PlayStation 4

PUBG e Fortnite danno assuefazione e fanno sprecare soldi: proibiti in Iraq

I battle royale come Fortnite e PUBG incontrano lo sfavore di sempre più governi. Dopo che il Nepal ha proibito l’uso di PlayeruUnknown’s Battlegrounds, ora è il turno dell’Iraq che mette al bando anche l’opera di Epic Games. A riportarlo è la CBC, che spiega come il parlamento dell’Iraq abbia votato questo mercoledì per proibire l’uso di vari giochi, tra i quali figurano i due battle royale.

Le motivazioni sono da trovarsi “nell’effetto negativo causato da alcuni giochi elettronici alla salute, alla cultura e alla sicurezza della società irachena, incluse le minacce alla moralità e alla socialità dei bambini e dei giovani.” Inoltre, l’obbiettivo è di impedire che i giocatori spendano i propri soldi su queste opere, tramite le microtransazioni.

Moqtada al-Sadr, il leader dell’alleanza politica che ha vinto le elezioni lo scorso anno, ha richiesto il bando delle opere e ha chiesto ai giovani di evitare di giocare PUBG, nello specifico, affermando che dà assuefazione. Ha anche dichiarato: “Cosa ci guadagnate nell’uccidere una o due persone in PUBG? Non è un gioco utile per l’intelligence né un gioco militare che spiega il giusto modo di combattere”.

Al di là delle singole dichiarazioni, è chiaro che sempre più Paesi stanno prendendo provvedimenti contro questo tipo di opere, spesso perché ritenute dannose per la società e i giovani. Voi cosa ne pensate? Credete che si tratti della solita caccia alle streghe?

Ora viene da chiedersi se è illegale fare una partita al Monopoli in versione Fortnite: in Italia non lo è, quindi potete recuperarlo a questo indirizzo.