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Hitachi: un touch-screen capacitivo col pennino

Hitachi è al lavoro su uno schermo capacitivo ibrido, capace cioè di ricevere input sia dalle dita che da un pennino. Questo prodotto potrebbe finalmente unire il meglio dei due mondi e mettere pace tra i sostenitori dell’una o dell’altra tecnologia.

Uno schermo capacitivo, presente per esempio sugli smartphone di
fascia alta, si basa su una tecnologia che riconosce i movimenti
delle dita. Lavora sulla variazione del campo elettrico e
sull’interazione tra questo e la pelle, che è conduttiva. Non funziona
con oggetti non conduttivi, come per esempio il pennino. Questo limite
lo rende quindi inadatto ad applicazioni che richiedono precisione,
come per esempio la scrittura direttamente a schermo.

Il nuovo schermo Hitachi – Clicca per ingrandire

Lo schermo resistivo invece si basa sulla pressione. Permette
di agire su punti molto piccoli, e si può usare sia con le dita che con
il pennino. Generalmente è meno reattivo e fluido, e nella maggior
parte dei casi si preferisce evitare di usarlo direttamente con le
mani.

Oggi è già possibile usare il pennino con schermi capacitivi, ma è
necessario un prodotto speciale che simula la conduttività dei tessuti
umani. HP ne vende uno per esempio insieme allo Slate 500. Fino ad ora
non si è diffuso molto tuttavia e la novità introdotta da Hitachi
potrebbe renderlo definitivamente obsoleto.

Il nuovo schermo Hitachi – Clicca per ingrandire

Quello di Hitachi è un touch-screen capacitivo (di tipo PCT,
projected capacitive touch) che si può usare sia con le dita che con un
pennino, o magari con i guanti in inverno. Le dimensioni dei primi
prototipi vanno dai 3 ai 10 pollici e quindi si può pensare che nei
prossimi anni avremo telefoni e tablet molto più versatili di quelli
attuali. Immaginate per esempio un tablet come quelli odierni, con il
quale si possa scrivere a mano tramite un pennino.

Certo, dovremmo prima imparare di nuovo a scrivere a mano. Dicono che sia come andare in bicicletta.