Il mercato hardware console sta attraversando una fase complessa e contraddittoria, come dimostrano i dati di vendita di Nintendo Switch 2 durante il periodo natalizio. Nonostante un lancio da record che ha visto la console piazzare oltre 3,5 milioni di unità in soli quattro giorni lo scorso giugno, raggiungendo quota 10 milioni entro settembre, la nuova piattaforma di Kyoto ha registrato un rallentamento significativo durante la finestra più importante dell'anno per il retail videoludico.
Secondo i dati raccolti da The Game Business, negli Stati Uniti le vendite di Switch 2 durante il bimestre novembre-dicembre hanno registrato un calo del 35% rispetto allo stesso periodo del 2017 per l'originale Switch. Un divario notevole che trova riscontro anche nel Regno Unito, dove NielsenIQ riporta una contrazione del 16% nelle ultime otto settimane dell'anno rispetto al medesimo arco temporale del ciclo vitale del primo modello. Interessante notare come, includendo nel calcolo anche le vendite dell'originale Switch ancora disponibile sul mercato, l'hardware Nintendo complessivo abbia comunque registrato una crescita del 7% anno su anno.
Il mercato francese presenta dati ancora più sorprendenti: le vendite di Switch 2 nel 2025 sono risultate inferiori di oltre il 30% rispetto al primo anno dell'originale. Un dato che fa riflettere considerando che la Francia rappresenta tradizionalmente uno dei territori europei più solidi per Nintendo, con una community particolarmente affezionata alle IP dell'azienda giapponese. La performance francese suggerisce che le dinamiche in atto non siano necessariamente legate a specificità anglosassoni, ma coinvolgano l'intero panorama occidentale.
Le cause di questo rallentamento vanno contestualizzate nella lineup software e nelle condizioni di mercato. A differenza del 2017, quando Switch poteva contare su The Legend of Zelda: Breath of the Wild al lancio e Super Mario Odyssey a fine anno, Switch 2 non ha beneficiato di blockbuster first-party durante la finestra natalizia. Un dirigente senior di Nintendo, interpellato da The Game Business, ha evidenziato come il "panorama economico complicato", i prezzi più elevati e l'assenza di un grande titolo occidentale durante il periodo festivo abbiano reso difficile ogni paragone diretto tra i due launch window natalizi.
Va sottolineato come la disponibilità di stock non rappresenti un problema per Switch 2, a differenza di quanto vissuto con PlayStation 5 e Xbox Series X|S nei loro primi anni. La console è stata costantemente reperibile presso i rivenditori dal day one, eliminando quella scarsità artificiale che talvolta alimenta l'hype ma limita le vendite effettive. Questa normalizzazione della supply chain post-pandemia ha probabilmente contribuito a una distribuzione più equilibrata delle vendite nel tempo, piuttosto che concentrarle nei picchi stagionali.
Guardando ai prossimi mesi, l'attenzione si sposta inevitabilmente sulla roadmap first-party di Nintendo. La casa di Kyoto dovrà dimostrare di poter sostenere l'ecosistema Switch 2 con quel flusso costante di esclusive di qualità che ha caratterizzato il ciclo vitale del modello precedente. Con lo Switch originale ancora presente sul mercato e in grado di cannibalizzare potenzialmente una parte delle vendite della nuova generazione, Nintendo si trova a gestire una transizione generazionale atipica, dove due piattaforme della stessa famiglia convivono attivamente.