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Iron Danger, il Tempo come Arma | Recensione


Iron Danger – PC
Genere
Gioco di Ruolo - Puzzle Game
Piattaforma
PC
Sviluppatore
Action Squad Studios
Editore
Daedalic Entertainment
Data di Uscita
25/03/2020

Le storie che iniziano dalla morte hanno sempre un fascino tutto loro, pieni di elementi magici che si fondono con un misticismo di fondo in grado di cambiare interi ecosistemi. Iron Danger è un’avventura che inizia da un apparente decesso, ideata da Action Squad Studios e pubblicata da Daedalic Entertainment. Una storia di divinità e guerra, vissuta dagli occhi di un’eroina trovatasi tale a sua insaputa, coinvolta in un conflitto risvegliato dal suo antico potere.

Iron Danger si presenta come un titolo che porta una ventata d’aria fresca nel panorama dei cRPG, grazie alla sua capacità di convertire la manipolazione del tempo in una meccanica di gioco. Niente orpelli da gioco di ruolo come equipaggiamento e livelli, solo crudi comandi da immettere in scaglioni di secondi come se il giocatore stesse editando frammenti di un video. Una prospettiva senz’altro interessante che intende promettere una nuova esperienza nel suo genere.

Un frammento nel tempo

L’ambientazione di Iron Danger ci porta in un mondo diviso, dove umani e divinità hanno preso un cammino diverso tanto tempo fa. Ciò ha fatto nascere la città di Kalevala, centro nevralgico della civiltà intorno a cui si sono sviluppati i vari villaggi che vivono in armonia. Questo fino a quando la minaccia dal Nord non porterà una strega a far marciare una legione di soldati di carne e ferro sulle verdi colline di Kalevala, iniziando una guerra d’invasione che il popolo pacifista non ha mai chiesto.

Il conflitto viene vissuto dal giocatore attraverso i panni di Kipuna: una ragazza apparentemente come tante che però finisce per essere infilzata da uno strano frammento magico, che risveglia in lei un potere latente sconosciuto e la tiene in vita fin tanto che sarà incastrato sul suo petto. Una storia che tutto sommato richiama l’uomo d’acciaio della Marvel, ma che la converte in salsa fantasy per parlare della crescita di un’eroina riscoperta tale, i cui ideali plasmeranno inevitabilmente la risoluzione della guerra alla mano.

La narrazione procede spedita essendo un’esperienza lineare sotto ogni punto di vista, divisa in missioni per circa 15 ore di gioco da sezioni di 30-40 minuti l’una. La campagna tutto sommato ricade nel classico viaggio dell’eroe, abbondando però nella caratterizzazione di Kipuna e dei suoi alleati occasionali. Il fattore x di Iron Danger è tutto sommato la scelta di voler creare un paesaggio che sapesse trarre il meglio dal folklore finlandese mischiato allo Steampunk. Purtroppo però quest’ultima, oltre ai nemici dal design puramente macchinoso, perde un po’ di mordente in confronto a quella fantastica delle foreste verdeggianti o delle città medievali brulicanti di vita, ovvero nei momenti in cui il gioco mostra il suo lato più curato esteticamente.

Iron Danger dà del suo meglio quando si lascia andare alla magia e ai suoi effetti, dimostrando come ancora oggi sia possibile tirare fuori qualcosa di inedito, oltre che gradevole alla vista. Avventurandosi nel nord o nei cunicoli bui di un dungeon, il fascino viene meno come quando si assiste alla fine del tramonto, specialmente perché in Iron Danger gli ambienti chiusi non sono proprio il massimo sia a livello di gameplay che di ispirazione artistica.

Rewind magico

Anche godendosi tutto il resto che Iron Danger ha da offrire, l’elemento più determinante per l’esperienza alla mano è l’impianto del gameplay basato sulla fruizione del tempo come risorsa da manipolare a piacere. Descrivere il flusso del gioco è difficile, ma provate a immaginare di essere davanti a un programma di video editing e di trovarvi di fronte a moltissimi frame o filmati che compongono una sequenza. Il programma vi permette di agire frame per frame, modificando, tagliando o aggiungendo tutto ciò che volete in un punto specifico del video.

Ora prendete questa base e applicatela al gioco, dove ogni azione corrisponde a un’aggiunta nel segmento del filmato, che in questo caso simboleggia il tempo trascorso. In qualsiasi momento, e in particolar modo nei combattimenti, quello che potrete fare sarà impartire un comando d’azione e aggiungere pezzi al tempo per vedere cosa succede a ogni comando. Il vero twist arriva nel momento in cui sbagliate e vi ritroverete ad assistere alla morte del personaggio: in un caso del genere sarete obbligati a tornare indietro nella sequenza e modificare le vostre azioni in modo che ne usciate sia vivi che vincitori.

