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Il cibo spaziale vero è buonissimo, ecco la prova!

Tom's Hardware ha provato il vero cibo spaziale, che è davvero buono! Ecco com'è andata, quanto costa, dove si compra e i retroscena.

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Avatar di Elena Re Garbagnati

a cura di Elena Re Garbagnati

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 11/07/2016 alle 14:21
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Venerdì la redazione di Tom's Hardware ha pranzato con il cibo spaziale, quello vero che ci è stato spedito da Argotec. La prima buona notizia è che tutti siamo sopravvissuti alla grande: nessuno ha avuto effetti collaterali negativi nei giorni successivi, a conferma che oltre ad essere buono, il pasto spaziale era anche digeribile e di buona qualità.

Come potete vedere nel video un po' pazzerello con cui abbiamo immortalato l'esperienza con una buona dose di gaudio, tutti hanno gradito, tanto che non è avanzata nemmeno una briciola dell'abbondante fornitura. Il lauto pasto comprendeva riso integrale con pollo e verdure; sorgo con manzo, pomodorini e rucola; zuppa di legumi; insalata di quinoa con sgombro e verdure; frullato di frutta biologico e una barretta biologica.SorcioConManzo2

Per farvi capire meglio ho inserito in questa notizia le schede di ciascuna busta con il dettaglio dei valori nutritivi e degli ingredienti.

Una forchettata dopo l'altra ci sono venute in mente moltissime domande, per questo abbiamo contattato lo chef Stefano Polato di Argotec per farci spiegare i retroscena, ossia come vengono preparati i cibi per gli astronauti, che differenze ci sono con quelli che abbiamo assaggiato noi e altre curiosità suggerite dai lettori che ci hanno supportato via Facebook.

La prima domanda che tutti ci siamo posti quando abbiamo fatto la nostra degustazione di redazione è: come fanno gli astronauti sulla ISS a mangiare questi cibi?

La risposta in realtà è molto semplice: la consistenza dei cibi che abbiamo assaggiato è leggermente differente da quella dei prodotti che vengono consegnati nello Spazio, che sono un po' meno liquidi proprio per aderire meglio alla posata nel momento in cui l'astronauta li raccoglie direttamente dalla bustina e li porta alla bocca.

Quelli che noi abbiamo assaggiato sono una lieve rivisitazione. Qui sulla Terra l'azienda indirizza i piatti unici per esempio agli scalatori, ai velisti e in generale alle persone che necessitano di cibi che si possano conservare a lungo e a temperatura ambiente, e che includano in ciascuna porzione un apporto calorico bilanciato e completo.

Da notare che proprio per rispondere ai requisiti NASA il cibo deve essere conservabile senza conservanti per almeno 2 anni, un risultato che è possibile ottenere mediante uno speciale confezionamento.

Ci sono delle differenze fra le componenti saline, acide, dolci rispetto a come si mangerebbe sulla Terra?

No, lo chef Polato ci ha spiegato che il bilanciamento degli ingredienti necessario a un buon equilibrio nutrizionale è lo stesso. In generale abbondare con il sale non è salutare, nello Spazio si aggiunge anche il fatto che gli astronauti hanno difficoltà - soprattutto nel primo periodo di permanenza in orbita – con le funzioni di drenaggio. Ecco il motivo per cui la NASA imposta dosi massime di sale molto limitate. Argotec ha deciso di eliminare del tutto il sale da cucina (oltre agli zuccheri raffinati), dando sapidità ai cibi con le erbe aromatiche.

Io e i colleghi che siamo abituati a usare lo stesso metodo a casa non abbiamo notato differenze rispetto al gusto a cui siamo abituati, anzi abbiamo molto apprezzato. Chi invece è avvezzo a cibi più salati ha commentato che le pietanze erano un po' dolci, ma le ha sbafate comunque. Altro particolare che ci ha raccontato lo chef è che nello Spazio si devono favorire i cibi ricchi di quelle vitamine che contrastano l'invecchiamento.

La più grossa differenza fra il cibo prodotto per la ISS e quello per la Terra riguarda il packaging, che nel caso dello Spazio deve far fronte a precise indicazioni NASA. Per esempio, ci fanno notare da Argotec che la barretta energetica non può essere inviata nello Spazio nella stessa confezione che abbiamo ricevuto.

Un pasto da quante portate è composto?

Ciascuna busta dei piatti unici contiene un pasto completo e bilanciato: come potete vedere dagli ingredienti che abbiamo citato ci sono pesce o carne, carboidrati, le verdure sono onnipresenti. Il pasto si può poi corredare con frutta come quella sotto forma di frullato che abbiamo ricevuto.

