Xbox One X

The Division 2 su Xbox One X, la nostra analisi tecnica

The Division 2 si è rivelato un solidissimo Looter Shooter in grado di mostrare senza troppe remore come dovrebbero essere gli esponenti di questo genere alla loro uscita. Tecnicamente impressionante, ricchissimo di contenuti e con un endgame corposo, il nuovo titolo di Massive Entertainment ha mostrato come essere un sapiente more of the same non voglia essere per forza una cosa negativa, come confermato anche dalla nostra precedente recensione della versione PlayStation 4.  

Ma se la nostra analisi si è soffermata maggiormente sui contenuti e le differenze con il suo predecessore, in questo articolo vorremmo concentrarci su come il comparto tecnico di The Division 2 si comporta sulle console attualmente sul mercato e in particolare capire se la versione per Xbox One X riesca a mantenere le promesse dichiarate nei mesi precedenti al rilascio.

Quattro Passi A Washington D.C.

Durante tutto il periodo precedente all’uscita di The Division 2, Microsoft ha rimarcato più volte l’ottimo lavoro svolto da Massive Entertainment nel riuscire a sfruttare in maniera sapiente lo Snowdrop Engine in maniera tale da raggiungere una risoluzione di 4K nativi su Xbox One X. Quindi ci sembra giusto cominciare questa breve analisi proprio partendo da come si mostra graficamente The Division 2 sulla console “mid-gen” di Microsoft. Venendo subito al punto, durante tutti i nostri test all’interno dell’immenso Looter Shooter distribuito da Ubisoft, la risoluzione è rimasta ancorata a 3840×2160, sia che fossimo in ambientazioni chiuse, e poco dettagliate, che in ampi spazi aperti letteralmente rivestiti di elementi a schermo. 

Un risultato che ci ha onestamente sorpreso in positivo, specialmente considerando che The Division 2, su Xbox One X, sfrutta lo stesso sistema di risoluzione dinamica che sull’eterna rivale PlayStation 4 non riesce mai a superare il tetto dei 3456×1944 pixel, nelle situazioni meno dettagliate, scendendo fino a una risoluzione di 2458×1382 in quelle ambientazioni ricche di vegetazione, palazzi pieni di dettagli, auto semidistrutte e personaggi in movimento. Resta comunque lodevole il lavoro svolto da Massive Entertainment nella ricostruzione, in tempo reale, delle immagini utilizzando costantemente frame precedenti e restituendo una costante illusione di un 4K nativo anche sulla console di casa SONY.

La storia ci insegna, però, che tutti questi numeri rimarrebbero solamente mere cifre senza un riscontro effettivamente constatabile attraverso gli occhi del giocatore, ed è proprio il mastodontico lavoro svolto con lo Snowdrop Engine che mostra ampiamente i muscoli di Xbox One X attraverso le decadenti strade della Washington D.C. di The Division 2. Fin dai primi istanti in cui entrerete nelle fila della divisione, se vi soffermerete ad osservare il paesaggio circostante, non potrete non notare la mole di elementi a schermo che il motore di gioco riuscirà a muovere in tempo reale attorno a voi. Basta soffermarsi qualche istante nelle vicinanze di una fontana, o di una polla stagnante, per realizzare come vengono gestiti i riflessi delle ambientazioni circostanti, degli oggetti che galleggiano in superficie o dei personaggi che ne attraversano la superficie. Non solo l’effetto a specchio segue realisticamente i movimenti del giocatore ma suddetti riflessi sia dettano alle forme geometriche che l’acqua assumerà ogni qualvolta entrerà a contatto con un elemento vivo, che sia un proiettile che la fende o il vostro protagonista che l’attraversa.

Il rinnovato utilizzo dell Snowdrop Engine in The Division 2, però, non si limita solo alla strabiliante gestione dei riflessi in tempo reale ma è constatabile in numerosi altri dettagli che sommati assieme restituiscono un realismo e una decadenza a Washington in grado di non far rimpiangere la candida neve che ricopriva New York City nel capitolo precedente. La risposta della vegetazione agli impatti con i corpi è migliorata in maniera sostanziale, mostrando ora reazioni differenti rispettivamente alle dimensioni e alla tipologia di erba che attraverseremo, e l’interattività con gli ambienti di gioco ha effettuato un ulteriore passo in avanti rispetto a quanto visto con il predecessore, specialmente per quanto riguarda la distruzione in tempo reale delle ambientazioni.

Al di fuori di esplosioni, crolli o mutamenti della mappa scriptati, ogni elemento della mappa di piccole o medie dimensioni potrà essere distrutto in tempo reale. I proiettili che attraverseranno una panchina, una finestra o un semplice birillo romperanno, o muoveranno, l’oggetto seguendo una fisica realistica e non limitandosi a innescare un’animazione sempre uguale. Persino blocchi di cemento e elementi dell’ambiente di gioco non pensati per essere distrutti, risponderanno agli impatti mostrando frammenti che distaccheranno da essi seguendo una traiettoria rispettosa delle leggi della fisica.

