e-Gov

Bridgestone vuole 600 milioni da IBM per il gestionale flop

Pesante denuncia di Bridgestone contro IBM: il colosso degli pneumatici chiede 600 milioni di dollari di risarcimento in seguito ai danni causati da un gestionale non funzionante pagato oltre 75 milioni di dollari. Secondo a quanto riportato dal quotidiano Tennessean il software di IBM avrebbe "gettato l'intera azienda nel caos" dopo solo tre mesi di test.

Nella denuncia depositata alla US District Court di Nashville si legge che il nuovo sistema gerstionale di IBM attivato nel gennaio 2012, quasi subito ha mostrato "difetti paralizzanti che hanno avuto un impatto devastante sulle attività di Bridgestone". Il colosso degli pneumatici calcola di avere "subito danni diretti per 200 milioni di dollari, e di continuare a subire i danni d'immagine che influiscono negativamente sulle relazioni con i clienti".

Pneumatici bloccati per colpa di IBM

Il softweare era destinato alla gestione degli ordini, del magazzino, dei trasporti e dei servizi, e secondo Bridgestone nei primi tre mesi del 2012 avrebbe completamente bloccato ogni aspetto delle operazioni di business, tra cui l'elaborazione degli ordini, la gestione del magazzino, dei trasporti e della logistica.

"Gli pneumatici che avrebbero dovuto essere consegnati ai clienti erano accatastati nei centri di distribuzione, nei magazzini più piccoli, e nei rimorchi fermi nei parcheggi" si legge nella denuncia. Il sistema gestionale di IBM doveva sostituire quello di ordinazione/gestione che risaliva al 1980, era costato più di 75 milioni di dollari e doveva integrare le tecnologie più recenti. Invece, il sistema "fornito da IBM non era di nuova generazione, ma già obsoleto" accusa Bridgestone.

Fra i problemi segnalati ci sono la perdita, duplicazioni o cancellazione di ordini, l'elaborazione parziale di alcuni ordini e l'incapacità di gestire una situazione business-critical. Bridgestone accusa inoltre IBM di avere assegnato al progetto "individui, tra cui il responsabile tecnico del progetto, che non possedevano le conoscenze adeguate, l'abilità, l'istruzione, la formazione, l'esperienza, la competenza tecnica e le qualifiche per svolgere i servizi necessari alla progettazione e all'implementazione" del nuovo sistema.

IBM si difende: non è solo colpa nostra

IBM ha replicato con un comunicato ufficiale in cui spiega che "le colpe addebitate a IBM sono esagerate, e non viene riconosciuto alcun merito". "Fin dall'inizio di questo progetto – prosegue la nota – Bridgestone non ha rispettato gli impegni critici da cui dipendevano le prestazioni del progetto di IBM. In ultima analisi, le ripetute mancanze di Bridgestone hanno avuto un impatto significativo sui costi e sui tempi del progetto, e la sua decisione di ignorare gli avvertimenti di IBM riguardo all'uso prematuro della piattaforma ha avuto un impatto negativo su tutta l'attività del Nord America".

L'analista David M. Grossman di Stifel, Nicolaus & Co. di New York ha spiegato che le dispute legali riguardo al funzionamento dei gestionali non sono rare, e di solito si risolvono con accordi privati fra le parti. Probabilmente è quello che accadde in seguito al blocco del sistema informatico di Poste Italiane, anche in quel caso seguito all'attivazione di un nuovo gestionale IBM. In un primo momento si era ventilata l'ipotesi di una denuncia contro Big Blue, poi smentita perché non erano state riconosciute responsabilità a suo carico. Di chi fu la colpa dei disservizi non si sa tuttora.