e-Gov

Harry Potter contro la rete, piena di dissennatori

Sembrava che Scribd fosse stata denunciata, niente meno che da JK Rowling in persona, l'autrice dei famosi romanzi di Harry Potter. Il servizio, conosciuto come lo "YouTube dei documenti" era finito sulle pagine del TimesOnline, perché ospitava i libri del maghetto, in barba ai diritti d'autore.

Come YouTube, in effetti, il sistema di protezione di Scribd si basa sulle segnalazioni degli autori, o dei detentori dei diritti, per rimuovere i contenuti illeciti. A quanto pare con i romanzi delle Rowling, però, non aveva funzionato a dovere. Forse perché sono tra i libri "più piratati della storia".

Per Scribd il problema è relativo: da una parte lo scontro legale con Mr.s Rowlong non c'è mai stato, secondo il blog ufficiale, dove si legge che l'articolo del Times è "inaccurato", tanto che il post s'intitola "dov'è finita la verifica dei fatti?".


Se avessero lasciare gestire tutto a lui, le cose sarebbero andate diversamente.

Adesso moltissimi altri autori vorranno controllare se le loro opere stanno circolando gratuitamente, male per Scribd, ma tantissimi utenti scopriranno l'esistenza del sito, bene per Scribd. A conti fatti, libri, riviste e documenti richiamano certamente meno pubblico dei video e della musica, se non altro per il fatto che avere un libro stampato invece di un file è davvero "tutta un'altra cosa".

Scribd, però, proprio per la natura dei suoi contenuti, non può contare su una grande forza legale, né sul supporto di milioni e milioni di utenti. Eppure è un servizio importante: i suoi utenti accedono per condividere vecchie ricette, scritti amatoriali, ma anche per leggere i giornali, anche vecchi, documentazioni pubbliche di ogni tipo, e tanti altri materiali utili.

Forse la Rowling voleva lanciare un innocuo explelliarmus, e invece è saltato fuori uno  schiantesimo. Speriamo che non diventi una Maledizione Senza Perdono, per Scribd.