Star Wars: Fate of the Old Republic è tornato al centro dell'attenzione della community gaming con una notizia che rafforza la credibilità del progetto e alimenta l'entusiasmo dei fan del genere RPG. Il titolo, sviluppato da Arcanaut Studios sotto la direzione di Casey Hudson — il veterano di Knights of the Old Republic e della trilogia di Mass Effect — aveva fatto il suo debutto ai The Game Awards dello scorso anno, lasciando molti con il fiato sospeso dopo un teaser decisamente promettente. Ora, con il reclutamento attivo del team creativo, il progetto mostra segnali concreti di avanzamento.
La new entry più significativa nello studio è quella di Pascal Blanché, nominato Art Director di Arcanaut Studios. Blanché ha annunciato il suo ingresso nel progetto tramite il suo profilo Bluesky, portando con sé un curriculum di tutto rispetto che spazia da Myst IV a Splinter Cell: Conviction, passando per classici Ubisoft come il primo Assassin's Creed, Far Cry: New Dawn e persino il tie-in originale di Avatar. La sua esperienza nella definizione visiva di mondi narrativi complessi lo rende una scelta particolarmente coerente per un RPG ambientato in un'era storica dell'universo di Star Wars.
Prima di approdare ad Arcanaut, Blanché aveva lavorato a lungo presso Behaviour Interactive, dove aveva guidato la direzione artistica di titoli dall'identità visiva molto distinta come il dating sim horror Hooked on You e il building-action Meet your Maker. La sua versatilità stilistica sarà probabilmente una risorsa cruciale per un gioco che dovrà costruire da zero l'estetica di un'era dell'universo Star Wars ancora poco esplorata sul piano videoludico.
Un dettaglio che non è passato inosservato ai fan più attenti: Blanché ha già lavorato all'interno della galassia lontana lontana, contribuendo alla definizione visiva dell'era dell'Alta Repubblica di Star Wars, inclusa la progettazione dello Starlight Beacon, una delle strutture più iconiche di quella narrativa. Questo background rende il suo contributo potenzialmente ancora più organico allo sviluppo di Fate of the Old Republic.
Sul fronte narrativo, rimane ancora aperta la questione fondamentale che divide la community: il gioco si collocherà nella continuity canonica attuale di Lucasfilm, oppure seguirà la linea dei Legends, il filone narrativo non canonico in cui erano ambientati i KOTOR originali e Star Wars: The Old Republic? Una scelta che avrà implicazioni enormi non solo per la storia, ma per il tipo di libertà creativa a disposizione degli sviluppatori nella costruzione del mondo di gioco.
Per chi segue anche le sorti del remake di Knights of the Old Republic, vale la pena precisare che i due progetti sembrano procedere su binari separati. Saber Interactive ha confermato che il remake è ancora in sviluppo, nonostante una profonda ristrutturazione creativa avvenuta nel 2022. Due produzioni distinte, due team diversi, un unico universo da esplorare: la situazione è complessa, ma almeno al momento non sembra che l'una stia cannibalizzando le risorse dell'altra.