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Spazio e Scienze

Esplorazione spaziale senza rischi? Servono nuove regole

Preleviamo campioni di terreno da Marte, li analizziamo su una Stazione Spaziale e il microscopico organismo apparentemente innocuo che troviamo cresce e diventa un mostro. È la fantascienza di Life – Non oltrepassare il limite, ma vi siete mai chiesti quanto sia probabile che accada davvero, visto che stiamo davvero pensando di prelevare campioni da […]

Preleviamo campioni di terreno da Marte, li analizziamo su una Stazione Spaziale e il microscopico organismo apparentemente innocuo che troviamo cresce e diventa un mostro. È la fantascienza di Life – Non oltrepassare il limite, ma vi siete mai chiesti quanto sia probabile che accada davvero, visto che stiamo davvero pensando di prelevare campioni da Marte e portarli sulla Terra? Certo, la NASA potrebbe non riuscire nell'intento, ma comunque sembra ormai decisa a inviare astronauti su Marte; e se tornassero a casa sani e salvi solo in apparenza, ma con un'entità aliena nei loro corpi come immaginato da Rand Ravich ne La moglie dell'astronauta?

Entrambi questi film di fantascienza propongono una visione marcatamente drammatica delle conseguenze della futura esplorazione marziana, tuttavia gli scienziati stanno iniziando a focalizzare i rischi concreti, e hanno incluso le loro considerazioni nel documento pubblicato dalla National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine (NASEM) dal titolo "Review and Assessment of Planetary Protection Policy Development Processes".

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Marte

L'argomento in discussione è il Trattato sullo Spazio Esterno del 1967 altrimenti conosciuto come Outer Space Treaty, un accordo internazionale ratificato da 105 Paesi, in cui tutti i firmatari si impegnano a fare sì che le loro attività di esplorazione spaziale "evitino una contaminazione potenzialmente dannosa, così come prevengano cambiamenti nell'ambiente terrestre derivanti dall'introduzione di materiale extraterrestre". In altre parole, l'intento è quello di non contaminare con i microbi terrestri qualsiasi destinazione su cui atterri un veicolo costruito dall'uomo (o l'uomo stesso), e allo stesso modo non portare involontariamente indietro sulla Terra eventuali microbi alieni.

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Progetto Red Dragon

Secondo gli scienziati il trattato in questione andrebbe rivisto, dato che siamo ormai entrati in una nuova era dell'esplorazione spaziale, in cui non solo gli Stati ma anche aziende private progettano di muoversi da e verso la Luna, Marte e altre destinazioni, finanche ad auspicare l'insediamento di colonie stabili. E in cui si progetta il trasporto sulla terra di campioni di terreno marziano. In sintesi, l'industria spaziale privata sta diventando più capace e più ambiziosa nell'esplorazione del Sistema Solare, quindi occorrono regole al passo con i tempi.

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Terra. Crediti: NASA

Poco importa che di fatto i progetti siano lontani più di dieci anni dalla realizzazione pratica: come sottolinea Joseph Alexander, membro del comitato che ha redatto il rapporto, "questo processo [di revisione] deve iniziare ora. Se la gente andrà su Marte nel 2030 non è troppo presto per essere preparati".

Anche perché se il decollo delle missioni è relativamente lontano, i progetti sono già in corso, e secondo Alexander nessuna agenzia governativa ha l'autorità di regolamentare quello che fanno le aziende private che spediranno manufatti su altri mondi. L'idea in sostanza è quella di creare un regime normativo chiaro che dia certezze, che sia in grado di prevedere problemi e a cui tutti dovranno obbligatoriamente attenersi per incassare l'autorizzazione al lancio, come ha auspicato Norine Noonan, professore di scienze biologiche presso la University of South Florida St. Petersburg (USFSP).

Più nel dettaglio, secondo gli scienziati la NASA dovrebbe fare maggiore affidamento sui consigli di esperti esterni fra cui microbiologi e genetisti, in modo da capire quali tipi di microbi siano più resistenti e problematici per i veicoli spaziali. L'agenzia dovrebbe inoltre investire maggiormente nella tecnologia impiegata per la sterilizzazione dei veicoli, e creare una tabella di marcia a lungo termine di tutte le missioni in progettazione e dei protocolli che dovranno seguire, con sufficiente anticipo da poterli applicare.

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Elon Musk

È richiesta inoltre una supervisione continua da parte dei governi, che dovrebbero di fatto essere responsabili per qualunque problema creato dalle aziende private con sede entro i loro confini.

La parola d'ordine quindi è prevenire, anche se nell'ottica di missioni che non sono mai state tentate prima, riuscire ad anticipare qualsiasi genere e tipo di problema che si potrà verificare è quasi una "mission impossible".


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Anime, creature incorporee, che occupano il corpo degli umani e lo trasformano in un involucro, un mezzo per diffondersi a livello planetario e prendere il sopravvento sulla nostra razza. È la fantascienza di The Host, il film di Andrew Niccol (regista anche del più celebre Gattaca – La porta dell'universo).