Stefano Polato ci ha spiegato che l'apporto calorico necessario a un astronauta non cambia rispetto a una persona della stessa struttura fisica che vive sulla Terra, si parla sempre di circa 2.000 calorie (Kcal/die). Per questo le bustine che confeziona Argotec sono un pasto unico con l'equilibrio nutrizionale perfetto, e con la lieve rivisitazione di cui vi abbiamo parlato si prestano altrettanto bene sulla Terra e nello Spazio.

Altro requisito è l'alta digeribilità, che i redattori di Tom's Hardware hanno potuto verificare di persona: nonostante il pasto abbondante non abbiamo patito il classico "abbiocco" pomeridiano, anzi eravamo pimpanti e "fuori di testa" come di prima mattina.

Per sintesi, ecco la tabella con la media dei voti di tutte le persone di Tom's Hardware che hanno partecipato all'assaggio:

Sorgo con manzo

7

Barretta energetica

7

Zuppa di legumi

7,5

Riso integrale con pollo e verdure

6,5

Insalata di Quinoa

7

Frullato di frutta biologico

6,5

Noi abbiamo assaggiato quello che avevamo a disposizione, e abbiamo gradito tutto. Ma gli astronauti fanno una fase di prova sulla Terra per essere sicuri che in orbita mangeranno solo piatti di loro gradimento?

Lo chef Polato ci spiega che questa è proprio la parte più impegnativa del lavoro. Si parte dalla cucina tradizionale, con le indicazioni degli astronauti relative ai loro gusti e alle loro esigenze nutritive. Lo chef prepara i piatti in versione terrestre e li sottopone a degustazione.

Una volta che l'astronauta ha approvato i piatti inizia la rielaborazione per passare dalla pietanza "terrestre" a quella in bustina che abbiamo assaggiato. Lo chef Polato ci ha spiegato che è necessario anche più di un mese per mettere a punto il singolo piatto. Gli ingredienti vanno trattati, e il procedimento differisce a seconda dell'ingrediente: alcuni rendono meglio con la disidratazione, altri con la termostabilizzazione. Le tecniche vengono sperimentate e messe a punto per ciascun ingrediente fino a quando non si riesce a ottenere un piatto completo dal gusto bilanciato e dalla consistenza giusta.

Da notare infatti che un aspetto che ha colpito tutti noi è che non c'è nulla da reidratare come con i cibi liofilizzati o disidratati (mi vengono in mente per esempio alcuni risotti in busta in vendita nei supermercati). Le buste dei piatti unici contengono la pietanza già pronta con il suo apporto liquido, a cui non si deve aggiungere nulla se non una scaldata al microonde (2 minuti), o mettendo le buste a bagno in acqua tiepida (6-8 minuti).

All'interno ci sono pezzi di carne e di pesce, verdure, legumi e il resto che hanno conservato la propria consistenza oltre che il gusto. Polato infatti ricorda che i momenti dei pasti sono alcune delle poche occasioni conviviali sulla ISS, in cui gli astronauti interrompono le attività di ricerca che svolgono ciascuno per conto proprio per riunirsi tutti insieme. Ecco che quindi il gusto è importante quanto la consistenza dei cibi, e una parte della loro socializzazione è costituita anche dallo scambio delle pietanze.

Ci sono dei piatti più gettonati?

Al momento uno dei più graditi è il manzo con sorgo, che abbiamo avuto modo di assaggiare, e in generale i prodotti che ci sono stati inviati. Fanno parte del gruppo di pietanze frutto di forti investimenti recenti nella ricerca da parte di Argotec, e che sta incontrando il gusto di molte persone. Ci sono poi alcune pietanze che vengono prodotte solo in "edizione limitata", come per esempio il tiramisù che fu fatto solo per Luca Parmitano, e che non è in commercio.

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Lo chef Polato con Samantha Cristoforetti

Un lettore via Facebook ha poi posto l'interessante domanda sul controllo HACCP: viene effettuato in maniera identica a quello per i beni terrestri?

La risposta di Argotec è affermativa: dato che l'azienda è italiana, ovviamente tutti i piatti prodotti devono fare fronte alle normative vigenti sia nel nostro Paese sia in Europa per la produzione di cibo. Inoltre sono sottoposti al vaglio della NASA, che è molto rigida su tutti gli aspetti produttivi.

Veniamo infine alla resa dei conti, nel senso letterale del termine. Se volete provare anche voi l'esperienza di degustazione del cibo spaziale, o se vi serve per le vostre escursioni, sappiate che tutti cibi che abbiamo assaggiato, oltre ad altri che non abbiamo ricevuto, sono in vendita online sul sito di Ready To Lunch. Le bustine di piatti unici, del peso di 250-270 grammi ciascuna a seconda della pietanza, hanno prezzi compresi fra 6 e 8,50 euro. Il frullato di frutta biologica costa 3 euro, la barretta energetica 2,90 euro.

Se invece volete fare un regalo a un appassionato sappiate che ci sono anche i pacchetti regalo assortiti da 10 a 80 euro a seconda della fornitura inclusa.

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