I franchise cult abbandonati dai grandi publisher rappresentano una ferita aperta per migliaia di appassionati: pochi casi incarnano questa frustrazione meglio di quello legato alla serie Alice di American McGee, bloccata dalla decisione di EA di non procedere con il terzo capitolo. Ora, però, qualcosa si sta muovendo. McGee ha annunciato di essere al lavoro su un progetto che non è un sequel diretto, ma che promette comunque di portare a compimento una storia rimasta in sospeso, navigando con attenzione i vincoli legali imposti dal possesso dell'IP da parte di Electronic Arts.
Il progetto in questione si chiama Plushie Dreadfuls, un titolo ispirato all'omonima linea di pupazzi-coniglio ideata dallo stesso McGee per rappresentare disturbi mentali, malattie croniche e neurodivergenza. In un'intervista rilasciata a GamesRadar, il designer ha chiarito la natura del collegamento con la serie Alice: "Ho fatto in modo esplicito di collegare l'inizio del gioco Plushie Dreadfuls con la fine di Madness Returns", ha spiegato McGee, aggiungendo che questo lo qualifica a tutti gli effetti come un sequel spirituale.
La mossa è tanto creativa quanto strategicamente calibrata. McGee ha sottolineato che il collegamento narrativo è abbastanza evidente da soddisfare i fan di Alice: Madness Returns, ma non così diretto da generare problemi legali con EA, che detiene i diritti sull'IP. "C'è una sovrapposizione ovvia, ma non tale da metterci nei guai con i legali", ha dichiarato, evidenziando la necessità di muoversi su un terreno delicato che molti sviluppatori indipendenti conoscono bene.
Il protagonista del nuovo gioco si chiama James, un orfano adottato da una famiglia oscura e malvagia. McGee ha tracciato un parallelismo diretto con Alice, sottolineando come entrambi i personaggi attingano a esperienze personali del game designer stesso. "Alice, in un certo senso, rifletteva esperienze che ho vissuto da bambino", ha confessato McGee, rendendo il progetto qualcosa di più intimo rispetto a una semplice operazione commerciale. Il designer spera che il gioco possa offrire "un certo livello di chiusura" sia per sé stesso che per la community che attendeva da anni Alice: Asylum.
Per chi non conosce la storia della serie, vale la pena ricordare il contesto: American McGee's Alice uscì nel 2000, rielaborando in chiave dark e psicologica le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Nella visione di McGee, Alice sopravvive a un incendio che le uccide la famiglia, finendo in coma in una clinica psichiatrica, mentre nella sua mente il Paese delle Meraviglie si trasforma in qualcosa di distorto e perturbante. Il seguito, Alice: Madness Returns del 2011, approfondì il trauma del personaggio e rimase l'ultimo capitolo ufficiale della serie.
Nel 2023, McGee aveva invitato pubblicamente i fan a smettere di chiedergli di un terzo Alice, rivelando che EA aveva rifiutato la sua proposta per Alice: Asylum e ribadendo che chiunque volesse fare qualcosa con l'IP era libero di farlo, purché non cercasse di venderne i contenuti derivati. Un messaggio di resa nei confronti di un publisher che ha lasciato dormire uno dei franchise più originali della sua era, amato proprio per il suo approccio maturo e psicologicamente denso — caratteristiche ancora oggi rare nel gaming mainstream.
McGee, che ha iniziato la carriera come level designer presso id Software lavorando su titoli storici delle serie Doom e Quake, porta con sé un bagaglio creativo che rende il progetto Plushie Dreadfuls particolarmente atteso. La linea di pupazzi da cui trae ispirazione ha già costruito una community affezionata, e la promessa di un legame narrativo con la saga Alice potrebbe trasformare quello che sembrava un progetto di nicchia in qualcosa di molto più significativo per i fan del genere action-adventure psicologico.
Al momento non sono state comunicate piattaforme di destinazione né una finestra di lancio per Plushie Dreadfuls, ma l'interesse della community è già palpabile. Nei prossimi mesi ci si aspetta che McGee sveli ulteriori dettagli sul gameplay, sullo stile visivo e sulla connessione narrativa con Madness Returns.