Più che gioco di ruolo, Iron Danger è quindi un puzzle game dove è necessario essere veramente tattici per utilizzare tutte le mosse corrette per arrivare alla fine del livello. Un errore nel mezzo della catena e vi ritroverete in situazioni da cui non si può uscire, anche se questo è davvero raro considerando quanto indietro si può andare nelle azioni registrate. Nonostante la premessa alla mano, Iron Danger è dannatamente difficile e complesso, forse pure troppo quando vi ritroverete a gestire ben due timeline diverse con due personaggi distinti da dover coordinare in determinate maniere. Anche il puzzle più semplice risulterà complesso, perché mentre impilerete comandi con uno, l’altro rimarrà fermo e dovrete andarlo a “recuperare” in un punto del tempo specifico per coordinarlo con la sequenza appena formata altrove. Tutto questo, badate bene, mentre i nemici vi accerchiano e vi colpiscono senza pietà.

Di livello in livello otterrete sblocchi e vantaggi che vi aiuteranno a tenere sotto controllo tutta la situazione con palle di fuoco devastanti e colpi spacca terreno, ma il numero di comandi aumentato e le varie precauzioni da prendere richiederanno una strategia molto elevata. Se da una parte questo è un lato positivo per i giocatori più temerari, dall’altro alcuni livelli specifici sfioreranno il limite del frustrante, ponendovi di fronte a situazioni in cui dovrete tornare indietro un numero spropositato di volte prima di azzeccare la soluzione ideale.

L’idea è però eccellente e nell’esecuzione riesce a dare quello che promette: un controllo totale sugli scontri e sul flusso del gioco, un qualcosa che difficilmente si è visto fare in questa maniera specifica. La ricchezza di abilità da utilizzare e situazioni da sbrogliare lo rende estremamente variegate nei percorsi risolutivi, tuttavia è innegabile che in un certo qual modo Iron Danger fatichi a trovare il necessario bilanciamento tra uno e l’altro elemento, avendo picchi di qualità con altrettanti motivi per poterli demolire.

La cosa è evidente soprattutto da un mero punto di vista tecnico: modelli e dialoghi sono poco curati durante le varie sequenze, mentre le ambientazioni sono realizzate anche tenendo conto del più piccolo dei dettagli. Il doppiaggio ha buoni propositi ma manca di pathos in molte situazioni, accentuandone altre quando alcuni membri del cast riescono a tirare fuori performance di buona caratura. Bisogna quindi scendere a compromessi per molte cose in Iron Danger, ma se si è disposti ad accettare le comprensibili falle derivanti da un budget non stellare, il lavoro di Action Squad Studios è senza ombra di dubbio uno dei più originali dell’ultimo anno, coraggioso quanto basta per catalogarsi davvero come qualcosa di inedito nel panorama delle meccaniche di gioco.

Iron Danger – PC

Titolo indipendente di Action Squad Studios e Daedalic Entertainment, incentrato sul viaggio dell’eroina Kipuna nel tentativo di salvare la propria terra grazie ai poteri che ha acquisito sull’orlo della morte. Sebbene sia classificabile come gioco di ruolo, Iron Danger è unico nel suo genere in quanto tutta l’azione del gameplay è svolta attraverso un’inedita meccanica che permette di modificare la linea temporale e tornare indietro nei comandi impartiti.

8
8

Verdetto

Iron Danger è un’idea mai vista prima, capace di sorprendere in ogni sfaccettatura del suo complesso sistema basato sullo scorrere del tempo reale. Come tutte le nuove proposte, gli aspetti su cui si sarebbe potuto lavorare di più sono abbastanza presenti, specialmente in alcuni livelli specifici dove è richiesta una grande dose di pianificazione. Tutto sommato però, forte anche di un immaginario a metà tra il classico e il moderno, il racconto della giovane Kipuna merita di essere vissuto, anche solo per dimostrare che le buone idee hanno valore per il pubblico composto dai giocatori più attenti.

Pro

- Meccanica originale e intrigante
- Personaggi ben strutturati
- Estremamente complesso, sfida per i giocatori più temerari
- Direzione artistica lodevole

Contro

- Alle volte il sistema può risultare frustrante
- Doppiaggio non sempre all'altezza