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Asta 5G terminata, il conto è di 6,5 mld (chi pagherà?)

L'asta per le frequenze 5G si è conclusa ieri alle 17.30 con un clamoroso bilancio finale di 6,5 miliardi di euro. Le casse dello Stato ridono, quelle degli operatori piangono. E considerata la durissima competizione che si sta consumando nel settore, non è da escludere un'inversione di tendenza per le tariffe – ormai sotto la soglia dell'accettabile redditività.

Nessuno si sarebbe mai aspettato 171 tornate e un +130,5% rispetto alla base d'asta. Insomma, il successo minimo era stato fissato a 2,5 miliardi di euro ma ne sono arrivati 4 in più.

Iliad si è aggiudicata il primo giorno il lotto riservato ai nuovi entranti, ovvero 10 MHz in banda 700, con un'offerta di 676.472.792,00 euro. Vodafone si aggiudicata 2 lotti generici in banda 700 MHz FDD (disponibili da luglio 2022), per un totale di 10 MHz alla cifra complessiva di 683.236.396,00 euro. "I restanti 2 lotti generici in banda 700 MHz FDD, per un totale di 10 MHz, sono stati aggiudicati da Telecom Italia S.p.A. per un importo complessivo di 680.200.000,00 euro", si legge nella nota ufficiale.

asta 5g
Il documento finale dell'asta 5G

I 5 singoli lotti in banda 26 GHz (disponibili dal primo gennaio 2019) sono stati conquistati da Telecom Italia con 33.020.000,00 euro, Iliad Italia con 32.900.000,00 euro, Fastweb con 32.600.000,00 euro, Wind 3 con 32.586.535,00 e Vodafone Italia S.p.A. con 32.586.535,00 euro.

Infine, nella banda 3700 MHz (disponibili dal primo gennaio 2019), si è consumata l'ultima battaglia. Telecom Italia si è aggiudicata il lotto specifico (C1) di 80 MHz per 1.694.000.000,00 euro, Vodafone Italia si è aggiudicata il lotto generico di 80 MHz per 1.685.000.000,00 euro, Wind 3 S.p.A. si è aggiudicata un lotto generico di 20 MHz per 483.920.000,00 euro e la società Iliad Italia si è aggiudicata il secondo lotto generico di 20 MHz per 483.900.000,00 euro.

L'incasso da parte dello Stato avverrà a scaglioni: 1.250 milioni di euro entro la fine del 2018, 50 milioni nel 2019, 300 milioni nel 2020, 150 milioni nel 2021 e il restante nel 2022.

Rimangono i lotti 700 MHz SDL, che non hanno coagulato alcun interesse. "I soggetti che ne abbiano manifestato l'interesse potranno partecipare alla fase di gara successiva, secondo le procedure previste dal disciplinare di gara per frequenze non aggiudicate, che si svolgerà a partire da venerdì 5 ottobre", conclude la nota.

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Jeffrey Hedberg, CEO di Wind Tre, ha dichiarato: "Saremo in grado di lanciare i nuovi servizi 5G su 50 MHz, attraverso l'integrazione dei nostri attuali, e non ancora utilizzati, 30 MHz nello spettro di frequenze '5G ready' a 2,6 GHz con le nuove risorse che ci siamo aggiudicati nell'asta odierna. Siamo fortemente impegnati sul futuro del 5G e abbiamo le risorse finanziarie e una struttura di costi snella, per continuare a innovare e a fornire ai nostri clienti in tutto il Paese servizi broadband di alta qualità e a prezzi vantaggiosi".

Ha manifestato soddisfazione anche l'AD di TIM, Amos Genish. "Grazie all'aggiudicazione di tutte e tre le frequenze in gara, TIM consolida la sua posizione di leadership in Italia. Le nuove frequenze acquisite rappresentano un asset fondamentale per lo sviluppo futuro del Gruppo e contestualmente per la crescita della digitalizzazione del Paese. Le sperimentazioni avviate in questi anni hanno portato, unico caso in Italia, già a risultati tangibili e l'antenna accesa a Bari recentemente certifica il primato tecnologico di TIM. Proseguiremo nel nostro impegno per l'innovazione e siamo convinti di poter continuare ad offrire ai nostri clienti servizi sempre all'avanguardia e la migliore esperienza digitale disponibile sul mercato". 

Anche Aldo Bisio, AD di Vodafone, si è espresso positivamente però sollevando alcune criticità. "Questo investimento, insieme all’attuale dotazione di frequenze, consente a Vodafone di consolidare la leadership nella qualità della rete, porsi all’avanguardia nella realizzazione della infrastruttura e dei servizi 5G ed accelerare lo sviluppo della propria strategia digitale".

"Riteniamo, comunque, che sia sempre necessario trovare un punto di equilibrio tra il costo delle licenze derivante dall’asta competitiva, il capitale che dovrà essere investito per la realizzazione della nuova infrastruttura, e i più ampi benefici che il 5G porterà ai consumatori, all’industria e alla società. Sarà essenziale l’adozione di tutte le misure, a partire dalla semplificazione delle procedure autorizzative, volte a garantire la sostenibilità di tali investimenti".