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Elezioni UE: minore trasparenza su Facebook per favorire i partiti

Bruxelles è contrariata per la nuova policy elettorale che vuole adottare Facebook: la trasparenza durante le prossime elezioni potrebbe risentirne.

Troppa trasparenza su Facebook potrebbe danneggiare la campagna elettorale europea? C’è da chiederselo considerando il fatto che proprio da Bruxelles si è manifestato un grande disappunto, quando il colosso social ha annunciato l’introduzione di strumenti volti a verificare l’identità di chi pubblica annunci a scopo elettorale o politico.

Inizialmente l’idea di Facebook era di adottare la medesima strategia impiegata nelle elezioni statunitensi di mid-term e recentemente nel Regno Unito. “Tutti gli inserzionisti dell’UE dovranno essere autorizzati nel loro paese a pubblicare annunci relativi alle elezioni parlamentari europee“, aveva spiegato l’azienda nel suo post ufficiale di marzo. “Chiederemo loro di presentare documenti e utilizzare controlli tecnici per confermare la loro identità e posizione. Utilizzeremo una combinazione di sistemi automatizzati e rapporti utente per applicare questa politica”. In sintesi un ostacolo a ogni interferenza proveniente da paesi stranieri e anche ad eventuali abusi.

Ai tempi si parlava di un’azione preventiva non solo nei confronti della classica campagna elettorale, ma anche nei confronti di temi politicizzati. Come a dire: pubblicate a pagamento ciò che volete, ma almeno in questi ambiti che siano verificate le vostre identità.

Ebbene, le istituzioni europee, come riporta il Financial Times, il 16 aprile hanno inviato una comunicazione a Nick Clegg, il responsabile delle attività globali di Facebook. In questa si legge che le norme “violano i diritti e le libertà fondamentali UE, come la libertà di circolazione e la partecipazione politica”.

“Nella loro forma attuale, le norme previste da Facebook ostacolerebbero pertanto l’esercizio dei diritti elettorali dell’UE. In questo contesto, gli attori politici interessati si riservano il diritto di intraprendere azioni legali contro tali misure “. La principale criticità sarebbe legata al fatto che ogni entità sarebbe stata costretta a verifica in ogni singolo paese soggetto a campagna elettorale comunitaria: le più piccole avrebbero avuto difficoltà a gestire operazioni in più paesi. Si parla di problemi organizzativi, economici e altri aspetti.

Immediata la reazione di Facebook che ha previsto la possibilità di fare delle eccezioni per evitare ogni tipo di querelle legale. Clegg ha proposto al momento di escludere dagli obblighi 19 partiti  politici, gruppi e istituzioni UE. Prevedere eccezioni per i singoli candidati non avrebbe avuto senso dato che possono essere votati solo nei paesi di provenienza.