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Riders Republic è un vero spasso! | Recensione

Dallo scorso giugno a oggi, abbiamo visto, provato e parlato di Riders Republic in tutte le maniere possibili. Fra le certezze offerte dalle due prove della build quasi definitiva, i dubbi sulle sbavature tenciche riscontrate fino a pochi giorni dal lancio e lo stupore nello scoprire, durante la nostra chiacchierata con Igor Manceau (Creative director del gioco), quanto lavoro ci sia alle spalle di una produzione del genere, un importante fattore si è sempre rivelato una costante: la volontà di Ubisoft nell’osare.

Prima di inorridire di fronte a questa affermazione, più per partito preso che per reale cognizione di causa, cercate di fare mente locale e rispondere a questa semplice domanda: quante aziende al giorno d’oggi investono in produzioni “Tripla A” destinate a una fetta di pubblico ridotta rispetto ai titoli maggiormente mainstream? Con “osare” intendiamo proprio quell’identità che da sempre contraddistingue Ubisoft, la quale in mezzo alle sue produzioni più note alle masse, rilascia titoli pensati per una specifica fetta di pubblico, dedicandogli la stessa cura che riserva ai brand più famosi.

Riders Republic E3

Pensate per un momento a For Honor, a Steep, a The Crew, al lancio di Rainbow Six Siege o, banalmente, a tutte quelle IP dei generi più disparati, che ogni anno fanno capolino nel catalogo di Ubisoft. Per quanto si voglia additare il colosso francese di scarsa capacità di reinventarsi, a causa proprio di quei brand così famosi che vengono riproposti ciclicamente con una formula conservativa e poco innovativa, non si può negare che sia rimasta una delle ultime aziende a investire in idee che non siedono propriamente in quella “comfort zone” che garantisce introiti stellari solo con un marchio.

Riders Republic è una di queste produzioni: un titolo Tripla A dedicato agli sport estremi, in grado di racchiudere al suo interno elementi da arcade game, open world e MMO… il tutto strizzando l’occhio al cameratismo e all’accessibilità.

Riders Republic E3

Benvenuti al Riders Ridge

Dopo aver deciso quale tipologia di controlli vorremo usare a bordo della nostra bici (se maggiormente arcade o più orientata alla precisione nella chiusura delle acrobazie) Riders Republic ci propone la possibilità di creare un avatar attraverso un editor molto basilare, prima di lanciarci immediatamente nel vivo dell’azione.

La voce della conduttrice di Ridge TV offre una panoramica rapida su dove ci troviamo nel mentre che la cinematica iniziale si va a congiungere in maniera naturale con i primi minuti di gioco, scagliando il nostro protagonista su un dirupo scosceso, a bordo di una bici da Downhill.

Attraverso i grilletti possiamo accelerare, e frenare, tramite i bumper abbiamo la possibilità si compiere uno scatto, per guadagnare terreno contro i nostri avversari, o riavvolgere una manciata di secondi della nostra corsa in caso finissimo fuori pista. Il rewind, in Riders Republic, non è un salvavita e influisce solo sulla nostra performance, non tenendo in considerazione gli altri corridori. Riavvolgere il nastro per correggere una caduta rovinosa, serve solo a non perdere troppo tempo a rientrare in pista, permettendoci di recuperare celermente il terreno perso.

Riders Republic

Nemmeno il tempo di riprendersi da un paio di rovinose cadute e sorpassiamo il traguardo; il mix tape che si diffonde dagli altoparlanti aumenta il ritmo e un’ampia rampa di legno ci fa lanciare nel vuoto. Una breve cinematica si intercala all’azione di gioco e scorgiamo un gruppo di atleti librarsi in volo attraverso i canyon con dei Jetpack allacciati saldamente alle loro schiene. Una rapida transizione si adopera nel darci il controllo di uno di questi atleti e in una manicata di secondi ci troviamo a sorvolare uno dei 6 parchi che compongono l’immensa mappa di Riders Republic.

La prossima è una sfida semplice: passare attraverso dei checkpoint nel minor tempo possibile, evitando di schiantarci sulle rocce del canyon che stiamo sorvolando e senza entrare in traiettoria con le cime degli alberi della foresta sottostante. Il mood è più rilassato rispetto alla vertiginosa discesa in bici di qualche minuto prima ma la vista è spettacolare e vedere così tante icone che si spostano sugli sterrati sottostanti ci restituisce ulteriormente la sensazione di sorvolare un mondo di gioco vivo, pulsante e che mette la libertà di scelta al primo posto.

