Microsoft alza il velo sui numeri del cloud gaming e lo scenario che emerge conferma quanto la divisione gaming del colosso di Redmond stia puntando forte sulla tecnologia streaming per ridefinire il futuro del Game Pass. Phil Spencer, CEO of Gaming in casa Microsoft, ha rivelato che le ore di gioco in cloud su console sono aumentate del 45% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre sui dispositivi alternativi la crescita si attesta al 24%. Dati che arrivano in un momento particolarmente delicato per Xbox, tra rincari controversi, licenziamenti e rumors su una versione gratuita del servizio supportata da pubblicità.
Spencer ha inquadrato questi numeri all'interno della visione Microsoft di "un futuro in cui il gaming sia più accessibile che mai", misurando i progressi attraverso l'engagement dei giocatori. Il messaggio è chiaro: Xbox vuole posizionarsi come l'ecosistema del "gioca cosa vuoi, dove vuoi", sfruttando il cloud gaming come leva strategica per superare i limiti dell'hardware tradizionale. Tuttavia, l'assenza di metriche di riferimento precise rende difficile valutare l'impatto reale di questa crescita percentuale.
Il contesto è cruciale per interpretare questi dati. Lo scorso mese Microsoft ha implementato un aumento del 50% del prezzo di Xbox Game Pass Ultimate, passato da 19,99 a 29,99 dollari negli Stati Uniti, scatenando ondate di cancellazioni e proteste nella community. L'azienda non comunica pubblicamente né il numero di abbonati Game Pass né le vendite di console Xbox, rendendo impossibile contestualizzare il reale peso di queste percentuali. Si tratta di un aumento su una base utenti stabile, in crescita o in calo? La risposta resta un mistero.
Ciò che sappiamo è che Game Pass ha toccato i 5 miliardi di dollari di revenue annuale, trainato da release di peso come The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered, Doom: The Dark Ages e Indiana Jones and the Great Circle. Microsoft insiste sul fatto che "partecipazione dei creator" e "coinvolgimento dei giocatori" siano ai massimi storici, ma ancora una volta senza fornire cifre concrete. Una strategia comunicativa che contrasta con la trasparenza di competitor come Sony, che periodicamente aggiorna sui numeri di PlayStation Plus.
Le dichiarazioni di Spencer assumono un significato particolare alla luce delle indiscrezioni su una versione gratuita di Xbox Cloud Gaming finanziata da advertising. Secondo i rumor, Microsoft starebbe testando internamente questa soluzione per PC, console Xbox, dispositivi handheld e browser web, che non richiederebbe un abbonamento Game Pass. Un test pubblico sarebbe imminente, rappresentando potenzialmente una svolta nel modello di business del cloud gaming e una risposta diretta a servizi come NVIDIA GeForce Now nella sua tier gratuita.