Il primo gennaio di ogni anno rappresenta un momento particolare per l'industria dell'intrattenimento digitale: decine di opere creative storiche entrano nel pubblico dominio, liberandosi dai vincoli del copyright e diventando terreno fertile per sviluppatori e creativi.
Secondo il Titolo 17 del Codice degli Stati Uniti, le opere anonime, pseudonime o commissionate godono di protezione per 95 anni dalla prima pubblicazione, dopodiché diventano patrimonio collettivo. Quest'anno il panorama si arricchisce di nuovi personaggi iconici, tra cui spicca Betty Boop, la celebre flappper animata degli anni '30 creata dai Fleischer Studios, insieme ad altri classici del fumetto e dell'animazione come Dagwood Bumstead.
La disponibilità di proprietà intellettuali storiche nel pubblico dominio ha già dimostrato il proprio potenziale nel settore videoludico. Titoli come Lies of P, acclamato soulslike basato su Pinocchio, e il classico American McGee's Alice hanno saputo reinterpretare personaggi fuori copyright con risultati creativi e commerciali significativi. Tuttavia, la tendenza recente sembra orientarsi verso produzioni meno ambiziose dal punto di vista artistico, come dimostrato dal controverso film Pooh: Blood and Honey, che ha trasformato Winnie the Pooh in un horror a basso budget.
Il sito della Duke Law School mantiene un elenco aggiornato delle opere che transitano nel pubblico dominio, specificando le differenze tra diritto d'autore e legge sui marchi registrati, un distinguo tecnico fondamentale per chi voglia sviluppare progetti commerciali basati su questi personaggi. La normativa statunitense prevede infatti che il copyright scada dopo 95 anni dalla pubblicazione o 120 anni dalla creazione dell'opera, a seconda di quale termine giunga per primo.
L'anno scorso l'arrivo nel pubblico dominio di Popeye di E.C. Segar e del Tintin di Hergé aveva generato aspettative considerevoli nella comunità tech e gaming. Alcuni giornalisti avevano persino immaginato un ipotetico soulslike dedicato al marinaio spinacista, ma dodici mesi dopo il panorama reale appare più sobrio. La maggior parte delle produzioni si è limitata a reinterpretazioni horror di bassa qualità, sfruttando il valore nostalgico dei personaggi senza proporre innovazioni ludiche o narrative significative.
La domanda che ora circola riguarda il destino dei nuovi arrivi: Betty Boop e compagni diventeranno protagonisti di avventure grafiche in stile classico, magari con meccaniche punta e clicca ambientate negli anni '30? Oppure subiranno lo stesso trattamento superficiale riservato ad altri personaggi vintage? La risposta probabilmente arriverà nei prossimi mesi, quando gli studi indipendenti cominceranno a presentare i primi progetti per gli anni a venire.
Dal punto di vista tecnico, lo sviluppo di titoli basati su opere del pubblico dominio presenta vantaggi economici evidenti: l'assenza di royalties e costi di licenza abbassa drasticamente le barriere d'ingresso per team piccoli e budget ridotti. Tuttavia, la sfida creativa rimane intatta: trasformare personaggi nati per medium differenti in esperienze videoludiche coinvolgenti richiede competenze di game design, storytelling interattivo e sviluppo software che vanno ben oltre la semplice appropriazione di un'icona culturale.