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Overwatch 2, il PVE provato durante BlizzCon 2019

La BlizzCon 2019 verrà ricordata per l’altissimo tasso di annunci di peso, da Diablo IV a World of Warcraft Shadowlands fino alla chiusura col botto con Overwatch 2, seguito del sorprendente primo capitolo che introduce finalmente una serie di modalità PVE, senza dimenticarsi del suo motore principale, il PVP.

Proprio durante la manifestazione abbiamo avuto la possibilità di provare una piccola demo dedicata alla Story Mode durata circa una ventina di minuti  e condivisa con altri tre giocatori che ci ha fornito alcune informazioni su quello che si pone essere l’animo PVE del secondo capitolo.

Salvare il mondo

La missione da noi giocata è partita con un filmato introduttivo che ci ha consentito di capire qualcosina di più sugli obiettivi da completare e sulla situazione attuale della storia. Ci troviamo a Rio, e il protagonista non può che essere Lucio che insieme a Mei, Reinhardt e Tracer devono eliminare una serie di nemici robotici fino ad arrivare a un potente e gigantesco boss meccanico.

Prima dell’inizio della missione stessa, il gioco ci offre l’opportunità di selezionare un’abilità passiva tra due che può migliorare per esempio la nostra ultimate o alcune caratteristiche fisiche, questa novità è estesa a tutti gli eroi e accresce il lato strategico e di personalizzazione del gioco stesso prima di ogni missione, alimentando la rigiocabilità e l’approccio di gioco.

Le missioni legate alla Story Mode sono cosparse di dialoghi e cutscene ed è possibile giocarle solo e unicamente con gli eroi prefissati dalla storia stessa, questo è stato fatto per consente una pura coerenza narrativa. Sempre all’interno dei livelli si trovano equipaggiamenti che possono essere utilizzati come un’autentica abilità, spesso e volentieri dall’effetto simile alle abilità di altri eroi che come il posizionare una torretta o uno scudo difensivo. Bisogna però segnalare che l’abilità legata all’oggetto richiede un cooldown abbastanza lungo, nel nostro caso è stato di ben 90 secondi.

Il tutto ci ha inevitabilmente portato al boss, un nemico che richiede una buona dose di collaborazione e strategia per riuscire a eliminarlo. Questa parte finale ci è sembrata molto simile a un raid di Destiny e gli stessi sviluppatori ci hanno in qualche modo confermato che è stato uno dei punti d’ispirazione per realizzare gli scontri con i boss. In generale, tuttavia la missione non ci è sembrata particolarmente ostica, ma siamo sicuri che a livello più alto potrebbe davvero regalare grosse soddisfazioni. La fine del livello ci ha donato un bellissimo filmato cinematografico e un invito a continuare l’avventura con le prossime missioni, ove quest’ultime saranno tutte disponibili sin dal day one, quindi niente struttura episodica.

Oltre alla Story Mode è presente anche una Hero Mode, ma quest’ultima non siamo riusciti a provarla. Si tratta di una modalità abbastanza simile all’avventura e i rift di Diablo III, è quindi perfetta per essere giocata senza troppe pretese e con un inclinazione più casual. Proprio in quest’ultima, il gioco ci permette di selezionare un qualsiasi eroe presente nel rooster in maniera tale d’approfondire tutti i contorni di ciascun personaggio, dal brackground alle ragioni personali che lo hanno portato a combattere.

E il PVP?

Con gli sviluppatori abbiamo parlato anche della modalità competitiva, vero cuore del gioco. Innanzitutto a chiunque non interessi il PVE è libero di rimanere sul primo capitolo, mantenendo mappe ed eroi del seguito, ciò significa che il client sarà uno soltanto e i giocatori di entrambi i titoli potranno giocare insieme con l’unica differenza legata al motore di gioco evoluto del secondo capitolo.

Il modello di gameplay è rimasto invariato e il feeling sia in PVP che in PVE è lo stesso già visto nel precedente capitolo. Non bisogna quindi temere cambiamenti troppo preponderanti tra il primo e il secondo capitolo.

Per il resto, a parte la modalità Push che non è stata troppo approfondita e i nuovi eroi – con costumi quasi totalmente inediti -, non ci sono particolari novità da segnalare, se non appunto alcune migliorie grafiche come effetti di luce e riflessi migliorati e un maggior dettaglio grafico e poligonale degli eroi stessi. Potrebbe essere interessante capire che il gioco sfrutterà il ray tracing ma gli sviluppatori hanno abilmente sviato la domanda.

Tirando le somme

Overwatch 2 sembra essere un seguito fatto e finito per coloro che volevano fortemente approfondire l’universo narrativo di Overwatch, infatti il PVP sarà disponibile anche sul primo capitolo e il motore grafico migliorato potrebbe non essere un motivo sufficiente per acquistare il seguito per i soli giocatori indirizzata al competitive. Tuttavia ciò che abbiamo provato del PVE ci ha realmente esaltato e sorpreso, lasciandoci l’acquolina in bocca su quello che potrebbe essere effettivamente tutta la componente narrativa di Overwatch 2. Il titolo non ha ancora una data di uscita, ma è previsto per Xbox One, PC, PlayStation 4 e persino Nintendo Switch.