Il futuro di Cyberpunk si tinge di incertezza. Mentre CD Projekt Red continua a lavorare dietro le quinte al sequel del suo controverso RPG fantascientifico, nuove indiscrezioni stanno alimentando un acceso dibattito nella community: il prossimo capitolo della saga ambientata a Night City potrebbe includere una componente multiplayer, scelta che divide nettamente i fan tra chi teme una deriva service game e chi invece intravede nuove possibilità. La discussione si è riaccesa dopo che analisti del settore hanno proiettato una possibile finestra di lancio non prima del 2030, con investimenti significativi dello studio polacco dedicati a sistemi online da affiancare all'esperienza single-player tradizionale.
La questione multiplayer non è nuova per il franchise. CD Projekt Red aveva infatti confermato anni fa lo sviluppo di un progetto multiplayer standalone legato a Cyberpunk 2077, salvo poi cancellarlo completamente dopo il disastroso lancio del gioco base nel dicembre 2020. All'epoca lo studio decise di concentrare tutte le risorse sul salvare e migliorare l'esperienza single-player, scelta che portò a patch massicce e all'eccellente espansione Phantom Liberty, ridando credibilità a un titolo inizialmente crollato sotto il peso di bug, performance indecenti sulle console old-gen e promesse non mantenute.
Ora quella modalità online abbandonata potrebbe tornare, ma integrata direttamente nel sequel anziché come progetto separato. L'ipotesi emerge da un'analisi pubblicata da Techtroduce e ripresa su Reddit dall'utente Extreme_Maize_2727, che si basa non su comunicazioni ufficiali ma su trend di assunzioni, dichiarazioni passate dello studio e pattern di sviluppo. Secondo questa ricostruzione, CD Projekt Red vedrebbe il multiplayer come strumento per estendere il ciclo di vita del gioco ben oltre il lancio, una strategia tipicamente associata ai moderni titoli AAA che puntano su engagement a lungo termine e potenziali ricavi ricorrenti.
La reazione della community è stata immediata e polarizzata. Molti giocatori temono che l'introduzione di sistemi online possa diluire quella che considerano la vera forza della serie: la narrazione profonda, la libertà di costruire build estreme e l'immersione in un mondo single-player curato nei minimi dettagli. L'utente Reddit Nemisis_007 ha sintetizzato questo sentiment affermando di preferire che lo studio concentri tutte le risorse sulla creazione di un'esperienza single-player incredibile, piuttosto che frammentare gli sforzi su più fronti.
Ma oltre alle preoccupazioni ideologiche emergono anche dubbi tecnici concreti. Come ha sottolineato l'utente CranEXE, molte delle meccaniche iconiche di Cyberpunk 2077 semplicemente non funzionerebbero in un contesto multiplayer bilanciato. Il Sandevistan e altri impianti cibernetici che manipolano il tempo o garantiscono vantaggi estremi creerebbero inevitabili problemi di netcode e fairness in un ambiente condiviso. Tradurre le power fantasy estreme che caratterizzano l'esperienza single-player in un contesto competitivo o cooperativo richiederebbe limitazioni e ribilanciamenti che potrebbero snaturare l'identità stessa del gameplay.
Vale la pena ricordare che mod multiplayer non ufficiali per Cyberpunk 2077 esistono già, ma si tratta di esperimenti amatoriali privi delle aspettative di bilanciamento, supporto continuativo e polish che accompagnerebbero una modalità ufficiale sviluppata da CDPR. La sfida per lo studio sarebbe quindi doppia: mantenere l'anima RPG profonda che ha riconquistato i giocatori dopo il rilascio dell'espansione, e al contempo costruire un framework online funzionale che non risulti tacked-on o peggio, che non comprometta le risorse destinate alla campagna principale.
Al momento CD Projekt Red non ha confermato alcun dettaglio sul sequel di Cyberpunk 2077. Non esistono comunicazioni ufficiali su feature list, scope di sviluppo o finestra di lancio. La priorità assoluta dello studio rimane The Witcher 4, atteso attorno al 2027 ma ancora privo di una data definitiva. Questo significa che il ritorno a Night City non rappresenta il focus immediato della software house polacca, e che probabilmente dovranno passare ancora diversi anni prima di vedere trailer o gameplay concreti del sequel.
La strategia comunicativa di CDPR in passato ha sempre previsto annunci estremamente anticipati: Cyberpunk 2077 stesso fu rivelato nel 2013, anni prima di The Witcher 3 e quasi un decennio prima del lancio effettivo. Se questa prassi si ripeterà, potremmo vedere un teaser del sequel già nei prossimi anni, ma con la consapevolezza che il prodotto finale potrebbe arrivare solo dopo il 2030, lasciando ampio margine per evoluzioni del design e cambiamenti di rotta.
La community nel frattempo osserva con attenzione e una buona dose di scetticismo maturato sul campo. Le ferite del lancio del 2020 non si sono completamente rimarginate, e ogni decisione che potrebbe allungare ulteriormente i tempi di sviluppo o spostare risorse dall'esperienza core viene accolta con sospetto. Che il multiplayer diventi elemento centrale, modalità secondaria o venga nuovamente abbandonato, la sua sola possibilità sta già modellando le aspettative per un gioco che probabilmente non vedremo completato prima della fine del decennio.