La breve tratta con il Jetpack termina sorvolando una cima innevata dove l’ennesima transizione ci affida il controllo di un altro personaggio, impegnato a compiere trick con gli sci indossando un’enorme testa da panda. I comandi cambiano sensibilmente in questa sezione e i vibe ci riportano alla mente le sfide arcade di titoli quali Coolboarders e SSX. La nostra discesa si rivela divertente, non eccessivamente lunga ma molto guidata per quanto riguarda la composizione dei trick.

Foto generiche

Il frenetico tutorial di Riders Republic termina con una schermata di caricamento, onestamente speravamo in in una dissolvenza maggiormente adrenalinica viste le premesse iniziali, e la voce di Suki da il benvenuto, al nostro protagonista, al Riders Ridge, l’ampio HUB di gioco di Riders Republic.

Qua ci viene spiegato che durante il festival chiamato Riders Ridge Invitational, potremmo cimentarci in differenti sport estremi e deliranti. Vincere ci permetterà di ascendere alla gloria e diventare una leggenda degli sport estremi. Ad aiutare il nostro protagonista nella su ascesa, ci saranno una serie di personaggi decisamente bizzarri che lo indirizzeranno di volta in volta per non perdere la bussola mentre esplorerà l’enorme mappa di gioco.

Abbiamo apprezzato particolarmente il taglio da Docucomedy che è stato ideato per la campagna principale. A metà strada fra la sit-com e il videoclip, la storia di Riders Republic si dipana attraverso brevi cinematiche, personaggi estremizzati in ogni caratteristica, rimandi ale produzioni hollywoodiane dedicate agli sport estremi e videochiamate deliranti per illustrarci come proseguire nella nostra ascesa a “leggenda leggendaria delle leggende”.

Il Riders Ridge compie il ruolo di punto di ritrovo per i giocatori, dove si può curare il proprio stile, acquistare nuova attrezzatura, compiere adrenaliniche trick battle di gruppo, sfidare un singolo giocatore a duello e progredire in alcuni momenti chiave della campagna principale. Sono presenti, inoltre, le ovvie aree dedicate all’acquisto di elementi estetici che, come da tradizione per questo tipo di produzioni, sono presenti in numero cospicuo per venire incontro a ogni stile e moda.

Riders Republic

Un atleta… sei parchi.

Come accennavamo in apertura, Riders Republic sfrutta una struttura open world per offrire al giocatore una libertà d’azione pressoché totale. Ognuna delle competizioni presenti nel gioco è dislocata nelle sei regioni presenti nel gioco, ognuna rappresentate un parco americano realmente esistente e ricostruito in maniera fedelissima. Ogni area è caratterizzata da differenti biomi e garantirà la giusta varietà di ambientazioni per giustificare le varie discipline presenti nel titolo.

Partecipare a una competizione è molto semplice: si seleziona sull’immensa mappa di gioco il luogo designato e un’animazione pressoché istantanea farà compiere alla mappa un rapido zoom che partirà dalla mappa per terminare dietro alle spalle del nostro avatar. Assunto il controllo del nostro atleta basterà avvicinarsi alla linea di partenza e avviare la competizione, decidere quali bonus, e malus, incrementare e si è pronti a gareggiare.

Ogni competizione ci garantirà un certo quantitativo di stelle, in base alle sfide che porteremo a termine, con le quali potremo salire rapidamente di livello e poter partecipare alle gare più impegnative: le sfide boss. Ogni disciplina presente (bici, sci/snowboard e jetpack) avrà la sua carriera individuale che, dopo numerose gare di differente tipologia, culminerà in un evento finale.

Riders Republic

Una rapida occhiata alla mappa di gioco ci mostra in maniera più evidente la natura MMO di Riders Republic. Basta un fugace colpo d’occhio per notare un’esondazione di piccole icone bianche in movimento che rappresentano tutti i giocatori presenti in quel momento sul server di gioco in cui saremo entrati. Sorprendentemente, cambiando la visuale della mappa da 2D a 3D e aumentando lo zoom al massimo, possiamo visionare ognuno di questi giocatori in tempo reale, scoprire in cosa si stanno cimentando e vedere il loro stile nel vestirsi.

