Il controverso chatbot Grok di xAI, la società di intelligenza artificiale di Elon Musk, ha recentemente ritardato il rilascio di un aggiornamento importante a causa dell'insoddisfazione del magnate riguardo alle prestazioni del sistema nel rispondere a domande dettagliate su Baldur's Gate 3.
Secondo fonti vicine a xAI, il lancio del modello è stato posticipato di diversi giorni mentre i team lavoravano per migliorare le capacità di Grok nel gestire domande complesse sul celebre gioco di ruolo di Larian Studios. La decisione arriva direttamente da Musk, che avrebbe iniziato a micromanagere lo sviluppo del chatbot dopo aver ridimensionato il suo ruolo nel Department of Government Efficiency.
La questione evidenzia una sfida tecnica tutt'altro che banale nel campo dell'intelligenza artificiale: insegnare ai modelli linguistici a comprendere e rispondere accuratamente a domande su sistemi complessi come i videogiochi moderni. Un precedente significativo riguarda Gemini AI di Google, che ha impiegato oltre 813 ore per completare Pokémon Blue, dimostrando quanto sia difficile per le AI gestire meccaniche di gioco articolate e decision-making strategico.
Baldur's Gate 3 rappresenta una sfida particolarmente complessa per un chatbot: il gioco basato su Dungeons & Dragons presenta meccaniche stratificate, oltre 17.000 possibili varianti di dialogo, build di personaggi estremamente dettagliate e conseguenze narrative che si intrecciano attraverso tre atti. Rispondere con precisione a domande su quest secondarie, multiclasse ottimali o interazioni tra abilità richiede una comprensione profonda del sistema di regole che va ben oltre la semplice ricerca di informazioni.
L'episodio solleva dubbi sulla direzione strategica di xAI: mentre il settore dell'intelligenza artificiale si concentra su applicazioni produttive, assistenza sanitaria, ricerca scientifica e automazione industriale, Musk dedica risorse significative a perfezionare le capacità videoludiche del chatbot. Una scelta che appare ancora più curiosa considerando che Musk stesso impiega giocatori professionisti per giocare a Path of Exile 2 e Diablo 4 al posto suo, sollevando la questione se l'obiettivo sia estendere questo approccio ad altri titoli come League of Legends.