Google denuncia Microsoft per concorrenza sleale

Google ha sollecitato l'azione dell'autorità antitrust contro il colosso Microsoft, sostenendo che le pratiche di Redmond siano anticoncorrenziali..

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a cura di Andrea Maiellano

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Google ha sollecitato l'azione dell'autorità antitrust britannica contro il colosso Microsoft, sostenendo che le pratiche commerciali di quest'ultimo avessero posto i concorrenti in una posizione di svantaggio significativo.

Questo è emerso da una lettera ottenuta da Reuters. La questione si inserisce nel contesto di una crescente attenzione sugli attori dominanti nell'industria del cloud computing, con particolare riguardo verso Microsoft e Amazon.

La CMA (Competition and Markets Authority) ha avviato un'indagine nell'industria britannica del cloud computing nel 2022, su segnalazione dell'autorità dei media Ofcom, che aveva evidenziato il predominio di Amazon e Microsoft.

Secondo le informazioni di Ofcom, nel 2022 AWS di Amazon, e Azure di Microsoft, avevano una quota combinata del 70-80% del mercato britannico dei servizi di infrastruttura cloud pubblica, mentre Google era il concorrente più prossimo con circa il 5-10%.

Google ha sottolineato che le pratiche di licenza di Microsoft limitavano ingiustamente le scelte dei clienti nel Regno Unito, costringendoli a utilizzare Azure anche se preferivano servizi di qualità, prezzo e innovazione offerti da altri fornitori. Affermazioni simili sono state avanzate riguardo all'effetto negativo diretto sul mercato del cloud computing britannico, a causa delle pratiche di Microsoft.

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Google Headquarters
Sede Google in California

La risposta di Microsoft a tali accuse è stata che l'azienda ha collaborato con numerosi fornitori indipendenti di cloud per affrontare le preoccupazioni e offrire opportunità. Tuttavia, le modifiche apportate alle regole di licenza dell'azienda l'anno precedente non hanno soddisfatto i concorrenti.

Il vicepresidente di Google Cloud ha enfatizzato l'importanza dell'approccio multi-cloud, sottolineando che la diversificazione dei provider consente ai clienti di spostarsi tra diverse piattaforme secondo le loro esigenze.

Una delle principali questioni in discussione riguarda la decisione di Microsoft di modificare i termini relativi all'uso delle licenze dei suoi software nel cloud, causando un aumento dei costi per i clienti che optano per Google o AWS anziché per Azure.

Google ha presentato sei raccomandazioni alla CMA per affrontare la situazione, tra cui l'obbligo per Microsoft di migliorare l'interoperabilità dei servizi cloud e il divieto di ritardare gli aggiornamenti di sicurezza per coloro che scelgono di cambiare fornitore.

La CMA ha rifiutato di commentare la situazione. La vicenda è parte di un quadro più ampio che evidenzia l'importanza della concorrenza nel settore del cloud computing e il modo in cui le pratiche commerciali delle grandi aziende influenzano il mercato.