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Fallout 76, tre anni dopo è diventato il futuro migliore che voleva costruire

Tre anni fa, Fallout 76 calcava le nostre piattaforme e bene o male segnava la storia di un marchio notissimo di Bethesda. Ormai è noto che il lancio non è stato dei migliori e che gli alti e bassi si sono susseguiti ciclicamente durante tutto questo tempo. E, infatti, due anni fa ci chiedevamo se valesse la pena dare una seconda chance all’avventura di coloro che sono fuggiti dal Vault 76. La risposta, al tempo, era positiva proprio perché il cammino degli aggiornamenti presentati era abbastanza ricco e si vedeva l’intenzione di Bethesda di continuare a spingere su quel mondo condiviso che tanti apprezzavano e tutt’ora apprezzano.

Ma da quel punto, il gioco si è evoluto parecchio: Nuclear Winter ha portato una nuova modalità, Wastelanders ha ridefinito il gioco nelle sue meccaniche essenziali e Alba d’Acciaio ha aggiunto la ciliegina sulla torta che tanto mancava. Oggi però vale ancora la pena tornare su Fallout 76? E, soprattutto, è un’esperienza migliore a come ce la ricordavamo già due anni fa?

Fallout 76_Wendigo

Migliorare nella tradizione

Come ai tempi affermavamo, sia in sede di recensione che nelle nostre analisi successive, il più grande punto a sfavore di Fallout 76 era quello di aver ignorato una grossa fetta dell’anima di Fallout come serie: una narrativa coinvolgente e che mette in prima persona il giocatore nel precario equilibrio del mondo. Pur puntando molto sul foklore, le leggende e i nastri registrati eccellenti – ancora oggi una delle attrattive che giudichiamo migliori per chi si approccia al gioco – la sensazione di vivere in un posto deserto ma bellissimo era palpabile. Oggi però, quel Fallout 76 non esiste più grazie a Wastelanders e all’introduzione di una vera campagna con tanto di NPC e fazioni che portò con sé l’aggiornamento.

A prescindere dal proprio gusto in merito, Wastelanders è stato il nodo centrale che ha dato nuova linfa vitale al gioco come appartenente alla serie, dimostrando ai giocatori più scettici che Fallout 76 poteva essere un Fallout come tanti altri ed essere vissuto per la storia. Prendendo un paragone “dentro casa”, è esattamente il cambio di immagine che ebbe The Elder Scrolls Online dopo le sue prime espansioni e aggiornamenti volti a incentivare il feeling classico del marchio. Oggi non c’è alcuna differenza tra ESO e un Elder Scrolls qualsiasi se non per la componente multiplayer, e così è avvenuto per Fallout 76 che dopo Wastelanders ha via via abbandonato alcune delle sue idee meno funzionanti, alleggerendo per esempio la componente Survival di cui non c’era bisogno.

Fallout 76

Fallout però, oltre ai dialoghi e alla storia personale, significa anche senso di appartenenza e nell’originale Fallout 76 mancava qualcosa che permettesse ai giocatori di entrare nelle maglie della società post-apocalittica come succedeva in Fallout 4 tra Sintetici, Istituto, Confraternita e Railman. Potersi schierare e avere un’influenza tangibile nella reputazione delle persone che si incontrano vuol dire avere un feedback concreto dei propri risultati ottenuti nel gioco, trasformando la crescita del personaggio in un qualcosa di più di un avanzamento meramente statistico. Su questo, Fallout 76 ha agito su due tempi: il primo è quello della campagna Wastelanders su cui ruota il cuore più “semplice” del gioco, cioè quello dove i nuovi giocatori possono esplorare la mappa di gioco, conoscere le meccaniche e far crescere il loro personaggio a un livello accettabile per affrontare i contenuti migliori.

Il secondo è Alba d’Acciaio (e il successivo Regno d’Acciaio in arrivo quest’estate), un livello di trama più avanzato dove le fazioni si inspessiscono sia in termini di roleplay che di gioco. E quest’ultimo contenuto, seppur più breve di Wastelanders nella sua funzione di storia, fa comunque ben sperare sull’eventuale aggiunta di altre fazioni storiche che potrebbero andare a cambiare gli equilibri in futuro, dando così modo al mondo degli Appalachi di mutare costantemente tra un anno e l’altro, rimanendo però allo stesso tempo in una sfera continuativa che – sempre riprendendo il paragone precedente – è più indirizzata rispetto alle “Avventure” di The Elder Scrolls Online.

