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Spazio e Scienze

CO2 a 415 ppm, mai così alta dalla comparsa dell’Uomo sulla Terra

I livelli di anidride carbonica nell'atmosfera hanno raggiunto quota 415 ppm, il livello più alto dalla comparsa dell'Uomo sulla Terra. Si fa sempre più pressante un cambio di ritmo nel passaggio alle rinnovabili.

Oggi è stato raggiunto un triste record, secondo quanto riportato dall’osservatrorio di Mauna Loa, nelle Hawaii: quello del livello di CO2 nell’atmosfera del nostro pianeta, ormai giunto a 415 ppm (parti per milione). Si tratta infatti del più alto mai registrato da quando esiste l’Uomo sulla Terra, come ben spiegato in un tweet dal meteorologo Eric Holthaus: “‎Non da quando documentiamo gli eventi storici, né dall’invenzione dell’agricoltura, 10.000 anni fa, ma da prima che gli esseri umani moderni esistessero, milioni di anni fa”.

Un’affermazione che potrebbe sembrare forte se non addirittura paradossale, ma che è ovviamente sostenuta dai dati scientifici e dalle misurazioni effettuate durante i carotaggi dei ghiacci più antichi, che ci hanno consentito di conoscere i livelli di anidride carbonica in atmosfera anche nelle ere più remote del nostro Pianeta.

Ma il livello elevatissimo non è nemmeno la notizia peggiore, perché se è vero che non abbiamo mai avuto così tanta CO2 in atmosfera da milioni di anni, è anche vero che soltanto negli ultimi tre anni l’aumento è stato di ben 15 ppm. Una vera corsa verso il baratro.

L’ultima volta che i livelli di diossido di carbonio sono stati altrettanto alti è stata ben 3 milioni di anni fa, quando la temperatura media nella zona artica era di 15° C e quelle zone erano coperte da alberi anziché da ghiacci e il livello medio dei mari era superiore di almeno 25 metri rispetto all’attuale.

Ciò che comporta una situazione del genere lo sappiamo (dovremmo saperlo) tutti, ma nel caso in cui ce ne sia bisogno ce lo ricorda anche l’IBPES (Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services) delle Nazioni Unite: i livelli del mare si alzeranno, ci saranno inondazioni lungo le coste di tutte le nazioni del mondo, tempeste mai viste prima, siccità e incendi boschivi. 1 milione di specie, tra vegetali e animali potrebbero sparire, la biodiversità si ridurrebbe e anche la nostra sopravvivenza, come specie, sarebbe a rischio.

Il tempo ormai stringe, nonostante gli accordi di Parigi i livelli di Co2 sono aumentati senza sosta: è necessario cambiare ritmo e accelerare la transizione alle rinnovabili, almeno per riuscire a stabilizzare la situazione e non farla peggiorare ulteriormente ed eventualmente precipitare. Le tecnologie attuali non sono altrettanto efficaci rispetto a quelle basate sull’utilizzo di combustibili fossili, è vero, ma Stati e scienziati dovranno impegnarsi di più, altrimenti l’alternativa, per quanto fantascientifica, resterebbe solo quella paventata poco tempo fa dal famoso astronauta Buzz Aldrin.