Se, però, non si vuole sfruttare la possibilità di spostarsi rapidamente da una competizione all’altra, Riders Republic permette di esplorare in totale libertà la mappa di gioco, scoprendo punti di interesse nascosti, sfide secondarie e segreti di ogni genere come nel più tradizionale degli open world. Siamo consci di non trovarci di fronte a nulla di innovativo, considerando che la struttura a mondo aperto l’abbiamo già vista in numerosi titoli dall’analoga matrice arcade, ma la costante presenza di segreti da scoprire, e di eventi nascosti, rendono la componente open world di Riders Republic uno degli aspetti meglio riusciti dell’intera produzione.

Se poi ci si volesse distaccare da tutto, evitare di rispondere alle richieste dei vari personaggi e dimenticarsi per un attimo della nostra carriera atletica… la modalità Zen è li ad aspettarci per far assumere a tutto un aspetto completamente differente.  Progressi disattivati, nessun giocatore presente sulla mappa di gioco… solo noi e la natura, liberi di sperimentare in maniere totalmente irrealistiche, e follemente adrenaliniche, ogni anfratto dei canyon e ogni centimetro delle vette presenti nel gioco.

L’ottimo motore di gioco utilizzato dal team di Ubisoft Annecy ci permette di visitare, come dei perfetti turisti, la totalità dell’immensa mappa di gioco in un’esperienza che sappiamo bene che non abbraccerà la maggior parte dei giocatori ma che ci ha impressionato in termini di libertà è quantità di dettagli ricreati in scala.

L’impressione generale che permane nel visitare i luoghi presenti in Riders Republic è esattamente la stessa che ci aveva trasmesso la nostra chiacchierata con gli sviluppatori: una digitale dichiarazione d’amore a dei luoghi che quotidianamente vengono considerati come “la Mecca” degli sport estremi.

Foto generiche

Sciando, pedalando o volando.

Parlando invece della progressione di gioco, abbiamo trovato perfettamente bilanciata l’esperienza offerta da Riders Republic. La moltitudine di opzioni relative alla gestione della difficoltà di gioco, e all’inclusione di alcune automazione per quanto concerne gli atterraggi dopo aver eseguito un trick e l’esecuzione di questi ultimi, rende la nuova produzione di Ubisoft accessibile a tutti, senza escludere ne chi ama le sfide maggiormente disimpegnate, ne chi preferisce sudare sette camicie per padroneggiare completamente le meccaniche di gioco.

L’introduzione del sistema a stelle permette una progressione più o meno rapida in base alle proprie capacità. Si padroneggia al meglio il sistema di controllo? Si può optare per aumentare la difficoltà, ridurre a zero gli aiuti da parte della CPU e guadagnare un numero imponente di stelle al termine di ogni competizione. Al contrario non si vuole diventare matti nel gestire atterraggi, cadute ed esecuzione dei trick? Si incrementano le automatizzazioni a discapito delle stelle che si guadagneranno al termine della gara, rallentando la progressione nel gioco senza generare, però, ostacoli insormontabili per certe tipologie di giocatori.

Per ottenere questo risultato si è dovuto optare per un compromesso abbastanza importante: le gare in solitaria saranno composte da bot e ghost di altri giocatori che hanno partecipato alla gara precedentemente. Il multiplayer contro giocatori reali è infatti confinato a delle modalità apposite, selezionabili a inizio gara o nelle aree dedicate alle sfide per più giocatori.

Per quanto riguarda il sistema di controllo di Riders Republic, abbiamo trovato tutti i controlli al posto giusto, facili da apprendere e in gradi di restituire quella giusta vena arcade che contraddistingue il gioco. Le tre macro-categorie di attività sportive si sono mostrate varie in termini di contenuti e ben differenziate fra loro. Se dobbiamo proprio essere del tutto onesti le sessioni in volo, per quanto ben realizzate, ci sono sembrate poco ispirate, eccessivamente lente nelle loro dinamiche e poco varie, risultando almeno per il momento la categoria meno piacevole delle tre.

