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23 portali di annunci di lavoro contro “Google for jobs”: richiesto l’intervento antitrust UE

23 siti UE specializzati nelle offerte di lavoro si sono rivolti all'Antitrust poiché il servizio "Google for jobs" violerebbe le regole della concorrenza.

23 siti europei specializzati nelle offerte di lavoro accusano il servizio “Google for jobs” di comportamenti anti-concorrenziali. BestJobsOnline, Intermedia, Jobindex e tante altre piattaforme hanno firmato congiuntamente una lettera che è stata recapitata martedì alla Commissaria UE per la Concorrenza Margrethe Vestager. Per altro il suo mandato è in scadenza e non è ancora chiaro chi la sostituirà.

Reuters, che ha potuto visionare il documento, ha svelato che il nodo della questione è legato ai mercati dove Google for Jobs è già attivo, quindi Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. In circa un anno di attività è diventato leader nel settore facendo perdere notevoli quote ai concorrenti poiché è direttamente integrato nel motore di ricerca principale. Si replica quindi lo stesso problema già emerso nel settore dello shopping, che poi ha portato a una sanzione nel nel 2017.

Google for Jobs nasce per aggregare gli annunci presenti sui vari portali, ma questo è possibile solo se gli sviluppatori codificano gli annunci presenti sui siti seguendo specifiche linee guida. La criticità, come per altri settori, è che nei risultati del motore di ricerca si altera l’equilibrio che dovrebbe consentire a tutti i servizi di avere adeguata visibilità. Non a caso la Commissaria Vestager nel 2018 ha assicurato che si sarebbe occupata della questione.

“Google offre anche direttamente i suoi servizi ai reclutatori e adempie quindi alle funzioni tipiche di un portale di annunci“, si legge nella lettera. “In tal modo, Google sta tentando di aggirare e alla fine servire da sostituto per i portali di annunci. In effetti, alle nostre spalle, i team di vendita di Google si stanno già attivamente e direttamente avvicinando ai nostri clienti e acquisendo reclutatori come clienti chiave”.

Google si è già difesa sostenendo di aver apportato alcune modifiche al suo servizio e alla sua attività. “Questi includono test di una nuova interfaccia carosello di scelta nella parte superiore, che collega direttamente ai siti di lavoro, e il collegamento diretto alle offerte di lavoro quando esistono solo su un singolo sito. Le persone in cerca di lavoro possono decidere quale risultato o esperienza è più rilevante per loro “, ha dichiarato un portavoce di Google.

I portali hanno già bocciato la proposta poiché “tali collegamenti insignificanti non possono, per loro stessa natura, garantire la parità di trattamento dei servizi di reclutamento online sulle pagine dei risultati di ricerca generali di Google”.

Ecco quindi la richiesta alla Commissione di prendere in considerazione la possibilità di emanare una misura provvisoria per far bloccare ogni attività anticoncorrenziale del colosso statunitense, mentre l’indagine prosegue.

Nel frattempo la casa editrice tedesca Axel Springer e un’altra specialista tedesca hanno deciso di anticipare i tempi e denunciare direttamente all’Antitrust quanto sta avvenendo.