Fallout 76 Wastelanders

Un Fallout 76 per chiunque

Dall’universo fantasy di Zenimax Online Studios, Fallout 76 riprende una filosofia che noi reputiamo essenziale per questo tipo di esperienze: la possibilità di viverlo come si vuole con la personalizzazione massima possibile. Come detto, Fallout 76 è più indirizzato del suo cugino di Tamriel: la progressione è delineata, le zone di gioco hanno dei livelli precisi e alcuni contenuti hanno requisiti da soddisfare prima di poterli affrontare. Però, allo stesso tempo, nel corso degli anni Fallout 76 ha aggiunto così tante modalità, zone, missioni e tipologie di attività da poter essere vissuto come più si vuole pur rimanendo in quelli che sono i parametri di avanzamento stabiliti dal team di sviluppo.

Potrete quindi dedicarvi alla costruzione del vostro CAMP (o dei vostri CAMP, dato che ora ne potrete avere più di uno grazie all’aggiornamento Pronti e Carichi) e vivere solamente del loro ecosistema tra oggetti da cercare nel mondo di gioco, alleati da reclutare e risorse da ottenere. Potrete anche passare la vita a esplorare gli Appalachi e scoprire tutti i loro segreti, con numerose attività collaterali da svolgere, trofei da ottenere, nastri da raccogliere e creature leggendarie da cacciare a vostro piacere. Altresì potrete anche dedicarvi alla parte più “RPG” e creare il vostro personaggio statisticamente perfetto con l’equipaggiamento migliore possibile, affrontando le incursioni nei Vault o andando alla ricerca del bottino più ambito grazie alla nuova valuta da fine gioco. Oppure potrete semplicemente giocare la storia di Wastelanders, Alba d’Acciaio e dei futuri contenuti narrativi in arrivo, reinstallando il gioco di quando in quando per godervi i nuovi sblocchi di trama ormai stagionali.

Nuclear Winter - Fallout 76

Ah e non dimentichiamo certo voi giocatori di ruolo più accaniti: la community di RP stretta è ancora fiorente posto l’abbracciare la lingua inglese in toto. Ora che Wastelanders è uscito e c’è una grande attenzione ai personaggi che popolano il gioco, c’è ampio margine per riuscire a creare un bel gruppo con cui focalizzarsi su questo particolare modo di vivere i videogiochi Bethesda. Rimangono, altresì, invariate le opzioni per chi fa PVP tra quelle disponibili nel mondo libero e la modalità Nuclear Winter, sebbene quest’ultima non riceve degli aggiornamenti sostanziosi da diverso tempo per numerose ragioni. Ma bene o male Fallout 76 al momento si pone come un’esperienza principalmente PvE, per quanto questa notizia possa essere una nota sfavorevole verso coloro che, proprio con l’uscita di Nuclear Winter, si aspettavano sempre più contenuti per sfidare gli altri sopravvissuti.

In generale però, tramite gli aggiornamenti che hanno arricchito la personalizzazione e le attività, Fallout 76 è diventato così ricco di cose da fare che difficilmente vi ritroverete a vagare per le sue zone senza un obiettivo a cui ampire, cosa che spesso capitava nei primi anni di vita del gioco. L’aver creato dei percorsi chiari e con cui valorizzare le diverse zone del gioco oltre la loro impostazioni estetica è stata una manna dal cielo per Fallout 76, a cui comunque mancano diversi passi per riuscire a raggiungere tutti gli obiettivi richiesti dal feedback dei giocatori. Complice anche un prezzo ormai stracciato e numerose promozioni stagionali, insieme alle attività a esse collegate, poter tornare su Fallout 76 non è una così brutta idea dopotutto, anzi forse il periodo estivo e la conclusione della storia di Alba d’Acciaio può essere il momento ideale con cui iniziare una nuova vita fuori dal Vault 76.

Se il cammino da qui in avanti continuerà a mantenere il tenore degli ultimi 2 anni di aggiornamenti, allora Fallout 76 potrà essere un posto in cui stabilirsi esattamente come lo è The Elder Scrolls Online, il quale ha ben più anni di 76 alle spalle e nonostante questo continua a guadagnare giocatori su giocatori ogni giorno grazie alla costanza della sua voglia di migliorarsi. Un percorso, quest’ultimo, che ci auspichiamo possa ripetersi per il meno fortunato Fallout 76.

Il prezzo di Fallout 76 su Amazon si aggira intorno ai 10€, ben più basso del valore contenustico dopo tre anni di aggiornamenti,