Il panorama videoludico continua a fare i conti con l'intelligenza artificiale generativa, e questa volta tocca a un franchise cult degli action game free-to-play. Let it Die: Inferno, sequel del particolare titolo di Suda51 del 2016, arriverà su Steam e console il 4 dicembre con una caratteristica che sta già facendo discutere la community: l'uso massiccio di contenuti generati tramite AI. La rivelazione è emersa dalla pagina ufficiale del gioco su Steam, dove le nuove policy della piattaforma obbligano gli sviluppatori a dichiarare l'utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale generativa.
A sviluppare questo sequel non è Grasshopper Manufacture, lo studio di Goichi "Suda51" Suda che aveva creato l'originale Let it Die nel 2016, ma Supertrick Games, team che aveva collaborato come co-sviluppatore al primo capitolo. Il titolo originale si era distinto per la sua formula ibrida che mescolava action game con elementi roguelike, infiltrazione in strutture gestite da altri giocatori e meccaniche multiplayer asimmetriche, il tutto con l'estetica sopra le righe tipica delle produzioni legate a Suda51. Dopo il flop di Deathverse, spin-off interamente multiplayer, questo Inferno rappresenta un ritorno alle origini con un twist: il gameplay si concentra sul PvEvP in tempo reale, dove giocatori affronteranno sia nemici controllati dall'IA che altri utenti simultaneamente.
La dichiarazione sulla pagina Steam è chiara e dettagliata: "Contenuti generati tramite AI sono stati utilizzati e successivamente modificati dal nostro team per alcune parti delle voci in-game, della musica e della grafica". Gli sviluppatori specificano che l'intelligenza artificiale ha contribuito alla creazione di texture per cartelloni pubblicitari di sfondo, illustrazioni per dischi, video informativi completi di voci e musiche. Si tratta di aree sostanziali della produzione, che coprono praticamente tutti i comparti artistici del gioco: visual design, audio design, voice acting e composizione musicale.
L'entità precisa dell'utilizzo di AI rimane tuttavia ambigua. La formulazione "alcune parti" e "poi modificate dal team" lascia spazio a interpretazioni diverse: si tratta di bozze iniziali pesantemente ritoccate da artisti umani, o di contenuti generati automaticamente con ritocchi minimi? Questa mancanza di trasparenza granulare è proprio uno dei problemi evidenziati dalla community gaming riguardo alle disclosure sull'intelligenza artificiale. Per i giocatori più attenti alla questione etica dello sviluppo, questa ambiguità potrebbe rappresentare un deterrente all'acquisto.
Il tempismo solleva interrogativi. Let it Die: Inferno è stato annunciato solo due mesi fa, durante uno State of Play di PlayStation a settembre, con una campagna marketing praticamente inesistente prima del lancio previsto per la prossima settimana. Questo ciclo di sviluppo e promozione insolitamente compresso potrebbe suggerire che l'AI sia stata utilizzata proprio per accelerare la produzione, consentendo al team di Supertrick Games di completare asset e contenuti in tempi che sarebbero stati altrimenti impossibili con metodi tradizionali.
La questione delle disclosure sull'AI nel gaming sta dividendo l'industria. Senza la policy di trasparenza imposta da Steam, i giocatori probabilmente avrebbero scoperto l'utilizzo massiccio di intelligenza artificiale solo dopo il lancio, attraverso segnalazioni e discussioni sui forum. Valve ha quindi fornito uno strumento utile per i consumatori che vogliono fare scelte d'acquisto informate. Non tutti però considerano necessarie queste dichiarazioni: Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha recentemente affermato che l'AI diventerà talmente onnipresente nello sviluppo videoludico da rendere "inutile" richiedere disclosure dettagliate per ogni titolo.