games Montreal come creative director, rappresentando l'ennesima perdita di un elemento chiave del team. La sua partenza segue quella di Jade Raymond, fondatrice dello studio, creando un vuoto di leadership che difficilmente potrà essere colmato senza ripercussioni sul progetto.
L'instabilità interna di Haven Studios assume proporzioni preoccupanti se considerata nel contesto delle dimensioni relativamente contenute del team. Quando figure di spicco abbandonano un progetto in fase di sviluppo, le conseguenze si ripercuotono inevitabilmente su tempistiche, qualità e visione creativa complessiva del prodotto finale.
Il silenzio assordante attorno a un progetto ambizioso
Presentato nel 2023 con la promessa di rivoluzionare il genere heist nell'universo dei live-service, Fairgames è successivamente scomparso dai riflettori in modo quasi totale. Sony e Haven Studios hanno mantenuto un profilo comunicativo estremamente basso, limitandosi a smentire voci di cancellazione senza però fornire elementi concreti sullo stato di avanzamento dei lavori. Questa strategia del silenzio, se da un lato evita pressioni mediatiche eccessive, dall'altro alimenta speculazioni e dubbi sulla reale solidità del progetto.
Il mercato dei giochi live-service ha dimostrato una crescente selettività da parte degli utenti, con fallimenti clamorosi che hanno costretto diverse major dell'industria a rivedere drasticamente le proprie strategie. In casa Sony, l'unico vero successo di rilievo rimane Helldivers 2, un risultato che appare più come un'eccezione fortunata che come conferma di una strategia vincente.
Sony ripensa la strategia dei giochi come servizio
La stessa Sony ha recentemente ammesso di voler ridimensionare gli investimenti nel settore dei giochi as a service, un segnale eloquente che testimonia come anche internamente si stiano riconsiderando le priorità produttive. Questa presa di coscienza arriva dopo l'esperienza amara di Concord, ritirato dal mercato dopo appena due settimane di vita commerciale, rappresentando uno dei flop più clamorosi nella storia recente della compagnia.
Il timing di questi ripensamenti strategici rende la posizione di Fairgames particolarmente delicata. Un progetto nato in un'epoca di grande ottimismo verso i live-service si ritrova ora a navigare in acque decisamente più agitate, dove ogni investimento viene scrutinato con maggiore attenzione e dove la tolleranza verso i rischi si è notevolmente ridotta.
Le prospettive future per Fairgames rimangono avvolte nell'incertezza, con l'emorragia di talenti che continua a rappresentare il segnale più preoccupante per un progetto che doveva incarnare l'ambizione di Sony nel mercato dei live-service. La sfida ora consiste nel riuscire a mantenere viva una visione creativa coerente nonostante i cambiamenti nella leadership, in un contesto di mercato che si è dimostrato spietato verso i nuovi arrivati in questo segmento così competitivo.