Nessun utente Amiga può dimenticare la sottile striscia rossa su sfondo nero che appariva durante un crash di sistema: il Guru Meditation. Ma da dove deriva questo nome così bizzarro? La storia risale ai primi giorni di sviluppo presso Hi-Toro. Gli ingegneri, per rilassarsi durante le estenuanti sessioni di programmazione, utilizzavano una periferica chiamata "Joyboard" (una sorta di antenata della Wii Balance Board). Il gioco consisteva nel sedersi sulla tavola e rimanere perfettamente immobili in una posizione di meditazione zen; se ti muovevi, il sistema rilevava l'errore. Quando il sistema operativo AmigaOS andava in crash critico, i programmatori decisero di inserire questo termine scherzoso: "Medita, o Guru, perché qualcosa è andato terribilmente storto". I numeri esadecimali visualizzati sotto il messaggio non erano casuali, ma indicavano l'indirizzo di memoria e il tipo di eccezione del processore, permettendo ai programmatori più esperti di capire se il problema fosse un "Address Error" o una divisione per zero. Sebbene per l'utente comune fosse un segnale di frustrazione (significava quasi sempre perdere il lavoro non salvato o dover ricaricare un gioco da tre floppy), col tempo è diventato un simbolo di appartenenza alla cultura Amiga. È un esempio perfetto di come l'informatica di quegli anni avesse un'anima e un senso dell'umorismo che oggi, tra schermate blu anonime e icone di caricamento minimaliste, è andato quasi del tutto perduto.
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