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Pro
- Rimangono due dei giochi più importanti di una generazione...
- Gameplay ancora imbattibile e assuefacente
- Colonna sonora strepitosa
- Tantissimi contenuti e longevità estrema
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Contro
- ... ma la campagna del quarto capitolo andava lasciata intatta.
- I menù sono ancora il male sceso in terra
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Dovevate solo non tocare nulla
Ve lo anticipo subito, i macchinosi menù di navigazione visti in Tony Hawk's Pro Skater 1+2 sono ancora tutti li e, seppur lo credevo impossibile, sono persino più complessi di quanto non lo fossero già nel capitolo precedente. Un aspetto negativo? Decisamente si, ma è chiaro fin dalle battute iniziali di questa nuova raccolta che Iron Galaxy non abbia voluto rischiare, muovendosi in punta di piedi sui gusci d'uova per non attirarsi contro le ire dei fan. Difatti troviamo tutto esattamente come lo avevamo lasciato nello scorso capitolo: modalità carriera (suddivisa nei tour del terzo e del quarto capitolo), free skate, multiplayer e la sezione dove creare il proprio skatepark, o giocare con le creazioni realizzate da altri giocatori.
Al netto di queste quattro macrosezioni, Tony Hawk's Pro Skater 3+4 offre una caterva di menù secondari dove si possono scegliere, e personalizzare, i vari skater, crearne di propri, acquistare tavole, grip, vestiti e qualsivoglia personalizzazione e l'immancabile sezione dove vengono raccolte le centinaia di sfide da portare a termine e che richiederanno non solamente di padroneggiare al meglio ogni singolo skater, ma di sviscerare ogni mappa presente nel gioco.
Come con il precedente capitolo, per quanto sia cresciuto a pane e Tony Hawk's Pro Skater, mi sono cimentato nel lungo tutorial, in parte per sbloccare le sfide collegate a esso e in parte per poter vedere se era stato aggiunto qualcosa al moveset della precedente raccolta. Non vi nego che le sorprese sono state molto poche, d'altronde già con 1+2 Vicarious Visions era andata a pescare alcune tecniche introdotte solo nei capitoli successivi, quindi non è che mi aspettassi chissà cosa, resta il fatto, però, che le piccole aggiunte (una fra tutte lo Skitch, ovvero la possibilità di afferrare i veicoli per farsi trasportare) riescono a rendere ancora più ampio un gameplay già ricolmo di cose da ricordare e a offrire quel pizzico di novità che riesce a diversificare questa raccolta da quella precedente.
Terminato il tutorial, creato il mio skater e perso il dovuto tempo a guardare le decine di elementi estetici già disponibili fin dalle fasi iniziali, con il cuore ricolmo di gioia per il lavoro conservativo svolto da Iron Galaxy mi lancio direttamente nella campagna di Tony Hawk's Pro Skater 4... e qua è arrivata la doccia fredda.
Allora, per chi non lo sapesse, Tony Hawk's Pro Skater 4 fu il primo capitolo a rompere con il passato, rimuovendo il limite dei due minuti per run, a favore di un sistema che mescolasse "free skate" e missioni fornite da degli NPC. Non si trattava di uno stravolgimento totale del gameplay, alla fine ci si ritrovava a fare più o meno le stesse cose (raccogliere le lettere che compongono SKATE, abbattere striscioni a colpi di wallride e compiere determinati trick sopra i gap) ma il fatto che il "pacing" fosse più rilassato fu la cosiddetta "boccata d'aria fresca" in attesa di quell'evoluzione avvenuta con la serie Underground.
Iron Galaxy, non so per quale ragione, ha pensato che questa modifica alla struttura di gioco non fosse necessaria e, con un colpo di spugna abbastanza deciso, ha preso tutti i contenuti di Tony Hawk's Pro Skater 4 e li ha imbrigliati nella classica struttura a "run da due minuti", andando a demolire una delle carriere più peculiari della serie per riportarla su quei binari che resero celebre la saga.
Ora, per quanto sembri un disastro, non si tratta della fine del mondo, d'altronde gli obiettivi presenti nelle varie mappe del quarto capitolo sono, come vi anticipavo, molto simili (se non addirittura identici) a quelli che già si erano affrontati negli episodi precedenti, però rimane una decisione incomprensibile, soprattutto in virtù del fatto che gli skatepark presenti in Tony Hawk's Pro Skater 4 sono molto più ampi rispetto a quelli visti fino a quel momento, motivo per il quale impostare un timer di due minuti obbliga il giocatore a fare delle corse che mal si sposano con quel tipo di level design.
Un dettaglio che Iron Galaxy deve aver notato, visto che oltre a modificare alcuni degli obiettivi presenti nel titolo originale (o addirittura a sostituirli con il classico trittico di punteggi da raggiungere) nel menù delle Mod di gioco (ovvero la sezione dedicata ai trucchi e alle semplificazioni per aiutare i meno affini a questa tipologia di giochi) è stata introdotta la possibilità di estendere il timer fino a un'ora, permettendo di rivivere, almeno parzialmente, quella libertà offerta, originariamente, dal quarto capitolo.
