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Pro
- Tensione e atmosfera uniche
- Gameplay tattico profondo, realistico e stratificato
- L'impatto delle proprie azioni ha conseguenze reali
- Modalità cooperativa eccezionale
- Comparto tecnico e sonoro di ottimo livello
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Contro
- Curva di apprendimento molto ripida e natura punitiva non adatta a tutti
- L'IA dei compagni, seppur valida, presenta ancora delle incertezze
- L'esperienza brilla davvero solo se giocata in cooperativa
- Personalizzazione un po' scialba
Il verdetto di Tom's Hardware
Dopo una lunga attesa da parte degli appassionati del genere, Ready or Not approda finalmente su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, portando con sé l'eredità pesante ma gloriosa di classici come SWAT 4. VOID Interactive raccoglie il testimone di Irrational Games, consegnando ai giocatori console un'esperienza sparatutto in prima persona che mette da parte l'azione sfrenata per abbracciare un realismo viscerale e una pianificazione strategica meticolosa. Il risultato è un titolo che ci immerge nelle operazioni ad alto rischio di una squadra d'assalto, dove ogni decisione ha un peso e ogni proiettile sparato porta con sé delle conseguenze.
Pathos a non finire
Il punto di forza più evidente di Ready or Not è la sua capacità di generare una tensione quasi palpabile. Scordatevi di correre ad armi spianate: qui ogni passo va ponderato. Il gioco ci cala in scenari di crisi – da prese di ostaggi in abitazioni private a minacce di bombe in complessi più ampi – dove il pericolo si cela dietro ogni angolo. L'intelligenza artificiale imprevedibile è la vera protagonista di questa tensione: i sospetti e i civili reagiscono in modi diversi e disperati all'irruzione della vostra squadra. C'è chi alza le mani, chi fugge terrorizzato e chi, in una frazione di secondo, decide di aprire il fuoco.
Questa incertezza costringe il giocatore a un'analisi costante della situazione, rispettando rigide regole d'ingaggio che privilegiano l'uso della forza non letale. Un errore di valutazione non si traduce solo in una penalità a fine missione, ma ha un impatto duraturo sulla vostra squadra. La morte di un civile o la perdita di un compagno aumentano drasticamente i livelli di stress degli agenti superstiti, i quali, missione dopo missione, potrebbero sviluppare traumi, diventare meno reattivi o addirittura decidere di abbandonare la squadra, costringendovi a mandarli in terapia e a rinunciare al loro apporto per diverse operazioni.
Gestione strategica
Ready or Not non è solo azione, ma anche gestione. Tra un intervento e l'altro, ci ritroveremo nel nostro quartier generale, dove un tablet funge da hub per ogni aspetto strategico. Qui si assembla la squadra, scegliendo agenti con tratti unici che possono fare la differenza sul campo. Ad esempio, un ufficiale con il tratto giusto potrebbe aiutare l'intero team a sopportare meglio lo stress accumulato, rivelandosi fondamentale per chi adotta uno stile di gioco più aggressivo. Sebbene i volti degli agenti tendano a ripetersi, questa componente manageriale arricchisce l'esperienza, aggiungendo profondità e immersione senza mai risultare opprimente.
Altrettanto cruciale è la preparazione dell'equipaggiamento. Il gioco offre un arsenale credibile di armi, protezioni e gadget. Più che sulla personalizzazione estetica delle armi – funzionale ma non eccezionalmente profonda – l'accento è posto sulla scelta tattica: proiettili perforanti o a punta cava? Gas lacrimogeni o granate stordenti? Strumenti come lo specchietto per sbirciare sotto le porte o i cunei per bloccare le vie di fuga diventano alleati insostituibili. Ogni missione richiede un approccio diverso, spingendo il giocatore a studiare il briefing e a equipaggiarsi di conseguenza.
Immersione totale
L'adattamento dei comandi al gamepad di PS5 e Xbox Series X|S è stato curato per rendere accessibile un sistema di ordini complesso. Tramite un menu radiale intuitivo, è possibile impartire comandi specifici ai due team che compongono la squadra, gestendo irruzioni, coperture e arresti con precisione. Sebbene l'IA dei compagni sia notevolmente migliorata e capace di agire con una certa autonomia, l'esperienza raggiunge il suo apice assoluto nella modalità cooperativa online. Giocare con amici, coordinandosi a voce, trasforma ogni missione in un'operazione SWAT realistica e indimenticabile. È importante notare che, al momento, i posti vuoti in una lobby non vengono riempiti da bot, rendendo fondamentale formare un team completo per affrontare le sfide più ardue.
Il design delle mappe è un altro fiore all'occhiello. Si passa da case claustrofobiche a complessi multilivello come ospedali o campus universitari, ognuno ricco di percorsi alternativi, trappole e punti di imboscata. L'eccellente comparto audio gioca un ruolo fondamentale: il rumore di passi sul pavimento al piano di sopra, un lamento soffocato dietro una porta o una discussione che degenera diventano informazioni vitali per anticipare le minacce.
Su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, Ready or Not offre un'esperienza tecnicamente solida. I giocatori possono solitamente contare su diverse modalità grafiche per privilegiare la fluidità a 60 FPS – essenziale per la reattività richiesta dal gioco – o la risoluzione e il dettaglio visivo. Entrambe le modalità sono solide e non presentano particolari criticità, quindi ottimo lavoro di porting.