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Il 30% di questo team PlayStation è stato licenziato, c'è aria di crisi

Bend Studio di PlayStation licenzia il 30% del personale dopo la cancellazione di un videogioco previsto per quest'anno, secondo Jason Schreier.

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Avatar di Andrea Riviera

a cura di Andrea Riviera

Managing Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 11/06/2025 alle 10:52

La notizia in un minuto

L'industria videoludica continua a essere colpita da una profonda crisi che ha raggiunto anche Bend Studio, lo sviluppatore interno di Sony noto per Days Gone, che ha dovuto licenziare il 30% del proprio staff, circa 40 dipendenti su 120 totali. Secondo il giornalista Jason Schreier di Bloomberg, i tagli arrivano dopo la cancellazione di un progetto live-service che non aveva convinto Sony, costringendo lo studio a una drastica riorganizzazione. Days Gone, pur avendo venduto milioni di copie, non ha raggiunto le performance commerciali e critiche necessarie per diventare una serie duratura, lasciando Bend Studio in una posizione incerta all'interno dei PlayStation Studios. Il progetto live-service cancellato rappresentava probabilmente un tentativo di allinearsi alle strategie multiplayer di Sony, ma il suo abbandono ha comportato un costo umano significativo per decine di sviluppatori. Nonostante lo studio stia già lavorando a un nuovo progetto, i dettagli rimangono sconosciuti e potrebbero servire anni prima di vederne i risultati, considerando la necessità di riorganizzare un team decimato. Questa situazione riflette una tendenza più ampia nell'industria videoludica, dove nemmeno gli studi consolidati sono al riparo dalle pressioni commerciali e dall'instabilità di un mercato in continua evoluzione.

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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L'industria videoludica attraversa una fase di profonda instabilità che colpisce anche i team più consolidati dell'ecosistema PlayStation. La recente ondata di tagli al personale ha raggiunto Bend Studio, lo sviluppatore interno di Sony noto per aver creato Days Gone, che si trova ora a dover ridimensionare drasticamente la propria forza lavoro. La decisione rappresenta l'ennesimo capitolo di una crisi che sta ridefinendo gli equilibri del settore, dove nemmeno l'appartenenza ai PlayStation Studios garantisce stabilità occupazionale.

La notizia emerge attraverso le rivelazioni di Jason Schreier, giornalista di Bloomberg che ha documentato su Bluesky come lo studio stia procedendo al licenziamento del 30% del proprio organico. "Bend Studio di Sony, che ha cancellato un gioco live-service a inizio anno, sta licenziando il 30% del proprio staff oggi (40 persone circa), secondo quanto ha scoperto Bloomberg News", ha scritto l'insider, aggiungendo che "lo studio sta dando vita a un nuovo progetto in seguito a tale cancellazione".

Sony's Bend studio, which canceled a live-service game earlier this year, is laying off 30% of staff today (around 40 people), Bloomberg News has learned. The studio has been spinning up a new project following the cancellation.

— Jason Schreier (@jasonschreier.bsky.social) 2025-06-10T18:12:01.815Z

Il ridimensionamento colpisce circa 40 dipendenti su un totale di 120 persone che componevano il team dell'Oregon. Questa drastica riduzione arriva dopo la cancellazione di un progetto live-service che evidentemente non aveva convinto la dirigenza Sony, segnando un momento di transizione forzata per uno studio che aveva già vissuto le difficoltà legate al reception tiepido del proprio titolo di punta.

Days Gone, lo sparatutto apocalittico a mondo aperto lanciato nel 2019, rappresenta sia il maggior successo che il principale limite di Bend Studio. Nonostante abbia venduto milioni di copie e ricevuto un discreto supporto da parte dei giocatori, il titolo non è riuscito a raggiungere quelle performance commerciali e di critica che Sony considerava necessarie per trasformarlo in una serie duratura. L'assenza di un sequel ha lasciato lo studio in una posizione incerta all'interno della galassia PlayStation Studios.

La recente pubblicazione di Days Gone Remastered appare ora come un tentativo di capitalizzare su un'proprietà intellettuale che, pur non essendo stata abbandonata completamente, non ha generato l'entusiasmo sperato per giustificare investimenti futuri di grande portata. Questo scenario ha probabilmente influenzato la decisione di orientare Bend Studio verso nuove direzioni creative, con tutti i rischi e le incertezze che ne derivano.

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Il progetto live-service cancellato rappresentava presumibilmente un tentativo di allineare Bend Studio alle strategie multiplayer che Sony ha perseguito negli ultimi anni, spesso con risultati alterni. La decisione di abbandonare questa direzione suggerisce una ricalibratura delle priorità aziendali, che tuttavia comporta un costo umano significativo per decine di sviluppatori che si trovano ora a dover cercare nuove opportunità in un mercato del lavoro sempre più competitivo.

L'annuncio di Schreier sottolinea come lo studio stia già lavorando a un nuovo progetto, ma i dettagli rimangono avvolti nel mistero. Considerando i tempi tipici dello sviluppo videoludico e la necessità di riorganizzare un team decimato, potrebbero volerci diversi anni prima di vedere i frutti di questo nuovo corso creativo, sempre che il progetto riesca a superare tutte le fasi di sviluppo senza ulteriori battute d'arresto.

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