Il problema, però, è che questa modifica si può applicare anche a tutta la campagna di Tony Hawk's Pro Skater 3, andando a rendere molto meno bilanciata (ovvero molto meno complessa) l'intera esperienza di gioco, risultando più come una "toppa" che come una ponderata sclta di game design. Un vero peccato, perché bastava non toccare nulla del "core" dei due giochi presenti in questa raccolta per permettere a Tony Hawk's Pro Skater 3+4 di ottenere lo stesso punteggio del precedente capitolo e invece, pur trattandosi di una sbavatura rispetto alla bontà del resto dell'offerta, la decisione di Iron Galaxy di proporre un'esperienza totalmente arcade, e incentrata sulle sfide a tempo che hanno reso celebre la saga, per quanto sia comprensibile si rivela meno rispettosa del materiale originale.
Al netto di questo, tutto funziona come deve e la sensazione è quella che dovrebbe restituire una produzione di questo tipo. Tutto quello che ha reso ottimo Tony Hawk's Pro Skater 1+2 (qui trovate la nostra recensione) lo si ritrova anche in questa produzione, al punto che, al netto dello stravolgimento della campagna del quarto capitolo, si tratta forse di uno dei sequel più "correttamente conservativi" a cui ho messo mano e capace di fare la gioia dei fan della saga, così come di non fare nulla per convincere chi non ha mai apprezzato questo tipo di produzioni.
È vero! Non vi sto parlando delle piccole novità introdotte in "Create a Park", e nemmeno delle nuove modalità introdotte nel multiplayer di Tony Hawk's Pro Skater 3+4, ma si tratta di semplici, per quanto ottime, aggiunte a una formula che già risultava perfetta nella precedente iterazione e che in questo nuovo capitolo, è stata semplicemente rifinita per essere ancora più godibile e ricca di cose da fare.
DOOOOOOOM!!!!!
Giunti a questo punto è chiaro che Iron Galaxy, al netto dello scivolone con la campagna del quarto capitolo, fino a quì abbia seguito pedissequamente la lista delle cose da fare per non demolire l'ottimo lavoro svolto da Vicarious Visions, ma sarà riuscita nel difficile obiettivo di reintrodurre dei "secret skater" degni di questo nome? In Tony Hawk's Pro Skater 1+2, purtroppo, al netto di Ripper (la scheletrica mascotte di Powell Peralta) e dell'immortale Officer Dick (fra l'alto doppiato da quel "prezzemolino" di Jack Black) non c'era traccia di altri skater "fuori dai canoni", ma in Tony Hawk's Pro Skater 3+4 le vecchie tradizioni sembrano essere tornate al loro posto.
Nel terzo capitolo originale, fra gli skater segreti presenziavano il Doom Guy e Wolverine (visto che in quel periodo era Activision a detenere gran parte delle licenze dei personaggi Marvel); in questo momento storico, però, i diritti videoludici dell'iconico "canadese artigliato" della "casa delle idee" sono in mano a Sony, motivo per il quale già si sapeva che non c'erano speranze di vederlo ritornare su una tavola a quattro ruote.
Dallo scorso capitolo a oggi, però, è successa una cosa: Phil Spencer, grazie alle mancette raccolte durante l'estate, si è comprato sia Activision che Zenimax e se, fino a oggi, non mi era chiaro il perché di quella mossa, ora ho finalmente capito che era per riportare il Doom Guy in questa riedizione di Tony Hawk's Pro Skater 3... altro che Call of Duty e The Elder Scrolls.
Scherzi a parte, Tony Hawk's Pro Skater 3+4 propone un ventaglio di "Secret Skater" di tutto rispetto (tra i quali figurano due versioni del Doom Guy, il disgustoso Revenant e perfino Michelangelo delle Tartarughe Ninja), tutti caratterizzati da skill specifiche, trick unici, tavole dedicate ed elementi cosmetici a tema, con i quali poter personalizzare il proprio skater. Insomma un ritorno alle origini della serie in grande stile.
Tecnicamente a un bivio
Tony Hawk's Pro Skater 3+4 è una produzione cross-gen (fa abbastanza strano dirlo a cinque anni dall'esordio delle attuali console di Sony e Microsoft) e non poteva essere altrimenti visto che il suo target di giocatori è tutt'ora ripartito su più console e, soprattutto, questa nuova antologia ripropone pedissequamente l'operato di Vicarious Visions, andando a lavorare sullo scheletro dei prodotti originali con un engine che può essere scalato tranquillamente anche su hardware meno performante.
Il risultato finale, su PlayStation 5 e PS5 Pro, è una produzione che gira tranquillamente a 4K e 60fps, con dettagli grafici elevatissimi e nessuna sbavatura da segnalare. Le uniche "anzianità" (se così le possiamo chiamare) risiedono in animazioni poco aggraziate e modelli poligonali degli NPC, delle vetture e di tutto ciò che si muove a schermo (ma che non controlliamo direttamente) che risulta ancorato agli albori della generazione precedente.
Al netto questo, però, Iron Galaxy è riuscita a realizzare un sequel coerente con la linea tracciata dai compianti Vicarious Visions, che al netto della decisione scellerata in merito alla campagna del quarto capitolo, è pronto a regalare tonnellate di ore di puro divertimento, e brutali umiliazioni, a tutti coloro che vissero gli anni di fuoco della MTV Generation.