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Spazio e Scienze

Big Bang e Teoria delle stringhe non sono oro colato

Il prestigioso scienziato britannico Roger Penrose fa le pulci alle teorie della Fisica e della Cosmologia contemporanea e ne mette in evidenza le falle: bisogna guardare avanti e trovare altre idee.

È capitato spesso, segnalando libri sulla Teoria delle stringhe per esempio, di leggere opinioni fortemente contrarie di alcuni lettori. Altre volte i fronti contrari sono emersi a proposito delle teorie sul Big Bang, o sull'unificazione della Relatività e della Meccanica quantistica. Ho pensato a tutti questi commenti quando ho letto "Numeri, Teoremi e Minotauri. Perché la nuova scienza non è affatto scientifica" appena edito da Rizzoli.

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È opera di uno dei miei scrittori preferiti, Roger Penrose, matematico, fisico e cosmologo che nel corso degli anni ha scritto alcune delle pagine migliori della divulgazione scientifica contemporanea, dai saggi per i neofiti (penso ad esempio a La natura dello spazio e del tempo scritto a quattro mani con Stephen Hawking) ai trattati matematici più complessi, come La strada che porta alla realtà.

In questo nuovo libro emerge un lato del suo carattere poco noto ai più: la spiccata franchezza, unita a una capacità di critica notevole, sorretta dall'indiscutibile preparazione scientifica. In buona sostanza Penrose prende in mano quelle che sono le teorie cosmologiche attualmente più in voga e le analizza con occhio critico. Quello che ne esce è un tuffo nell'incertezza più assoluta, che non è negativo se pensate a cosa pensava Feynman dell'avere certezze.

Il fisico britannico infatti parte dal Big Bang, dalla teoria inflazionistica per arrivare alla Teoria delle stringhe, per spiegare che sebbene dal punto di vista dell'architettura matematica siano affascinanti ed eleganti, all'atto pratico hanno dei limiti. Penrose spiega dove e quali sono questi limiti, compreso quello più grande, ossia che rischiano di distogliere gli scienziati dalla formulazione di ipotesi magari meno spettacolari e affascinanti, ma più solide.

Detto in altre parole, non è detto che l'effetto Wow sia la risposta alle domande; magari la risposta più banale e meno spettacolare è quella giusta – anche se non attirerebbe folle smaniose di vedere esplosioni come quella del Big Bang o universi paralleli attraverso cui viaggiare. Il problema, secondo Penrose, è che a volte la ricerca finisce per subire l'influenza della moda, della fede e della fantascienza. Del resto fare presa sulle persone comuni è una tentazione forte, spesso necessaria per ottenere consensi, ma evidentemente non sta portando ai risultati auspicati.

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Roger Penrose

Starete pensando che si tratta di un saggio di critica. In realtà lo è ma con accezione positiva, come ci si aspetta da uno scienziato del calibro di Penrose. Il messaggio non è "non avete capito un accidente", ma è un'esortazione a non incaponirsi su poche teorie già esplorate e guardare oltre, dove nessuno ha ancora guardato – magari proprio sotto al proprio naso – per trovare spiegazioni alternative e ideare teorie migliori.

Ovviamente il messaggio è rivolto agli altri ricercatori, ma questo non significa che il libro sia indirizzato esclusivamente a loro. Anzi, è confezionato per il pubblico, per la gente comune appassionata di cosmologia e vogliosa di avere risposte alle domande che l'uomo si pone da sempre. È uno strumento prezioso per capire cosa stanno cercando gli scienziati, dove e come, e quali sono le falle delle teorie su cui si stanno lambiccando il cervello. Un testo che infonde capacità di critica (informata e documentata, non quella da bar) e che permette di considerare le cose con la giusta cautela e i dubbi del caso.

Detto questo, il testo è piacevole, scorrevole e facilmente leggibile. I concetti sono spiegati in maniera semplice – e che per chi vuole ulteriori approfondimenti ci sono tutti i riferimenti del caso – ma dal mio punto di vista per proseguire spediti nella lettura occorre un minimo di conoscenze di base iniziali, perché gli argomenti sono molti e spesso complessi, e 600 pagine non bastano per partire dall'ABC e concludere una trattazione a questo livello.


Tom's Consiglia

Se non avete alcuna base di Fisca, prima di questo libro consiglio di leggere un saggio introduttivo più accessibile come per esempio Sei pezzi facili, seguito da Sei pezzi meno facili