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The Daily, il primo quotidiano per tablet al mondo

09:04 - 15 novembre 2010 di Pino Bruno

Rupert Murdoch di News Corp. si prepara a inaugurare The Daily, il primo quotidiano digitale al fatto apposta per tablet e iPad. Costerà un dollaro al giorno e potrebbe raggiungere un numero di abbonati pari a 800mila unità.

Rupert Murdoch ha perso la testa per l'iPad: a Natale infatti farà nascere The Daily, il primo quotidiano digitale al mondo fatto apposta per i tablet. "Lo squalo", 79 anni, proprietario degli statunitensi New York Post e Wall Street Journal, dei britannici The Times, News Of The World, Sunday Times e The Sun e di una miriade di altri giornali e televisioni sparsi per il mondo, si dice convinto che "per la fine del prossimo anno gli iPad in circolazione saranno 30-40 milioni, alla fine tutti ne avranno uno, anche i bambini".

Murdoch avrebbe voluto chiamarlo Daily Planet

Ecco quindi la decisione di sfornare un prodotto come The Daily, che con un dollaro si potrà leggere per sette giorni. Un prezzo molto abbordabile - quindici centesimi di dollaro al giorno - che, secondo l’editore, permetterà al giornale di avere almeno 800mila abbonati.

Il giornalismo, dice Murdoch, "continua ad avere un grande futuro davanti a sé".

Il magnate australiano fiuta l’affare e la sua decisione sembra confermare l’analisi fatta qualche giorno fa da Kevin Kelly su The Technology Review : "[…] più Internet continuerà a risucchiare il nostro tempo, più denaro si muoverà verso la Rete e, parallelamente, dato che l’attenzione scorre via dai media più tradizionali, anche i soldi si allontaneranno da loro".

Kevin Kelly prende ad esempio l’industria dei quotidiani negli Stati Uniti: "[…] nel 1998 aveva un fatturato globale di 46 miliardi di dollari, che è rimasto più o meno uguale fino al 2007. Invece i ricavi del settore televisivo via satellite o via cavo sono saliti da 26 miliardi di dollari nel 1996 a 78 miliardi nel 2007. Durante questo periodo, la maggior parte delle altre piattaforme mediatiche sono rimaste sostanzialmente ferme. Tranne Internet, che ha registrato un grande boom economico, anche se la crescente competizione negli ultimi anni ha provocato un calo delle entrate[…]".

"Internet - scrive  Kevin Kelly - è sì uno svago minore rispetto alla tv, ma in veloce crescita, mentre la tv tradizionale sta lentamente calando. Generalmente, in un dato canale mediatico, il denaro, alla fine, segue sicuramente l’attenzione. E questo suggerisce che più Internet continuerà a risucchiare il nostro tempo, più denaro si muoverà verso di esso. Ciò suggerisce anche che dato che l’attenzione scorre via dai media più tradizionali, i soldi infine si allontanano da loro. Ma nel frattempo editori, etichette musicali e studios cinematografici dovranno reinventarsi, muovendosi verso il crescente regno di Internet, e trovare un modo per generare e gestire l’attenzione".

"Analizzando gli stessi dati in una prospettiva leggermente diversa si osserva però qualcosa d’altro: non tutta l’ attenzione ha gli stessi effetti economici,  una parte di essa diventa più economica. Mentre mezzo trilione di ore sono dedicate alla TV, questo medium realizza, in media, solo 20 centesimi di dollaro per ogni ora di visione. I quotidiani occupano una piccola fetta della nostra attenzione ma generano entrate maggiori per ogni ora spesa. E Internet sta aumentando in maniera rilevante le entrate totali che genera per ogni ora d’attenzione".

Insomma, se Murdoch investe nel web, vuole dire che il web avrà successo.

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione

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Commenti

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1/4 avanti    
Atarugolan 15/11/2010 09:22
 
Pensavo che il Daily Planet era un marchio registrato dalla marvel con superman.

