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Huawei, ZTE, Hikvision e Dahua: divieto di fornitura alle agenzie governative USA

L'Amministrazione Trump ha confermato che dal 13 agosto Huawei, ZTE, Hikvision e Dahua non potranno più rifornire le agenzie governative USA.

Ieri l’Amministrazione Trump ha ufficializzato il divieto per tutte le agenzie governative – praticamente dalla Nasa al Pentagono – di acquistare attrezzature e prodotti di Huawei, ZTE, Hikvision e Dahua a partire dal 13 agosto. In anticipo rispetto all’analoga misura stabilita dal Congresso, la cui applicazione sarebbe dovuta partire dal 2020, il White House Office of Management and Budget di fatto ha imposto un “ban” su aziende cinesi per questioni di sicurezza nazionale.

Huawei e ZTE com’è risaputo operano nel settore TLC, mentre Hikvision e Dahua sono specialiste nella videosorveglianza e Hytera è una realtà di riferimento per il mercato della radiocomunicazione professionale.

Huawei ha fatto sapere che la mossa non è risultata “inaspettata” perché rientra nella nuova legge sulla Difesa. Proseguirà comunque la sua battaglia in tribunale poiché si tratta di una “barriera commerciale basata sul paese di origine, che invoca azioni punitive senza alcuna prova di illeciti”.

Photo credit - grinvalds/depositphotos.com

A maggio il Dipartimento del Commercio ha inserito Huawei nella cosiddetta entity list, che vieta alle società americane di vendere apparecchiature o cedere tecnologie a società straniere ritenute pericolose per la sicurezza nazionale. La possibilità di eccezioni e quindi parziali aperture aveva fatto sperare in una normalizzazione della situazione, anche perché nel tempo colossi come Google, Qualcomm, Intel e Broadcom hanno sottolineato gli effetti collaterali negativi di questa scelta per il mercato.

Il dialogo tra Washington e Pechino sugli accordi commerciali sembrava aver preso la giusta direzione ma la scorsa settimana i rapporti si sono nuovamente incrinati. E di fatto la recente svalutazione pilotata della moneta cinese e la chiusura nei confronti dei prodotti agricoli statunitensi hanno convinto la Casa Bianca a reagire.