Quando un aggiornamento pensato per correggere dei difetti grafici finisce per rimuovere una delle tecnologie più avanzate presenti in un gioco, la questione merita un'analisi approfondita. È quanto accaduto con Resident Evil Requiem su PS5 Pro, dove Capcom ha deciso di intervenire con una patch che, secondo gli esperti di Digital Foundry, ha di fatto eliminato il ray tracing da alcune sezioni del gioco, sostituendolo con un sistema di illuminazione tradizionale. Una scelta che risolve i problemi visivi segnalati, ma al costo di rinunciare a una soluzione tecnica di alto livello.
Il titolo di Capcom era stato accolto con favore sulla console avanzata di Sony principalmente grazie all'implementazione della versione aggiornata del PSSR, il sistema di upscaling basato su intelligenza artificiale proprietario di PlayStation, capace di restituire immagini di qualità elevata partendo da risoluzioni inferiori.
Su questo fronte, Resident Evil Requiem aveva dimostrato risultati convincenti, confermando le potenzialità della PS5 Pro come hardware pensato per spingere la fedeltà visiva oltre i limiti della console standard.
Il capitolo del ray tracing racconta però una storia diversa. Il gioco sfruttava sulla console Sony la tecnologia RTGI, acronimo di Ray Tracing Global Illumination, ovvero un sistema di illuminazione globale calcolata attraverso ray tracing, che in certi contesti produceva effetti visivi di grande impatto su ombre, riflessi e qualità della luce ambientale. Il problema emergeva però in altri frangenti, dove si rendevano visibili glitch e artefatti grafici difficili da ignorare.
John Linneman di Digital Foundry ha analizzato la situazione in un video pubblicato per i sostenitori del canale Patreon della redazione britannica, specializzata da anni nell'analisi tecnica dei videogiochi. Secondo Linneman, la radice del problema risiedeva nel denoiser, uno strumento usato per ridurre il "rumore" visivo tipico del ray tracing in tempo reale, che in alcune sezioni del gioco produceva risultati decisamente insufficienti.
Linneman ha precisato che l'approccio tecnico adottato non sarebbe adatto a contesti open world o comunque a scenari ampi e articolati, il che avrebbe convinto Capcom a optare per la rimozione completa del ray tracing piuttosto che tentare ulteriori correzioni parziali. Il risultato è quello che nel settore viene definito un downgrade tecnico: non tanto per un peggioramento della resa complessiva del gioco, quanto per la sostituzione di una tecnologia avanzata con una soluzione più convenzionale, seppur stabile.
La patch è già disponibile da qualche giorno, ma la sua analisi è emersa solo in un secondo momento grazie al lavoro di Digital Foundry. Chi scaricherà l'aggiornamento troverà quindi un'esperienza visiva più pulita, priva degli artefatti che affliggevano le versioni precedenti, ma anche spoglia di quegli effetti di illuminazione che il ray tracing garantiva nei momenti in cui funzionava correttamente.
Comprare una PS5 Pro nel 2026 dovrebbe essere, sulla carta, la fine di ogni compromesso. Abbiamo speso cifre importanti per avere il pacchetto completo: risoluzione cristallina, frame rate granitico e, ovviamente, quel Ray Tracing che ci era stato promesso come il futuro dell'illuminazione. Eppure, il caso di Resident Evil Requiem ci sbatte in faccia una realtà tecnica più complessa e, per certi versi, frustrante.
La decisione di Capcom di rimuovere il Ray Tracing Global Illumination (RTGI) per risolvere i glitch grafici è l'emblema di un pragmatismo che sa di sconfitta. Certo, John Linneman di Digital Foundry ha ragione: un gioco pulito è meglio di un gioco "avanzato" pieno di artefatti e rumore visivo causati da un denoiser inefficiente. Ma non possiamo ignorare l'ironia della situazione: stiamo parlando di una console "Pro" che, su uno dei suoi titoli di punta, si ritrova a dover tornare a un'illuminazione tradizionale per garantire la stabilità visiva.
La stabilità vince sulla tecnologia?
L'illuminazione globale via Ray Tracing è una delle tecnologie più pesanti e complesse da gestire. Quando funziona, trasforma l'atmosfera, rendendo le ombre e la luce ambientale di un horror come Requiem vive, organiche e terrorizzanti. Toglierla non è solo un "aggiustamento", è un vero e proprio downgrade tecnologico. Capcom ha scelto la via più breve: invece di ottimizzare il denoiser o riscrivere parte del codice per gestire meglio gli scenari ampi, ha preferito "spegnere la luce" avanzata.
Fortunatamente, la PS5 Pro ha un asso nella manica che sembra reggere l'intera baracca: il PSSR. Se l'immagine rimane comunque definita e piacevole, è merito dell'upscaling neurale di Sony che fa miracoli anche dove la geometria o l'illuminazione nativa cedono il passo. Ma resta l'amaro in bocca: se anche l'hardware da salotto più potente sul mercato deve rinunciare al Ray Tracing per non mostrare il fianco a glitch imbarazzanti, forse il mercato sta correndo troppo rispetto a quanto l'hardware attuale possa realmente sostenere.
Questo aggiornamento ci dice due cose. La prima è che Capcom dà priorità all'esperienza utente finale (niente glitch è meglio di ombre "giuste" ma rotte). La seconda è che lo sviluppo su PS5 Pro non è la passeggiata di salute che molti speravano.