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Bitcoin alla conquista del porno, manca solo l’abbonamento

Bitcoin non è solo un bene in cui investire, ma soprattutto uno strumento di pagamento alternativo. E a quanto pare è molto apprezzato dagli estimatori della pornografia, tanto che in solo sei settimane i BTC sono arrivati a rappresentare il 10% delle transazioni su porn.com.

Il sito, tra i più frequentati al mondo, aveva infatti aperto ai Bitcoin lo scorso 3 gennaio. Tanto è bastato per attirare spingere migliaia di utenti a comprare abbonamenti e pay-per-view con la famosa criptomoneta invece che in dollari ed euro.

Porn.com ha senz'altro pensato che accettare Bitcoin sarebbe stata una buona strategia pubblicitaria, ma forse non si aspettava una risposta tanto massiccia. "Credo che gli internauti apprezzino l'anonimato che si ottiene comprando un abbonamento premium in Bitcoin. Non devono preoccuparsi di cosa compare sull'estratto conto della carta di credito, ha dichiarato un dirigente di porn.com.

Questo non significa che usare Bitcoin sia anonimo di per sé, perché è possibile risalire a chi ha fatto una certa transazione – a meno che non si prendano precauzioni specifiche. Nel caso specifico tuttavia è sufficiente a mantenere segreto un vizio che non si vuole condividere con la consorte.

All'inizio i dirigenti erano comunque scettici, e si sono convinti solo dopo aver compreso che è possibile cambiare subito i BTC in dollari, evitando così di perdere denaro a causa della volatilità dei BTC. Ora però porn.com sta cominciando ad accumulare almeno un po' di BTC da usare per operazioni quotidiane. Inoltre è recente la decisione di permettere anche alle camgirl di accettare la criptomoneta, come tra l'altro fanno altrove molte loro colleghe.

A quanto pare poi nel mondo dell'intrattenimento per adulti c'è molto interesse verso Bitcoin, e al momento l'ostacolo più grande è l'impossibilità di creare pagamenti ricorrenti per gli abbonamenti. Quando questo ostacolo tecnico sarà superato, BTC sarà ancora di più una valuta alternativa. In ogni caso al momento l'instabilità è ancora una grossa questione, come dimostra per esempio il furto subito dal "nuovo Silk Road". Il sito, che come il suo predecessore dava accesso a molti prodotti illegali da comprare in BTC, si è infatti fatto soffiare dai criminali informatici tutte le proprie riserve in Bitcoin.

Parliamo di una cifra che si aggira intorno ai 2,7 milioni di euro, e il paradosso è che il furto è avvenuto proprio grazie al bug della malleabilità, che dopo gli eventi di qualche giorno fa sembra un po' ridicolo. Nelle ore successive al furto il valore di BTC è calato sensibilmente, perché probabilmente molti temevano che migliaia di monete digitali sarebbe finite sul mercato aumentando la domanda in modo sproporzionato. Ancora una volta però l'allarme è rientrato e il ritmo degli scambi ha velocemente ripreso a un passo "normale", stabilizzando – per ora – anche il valore in dollari.