La Pixel Art di The Division 2

Questa estrema cura del dettaglio, così tanto voluta da Massive Entertainment, pur offrendo un impatto visivo incredibile mostra, sulle console domestiche, alcune sbavature che, pur non inficiando in alcun modo la resa visiva globale, vanno segnalate per dovere di cronaca. In primis va segnalata la presenza davvero elevata di alcune texture in bassa risoluzione, date dai caricamenti costanti degli asset di gioco, presenti maggiormente su alcune porzioni di suolo, nei cartelloni pubblicitari o nelle insegne sparse per le strade di Washington D.C.

Pensando fosse un problema legato all’hard disk interno della nostra Xbox One X, abbiamo provato a installare il titolo su un SDD esterno ma la frequenza con cui vengono caricati gli asset in alta risoluzione è rimasta invariata confermando quindi che sarà necessaria una patch futura per ottimizzare ulteriormente The Division 2.

Pur restando confinato agli ambienti esterni ricchi di dettagli, resta indubbio che vedere sporadicamente elementi apparire “magicamente” in lontananza o notare alcune zone come il teatro caricarsi in tempo reale di fronte a noi, renda meno immersiva un’esperienza che cerca, proprio attraverso il suo comparto tecnico, di scaraventare il nostro divano all’interno di una Casa Bianca decadente e disastrata.

Luci e Ombre In Un Giorno Di Pioggia

Parlando del sistema di illuminazione di The Division 2 ci troviamo di fronte a un lavoro davvero impressionante e che ricalca la cura del dettaglio analizzata poc’anzi. Un sistema di illuminazione dinamica, che segue gli asset grafici del cielo, si occupa di restituire costantemente una sensazione di realismo davvero imponente imprimendo sul territorio le ombre delle nuvole che oscurano i raggi del sole in maniera costante.

Le condizioni climatiche variabili, che spaziano da momenti afosi e soleggiati alle impetuose tempeste tipiche dello stato di Washington, sfrutteranno ampiamente l’impianto di illuminazione volumetrica in grado di valorizzare, assieme a un ottima riproduzione delle ombre in alta risoluzione, ogni contesto metereologico offerto da The Division 2 restituendo sempre una credibile rappresentazione della atmosfera circostante. Lo stato di grazia di questo elaborato sistema di illuminazione lo si può constatare quando i cerulei tramonti trapasseranno le finestre degli ambienti chiusi mostrando una lieve foschia che restituirà in maniera credibile il clima afoso della capitale americana. 

La Stabilità Prima Di Tutto

Prima di concludere questa breve disamina sul comparto tecnico di The Division 2 ci vogliamo soffermare sull’elemento che più di tutti è in grado di fomentare gli animi dei vari possessori di console in questa attuale generazione videoludica: il frame rate. Vi anticipiamo subito che Massive Entertainment ha optato per garantire i 30fps stabili su tutte e quattro le console sulle quali è stato rilasciato The Division 2, senza eccezioni e senza la possibilità di modificare in alcun modo i settaggi grafici per incrementare il frame rate sulle piattaforme più performanti. Per quanto possa far storcere il naso e far gridare allo scandalo, viene da se che, per quanto Xbox One X permetta agli sviluppatori più spazio di manovra per gestire risoluzione e frame rate, vedasi ad esempio il recente Shadow Of The Tomb Raider, stiamo parlando di un titolo dalla forte componente multiplayer che allo stato attuale gira sulla versione S, o standard, della casa di Redmond a una risoluzione di poco superiore ai 900p e con un framerate non sempre ancorato ai 30fps. 

Si poteva quindi inserire una serie di azioni dedicate alla modifica degli elementi grafici come su PC per favorire una risoluzione maggiore? Certamente sì, anche se in forma sicuramente ridotta rispetto alla versione per computer ma risulta ovvio, e per certi versi anche sensato, che questa attuale frammentazione del mercato console imponga agli sviluppatori, per lo meno sui titoli dalla forte componente multiplayer, di garantire lo stesso framerate a tutti i giocatori di una data piattaforma. Fu una decisione che creò scalpore in passato con l’aggiornamento di Destiny 2 per Xbox One X, così come lo creerà oggi con The Division 2 ma fino a che una nuova generazione di console non si affaccerà sul mercato, rimarremo parzialmente ancorati ai limiti tecnici delle macchine che aprirono le danze di quella attualmente in corso.

The Division 2 è un titolo visivamente e tecnicamente meraviglioso su tutte le console, ma con il framerate stabile e la risoluzione full 4K offerti da Xbox One X il gioco da il meglio di se. Considerando che stiamo parlando di un titolo multiplayer, always-online e dalle forte connotazioni open world, il livello di cura del dettaglio e di ottimizzazione raggiunto da The Division 2 lo fanno entrare a testa alta in quell’elenco di videogiochi tecnicamente più belli di questa generazione, offrendoci un prodotto che nel corso del suo periodo di crescita potrà solo che migliorare ulteriormente.

Se volete vivere l’esperienza migliore su console di The Division 2, acquistate la versione per Xbox One X.