Il mercato dei live service shooter torna a fare notizia per le ragioni peggiori: Highguard, il free-to-play di Wildlight Entertainment annunciato con grande clamore ai The Game Awards di dicembre, chiuderà definitivamente i suoi server il 12 marzo, appena sei settimane dopo il lancio avvenuto il 26 gennaio. Una parabola discendente brutale e quasi senza precedenti nel settore, che riaccende il dibattito sulla sostenibilità dei nuovi titoli live service in un panorama dominato da colossi consolidati come Fortnite e Call of Duty.
Wildlight Entertainment ha annunciato la chiusura attraverso un comunicato sui propri canali social, ammettendo apertamente il fallimento del modello di business: "Nonostante la passione e il duro lavoro del nostro team, non siamo riusciti a costruire una base di giocatori sostenibile per supportare il gioco a lungo termine." Lo studio californiano ha precisato che i server resteranno online fino alla data di shutdown, invitando la community a tornare in game per le ultime partite.
I numeri iniziali sembravano promettenti: al lancio, oltre 2 milioni di giocatori avevano provato Highguard, una cifra che per qualsiasi titolo premium rappresenterebbe un ottimo punto di partenza. Nel caso dei free-to-play competitivi, però, la retention — ovvero la capacità di trattenere i giocatori nel tempo — è tutto, e su questo fronte Highguard ha evidentemente fallito, con i player count crollati in modo troppo rapido per giustificare la continuazione dello sviluppo.
Particolarmente significativo è il ruolo di Tencent in questa vicenda. Secondo un report di Bloomberg, il colosso cinese aveva finanziato in modo riservato lo sviluppo di Wildlight Entertainment, salvo poi decidere di ritirare il supporto economico dopo il lancio sottotono del gioco. Una scelta che ha innescato una prima ondata di licenziamenti nel mese di febbraio, con un designer che aveva rivelato pubblicamente come "la maggior parte" del team fosse stata messa alla porta. Lo studio aveva poi ufficialmente confermato di aver lasciato andare diversi membri mantenendo soltanto un gruppo ristretto di sviluppatori.
Dal punto di vista del gameplay, Highguard si proponeva come un hero shooter FPS con alcune meccaniche distintive: mount cavalcabili durante le partite e dinamiche da raid, con le squadre impegnate ad abbattere le difese delle basi avversarie. Il titolo era sviluppato da veterani del genere e aveva già pianificato un anno intero di contenuti post-lancio, tra nuovi personaggi, armi e modalità. Una road map ora ridotta all'ultimo aggiornamento in arrivo questa settimana, che introdurrà un nuovo Warden, una nuova arma, un sistema di progressione dell'account e alberi delle abilità — quasi un ironico addio a tutto ciò che avrebbe potuto essere.
Il confronto con Concord di Sony è inevitabile e doveroso. L'hero shooter PlayStation, lanciato nell'agosto 2024 dopo anni di sviluppo e un investimento enorme, aveva resistito appena due settimane prima dello shutdown, diventando il simbolo del rischio connesso ai nuovi ingressi nel mercato live service. Highguard dura il triplo, ma la sostanza non cambia: entrambi i titoli hanno dimostrato quanto sia difficile conquistare uno spazio in un ecosistema dominato da franchise decennali con community fidelizzate difficilmente scalfibili.