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Halo: Reach, l’analisi tecnica delle versioni PC e Xbox

Dopo 9 anni torna Halo: Reach come contenuto aggiuntivo della Halo Master Chief Collection per Xbox One e come primo porting della collection su PC. Un lavoro imponente e ambizioso quello di 343, poiché il prequel della saga non solo era uno dei più difficile da rimasterizzare ma anche da portare su una “nuova” piattaforma come il PC. In questi ultimi mesi ci sono stati diversi tech test per cercare di sistemare, con l’aiuto della community, una serie di possibile problematiche, da glitch grafici fino a netcode e sbilanciamenti di armi e veicoli.

Il 3 dicembre il titolo è quindi sbarcato nella sua forma definitiva, non senza qualche problema e bug che il team sta già prontamente cercando di correggere. In questo articolo analizziamo l’aspetto tecnico di questa nuova versione di Halo: Reach su Xbox One X e PC e capire effettivamente come gira il gioco su entrambi.

Halo: Reach, analisi tecnica

Esattamente come i precedenti Halo della collection, anche Reach ha subito un restyling tecnico di tutto rispetto, garantendo anche una serie di migliorie grafiche su Xbox One X grazie al supporto 4K. La differenza questa volta è indicata dallo sviluppo, se infatti i precedenti hanno ottenuto un mero upgrade, in questo caso il gioco è stato dapprima sviluppato su One X e poi corretto per Xbox One base, esattamente come tutte le ultime esclusive di casa Xbox. Questo ha inevitabilmente migliorato la qualità sulla console mid gen di Microsoft, lasciandoci in determinate situazioni sorpresi dal lavoro svolto, non senza però qualche difetto ben identificabile.

Partiamo col dire che a livello di ottimizzazione ci siamo, almeno su PC. Halo: Reach mantiene tutte le premesse dei requisiti consigliati promessi, gli stessi li potete trovare come reminder qua sotto nella tabella.

Su Xbox One X si poteva fare qualcosina di meglio, soprattutto dopo aver visto di recente una produzione impressionante come Gears 5 di The Coalition. Halo: Reach non mantiene i 60 FPS, scendendo nelle situazioni più concitate anche sotto i 55 FPS. Nulla di troppo snervante, sia chiaro, ma con qualche accorgimento in più si poteva sicuramente mantenere un framerate più stabile. La risoluzione, quantomeno, non è dinamica, mantenendo i 4K nativi per tutto il tempo, migliorando di conseguenza la pulizia su schermo e le texture generali.

Tuttavia bisogna sottolineare che sia su Xbox One X che su PC, alcune texture secondarie rimangono in bassa risoluzione, anche con la modalità grafica potenziata su PC. Oltre a questo su One X c’è un piccolo problema per quanto riguarda il caricamento di certe texture, le quali compaiono solo nel momento in cui ci si avvicina, soprattutto quelle legate ad alcune piastrelle o pavimentazioni. La stessa problematica è assente su PC.

C’è poi una piccola grana per quanto concerne l’audio, ma qua parliamo più di un bug che di una realizzazione voluta. In breve tutto il comparto sonoro della rimasterizzazione su PC risulta ovattato rispetto all’originale o alla versione Xbox One, 343 sta già lavorando per sistemare il tutto e crede di poterlo risolvere in poco tempo.

Conclusioni

C’è ben poco da raccontare sul piano estetico e tecnico di Halo: Reach, anche perché parliamo comunque di una base di un gioco di quasi 10 anni fa e sarebbe ingiusto criticare il lavoro svolto da 343 Industries. Va detto che la conversione e il lavoro di rimasterizzazione è più che buono, anche se non particolarmente eccelso su diversi punti. Rimangono però piccolezze di un videogioco incredibile che merita di essere giocato a prescindere, nell’attesa dell’arrivo degli altri capitoli su PC che non perderemo tempo a raccontarvi.