Però Murdoch continua a farsi sentire XD, una buona idea, almeno si va a risparmiare la carte e gli abbattimenti degl'alberi per creare i giornali, io punterei a mettere tutto online, in modo da incominciare a diminuire la distruzione del globo "ma questo è un altrro discorso"

Murdoch ha sempre avute buone idee e buona visione di ciò che può essere un guadagno XD staremo a vedere
MDR85 15/11/2010 09:24
 
+4 
Se mi spiegate il senso di questa frase "fatto apposta per tablet e iPad" vi voglio bene.
Fino a poco fa avevo la certezza assoluta che l'iPad fosse un tablet.
Domani faranno le stalle per bovini e mucche.
E anche quelle per suini e maiali.
musicaecomputer 15/11/2010 09:26
 
Times on line a pagamento, un flop.
MySpace verso la chiusura.
Si dice che non c'è due senza tre!
800 mila abbonati, anche se ad un prezzo economico mi sembrano tanti. Si sta affermando il modello del casual reader. Notizie brevi e veloci, come nei giornali gratuiti in metropolitana. Questo è quello che cerca la maggioranza della gente e che può trovare gratuitamente su internet.
pino 15/11/2010 09:29
 
-1 

 Originariamente inviata da MDR85

Se mi spiegate il senso di questa frase "fatto apposta per tablet e iPad" vi voglio bene.
Fino a poco fa avevo la certezza assoluta che l'iPad fosse un tablet.
Domani faranno le stalle per bovini e mucche.
E anche quelle per suini e maiali.



...l'iPad non è l'unico tablet in commercio....
SkynetJ4F 15/11/2010 09:32
 
assolutamente una mia opinione, ma se devo pagare, preferisco averlo cartaceo, sia il quotidiano che qualsiasi altra cosa "da leggere" su pc
SuperSandro 15/11/2010 09:34
 
+2 

 Originariamente inviata da musicaecomputer

Notizie brevi e veloci, come nei giornali gratuiti in metropolitana. Questo è quello che cerca la maggioranza della gente e che può trovare gratuitamente su internet.


...uhmm... paragonare il Wall Street Journal a "Leggo" mi sembra un azzardo. I giornali "metropolitani" sono destinati - senza offesa - a sempliciotti che non hanno mai comprato un quotidiano e non lo compreranno mai, preferendo Chi, Oggi e Diva&Donna. Contegono riassuntini delle notizie che compaiono su ANSA il giorno prima (www.ansa.it, provare per credere) privi di commenti.

La gente che conta (e che nel mondo conta più di 800mila persone) pagherebbe anche più di un dollaro a settimana per avere il Wall Street Journal da consultare in tempo reale sul proprio tablet (aggiornamenti compresi).
pino 15/11/2010 09:39
 
+1 

 Originariamente inviata da SuperSandro

...uhmm... paragonare il Wall Street Journal a "Leggo" mi sembra un azzardo. I giornali "metropolitani" sono destinati - senza offesa - a sempliciotti che non hanno mai comprato un quotidiano e non lo compreranno mai, preferendo Chi, Oggi e Diva&Donna. Contegono riassuntini delle notizie che compaiono su ANSA il giorno prima (www.ansa.it, provare per credere) privi di commenti.

La gente che conta (e che nel mondo conta più di 800mila persone) pagherebbe anche più di un dollaro a settimana per avere il Wall Street Journal da consultare in tempo reale sul proprio tablet (aggiornamenti compresi).



Quoto in pieno, SuperSandro! I lettori hanno bisogno di inchieste e approfondimenti, che non troveranno mai sui giornaletti distribuiti gratuitamente
Dario D'Elia 15/11/2010 09:41
 

 Originariamente inviata da MDR85

Se mi spiegate il senso di questa frase "fatto apposta per tablet e iPad" vi voglio bene.
Fino a poco fa avevo la certezza assoluta che l'iPad fosse un tablet.
Domani faranno le stalle per bovini e mucche.
E anche quelle per suini e maiali.



sbarcare sul mercato tablet non vuol dire in automatico accedere a quello iPad. se si considera che Apple detiene più del 90% del segmento i conti sono presto fatti...


d.
Dario D'Elia 15/11/2010 09:43
 

 Originariamente inviata da Atarugolan

Pensavo che il Daily Planet era un marchio registrato dalla marvel con superman.

Però Murdoch continua a farsi sentire XD, una buona idea, almeno si va a risparmiare la carte e gli abbattimenti degl'alberi per creare i giornali, io punterei a mettere tutto online, in modo da incominciare a diminuire la distruzione del globo "ma questo è un altrro discorso"

Murdoch ha sempre avute buone idee e buona visione di ciò che può essere un guadagno XD staremo a vedere



infatti l'hanno chiamato solo "The Daily"

d.
DeepEye 15/11/2010 09:52
 
Considerando che un iCoso costa minimo 500€ ed è fondamentalmente un giochino evoluto, non sono del tutto convinto che presto 'tutti ne avranno uno, incluso i bambini'.
1/4 avanti    
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