Sicurezza

Ecco chi violerà la crittografia Apple per l’FBI

Sarebbe l'israeliana Cellebrite il partner dell'FBI capace di superare la crittografia di Apple, in particolare sull'iPhone 5C implicato nelle indagini sulla strage di San Bernardino. È quanto sostiene Tova Cohen per Reuters, citando come fonte il giornale israliano Yedioth Ahronoth.

Cellebrite è una società di fama mondiale specializzata in informatica forense, che vende i propri dispositivi a specialisti e forze dell'ordine in tutto il mondo. Si tratta di macchine altamente specializzate con relativo software, studiate appositamente per il recupero di informazioni dai dispositivi portatili.

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I rappresentanti della società non hanno tuttavia rilasciato commenti su questo specifico argomento, quindi resta il mistero su come pensano di fare per superare le barriere sollevate da Apple a protezione degli iPhone. "Gli iPhone", al plurale, perché se l'FBI trova un metodo che possa funzionare una volta, per estensione può funzionare anche per altri dispositivi – a meno che non si tratti di sfruttare un bug corretto con le ultime versioni del sistema operativo.

C'è però una persona esterna alla vicenda che afferma di aver capito tutto. Si tratta di quel John McAfee che già aveva promesso di poter violare la crittografia di Apple nel giro di tre settimane. L'eccentrico ex programmatore non ha avuto la sua occasione, ma si dice sicuro di conoscere il metodo applicato da Cellebrite.

"Vi garantisco che a Tim Cook ed Apple non piacerà la soluzione trovata dall'FBI. Perché è brutta quasi quanto una chiave universale". Una frase sibillina che dice tutto e nulla in effetti, e che non fa altro che rimandare al tema della "backdoor universale" temuta da molti, anche dallo stesso McAfee.

Resta quindi il mistero sul metodo proposto da Cellebrite, azienda che è comunque uno tra i migliori candidati possibili per la sfida proposta. Hanno molta esperienza e si sono guadagnati un'ottima reputazione nell'informatica forense: basterà?