Decisamente più ispirate, invece, le sfide degli Shackdaddy che garantiscono all’esperienza di gioco quel giusto quantitativo di situazioni “sopra le righe” che riporteranno immediatamente alla mente dei giocatori meno giovani, alcune delle situazioni che hanno reso celebre Jackass negli anni 2000… e vi possiamo assicurare che consegnare delle pizze, sulla neve, in bici, vestiti da panda, sarà il meno peggio che vi potrà succedere.

Cosa, invece, abbiamo trovato incluso in maniera poco interessante all’interno del gioco è il sistema di loot, il quale ci è parso come un’aggiunta obbligatoria per rispondere agli standard odierni piuttosto che un vero incentivo a competere per ottenere dell’equipaggiamento migliore ai fini della progressione.

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Riders Republic su console di nuova generazione

Concludendo analizzando l’impianto tecnico di Riders Republic, purtroppo siamo di fronte all’attuale tallone di Achille dell’ultima produzione di Ubisoft. Per quanto sia encomiabile il risultato ottenuto dal team di sviluppo nel ricreare sei parchi in maniera così dettagliata e popolarli in tempo reale da una moltitudine di giocatori reali, graficamente le incertezze sono evidenti e necessiterebbero di un’ulteriore messa a punto.

Laddove i modelli poligonali degli atleti sono ben realizzati, e con delle animazioni soddisfacenti, non si può dire lo stesso dei comprimari (molto più rigidi e innaturali nelle movenze) o il pubblico presente nelle varie competizioni (adornato da dei modelli facciali visibilmente incompleti e in talune occasioni completamente statici). Sono frequenti, inoltre, degli episodi di evidenti compenetrazioni con gli oggetti presenti nelle aree di gioco, così come si può incappare sovente in piccoli, ma costanti, glitch grafici.

Foto generiche

Stesso discorso vale per le ambientazioni, tutte magnificamente ricreate in scala 1:1 con una cura dei dettagli maniacale ma che allo stesso tempo presentano soventi episodi di pop-up degli elementi presenti al loro interno, oltre a un caricamento “pigro” delle texture che le compongono. Niente da eccepire, invece, per quanto riguarda il frame rate che si attesta quasi sempre sui 60fps, con piccole incertezze, poco percepibili, in alcune situazioni eccessivamente affollate.

Ottima, inoltre, la colonna sonora spazia da galvanizzanti mix tape fumosi e ridondanti alla sempreverde All I Want degli Offspring, offrendo sempre il brano giusto al momento giusto. La localizzazione in Italiano, infine, si applica solo ai testi presenti nei menu e ai sottotitoli che accompagnano l’ottimo doppiaggio in Inglese.

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Riders Republic – Xbox Series X


Al netto di tutte le sbavature tecniche, Riders Republic è una produzione divertente sotto molteplici punti di vista. Il nuovo titolo dei creatori di Steep si dimostra accessibile, longevo e ricco di opzioni che lo rendono fruibile a una moltitudine di giocatori differenti. Il gameplay è immediato, facile da apprendere e complesso da padroneggiare e riesce a regalare delle soddisfazioni anche a chi cerca una sfida maggiormente impegnativa e meno rilassata. Il vero punto di forza di Riders Republic, però, risiede nelle atmosfere che riesce a ricreare, grazie a una ricostruzione fedelissima di alcuni fra i parchi più famosi d'America, una colonna sonora che abbraccia differenti generazioni di fan degli sport estremi e un clima generale all'insegna della celebrazione del cameratismo. Conoscendo Ubisoft siamo certi che nel corso di qualche mese molte delle sbavature tecniche saranno risolte così come siamo altresì consci che il supporto futuro al titolo lo renderà un "must have" per tutti gli amanti degli sport estremi.

Pro

  • Gameplay modellabile in base alle proprie abilità.
  • Atmosfere incredibilmente coinvolgenti.
  • Ricco di contenuti e pieno di cose da fare.
  • La modalità Zen è un'aggiunta gradita.
  • Accessibile a chiunque ma in grado di impegnare chi lo vuole padroneggiare.

Contro

  • Le sezioni in volo non riescono a convincere come le altre discipline.
  • Parecchie incertezze sul versante tecnico.
  • Il "loot", per come è stato introdotto, risulta poco utile all'economia del gioco.
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