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Un laboratorio tascabile grande come un chip

11:11 - 27 aprile 2010 di Andrea Ferrario

È stato chiamato "lab-on-chip" e permetterà di effettuare analisi ambientali in pochi secondi. Potrà essere implementato nei dispositivi portatili a un costo molto basso. La realizzazione è tutta italiana, più precisamente torinese.

Si chiama "lab-on-chip" ed è un vero laboratorio tascabile. Sviluppato dal politecnico di Torino, si tratta di un nano-laboratorio grande come un chip di memoria (da qui deriva il nome).

A prima vista sembra un francobollo in plastica trasparente, che integra però un reagente e la tecnologia necessaria per rispondere a una variazione chimica o elettrica. Da qui la possibilità d'impiego in più settori, come esami clinici e del Dna, analisi alimentari (ogm, contaminazioni e alterazioni di cibi) e controlli ambientali.

Lab-On-Chip

"Una microgoccia di campione da analizzare va messa all’ingresso del chip-on-lab - spiega Matteo Cocuzza, phd del Politecnico - e interagisce con una sostanza liofilizzata all'interno. A questo punto il chip va inserito in un apparecchio grande come un palmare che dà un risultato".

Gli esempi d'uso sono molti. Si può scoprire, direttamente sul campo, se del grano è ogm, o se l'acqua è inquinata, o ancora se delle pietanze sono contaminate da virus.

Il chip prodotto in scala industriale ha un prezzo che oscilla da 1 centesimo a 1 euro. La parte più onerosa è il prezzo del reagente.

Oltre all'uso in campo prettamente scientifico, l'adozione potrebbe avvenire a un livello più vicino ai consumatori. Sono già allo studio cellulari dotati di sensori ambientali, e un'evoluzione del chip-on-lab potrebbe trovare posto in dispositivi portatili, in grado di rilevare cambiamenti nell'atmosfera e segnalare, per esempio, la presenza di gas nocivi o comunicare a un sistema centralizzato il livello di inquinamento ambientale.

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Commenti

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1/2 avanti    
mauishark 27/04/2010 11:24
 
se solo avessero più soldi per la ricerca questi scienziati chissà quanto mercato conquisterebbero.......
g.dragon 27/04/2010 11:28
 
La realizzazione è tutta italiana, più precisamente torinese.
INCREDIBILE!!!!
dune2000 27/04/2010 11:34
 
E bravi quelli del politecnico !!!
Suggerisco il formato delle schedine SecurDigital per una più facile diffusione. Qualsiasi palmare avrebbe lo slot.
fpg_87 27/04/2010 11:43
 
Ed intanto i fondi scendono...
Chissà quanto frutterà questo brevetto!!
AndOrNot 27/04/2010 11:52
 
Il primo passo verso il TRICORDER!!

Complimentissimi!
EpoX 27/04/2010 11:52
 
LAB-ON-CHIP? Eccoli:

http://www.st.com/stonline/products/technologies/labonchip/labonchip.htm

http://www.micronit.com/

E altri...

In cosa si differenzierebbe il prototipo del Politecnico dai prodotti commerciali già disponibili oggi?
Tsaeb 27/04/2010 11:53
 
wow così quando vibrerà il cellulare sapremo che il vicino di scrivania a scureggiato in ufficio... grande!
niksd 27/04/2010 12:01
 
lol come su star trek!
edaje 27/04/2010 13:16
 
Se solo in Italia si spendesse anche solo un decimo di più in sviluppo e ricerca di queste idee ne avremmo veramente a migliaia. Invece un quarto di quelli del poli (parlo di elettronica principalmente..) emigrano all'estero. Non sapete quanto si fatichi qui al politecnico di torino per trovare finanziamenti a questi progetti. Ovviamente finanziamenti solo ed esclusivamente privati.
alfa33 27/04/2010 13:43
 

 Originariamente inviata da EpoX

LAB-ON-CHIP? Eccoli:

http://www.st.com/stonline/products/technologies/labonchip/labonchip.htm

http://www.micronit.com/

E altri...

In cosa si differenzierebbe il prototipo del Politecnico dai prodotti commerciali già disponibili oggi?



in effetti questa notizia mi fa tornare alla mente una uguale di anni fa.... boh..
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  Categoria: Nuove Tecnologie