Fotografia

La sezione aurea in fotografia

Pagina 7: La sezione aurea in fotografia

La sezione aurea in fotografia

Abbiamo accennato prima al concetto di sezione aurea, che è utile riprendere avendo delle implicazioni dirette nella composizione fotografica. Nei secoli passati molti dipinti, sculture ed opere architettoniche in genere erano basati sulla cosiddetta sezione, o rapporto, aureo. Di che cosa si tratta? Non è semplice spiegarlo in poche parole, però ci proviamo partendo dalla visualizzazione a segmenti, riportata in molti testi, che spesso si utilizza per introdurre il concetto.

Se si prende un segmento c e lo si divide in due sotto-segmenti di differente lunghezza, a (più lungo) e b (più corto), si ottiene la sezione aurea quando il sotto-segmento più lungo (a) sta al segmento (c = a+b), come quello più corto dei due ottenuti (b) sta a quello più lungo (a):

Questo si traduce nella proporzione: a:c = b:a

Questa proporzione è valida, qualsiasi lunghezza scegliate per il segmento c, soltanto quando c:a = 1,618033: il numero irrazionale che ne deriva è definito numero aureo.

I matematici hanno scoperto proprietà molto interessanti, per certi versi "uniche", relative al numero aureo, sulle quali in questa sede non ci dilunghiamo in quanto ampiamente descritte dalla letteratura scientifica. L'unicità è data dal fatto che questa proporzione, e le figure geometriche che ne derivano, si ritrovano in molti elementi della natura, in particolare nel mondo minerale, vegetale e animale, ma anche nella forma a spirale delle galassie e nelle proporzioni del corpo umano, al punto che spesso la sezione aurea è definita "la firma di Dio".

Partendo dal numero aureo e dall'esempio del segmento citato poco sopra, è possibile ottenere diverse figure geometriche, come il rettangolo aureo e la spirale di Fibonacci, vicinissima nella forma a quella naturale della chiocciola.

Uniamo con quarti di circonferenza gli angoli dei quadrati contigui ai rettangoli aurei, otteniamo una spirale aurea, che può essere sovrapposta alla nostra immagine per ritagliarla in post-produzione a fini compositivi.

Il rettangolo aureo si ottiene utilizzando come base il segmento c e come altezza il segmento a. Dei due sotto-rettangoli così ottenuti, uno dei due (quello più piccolo) rispetta la sezione aurea e potrà essere a sua volta suddiviso in altri rettangoli sempre più piccoli, ognuno dei quali ricavato in base alla sezione aurea.

E' proprio il rettangolo aureo che crea un legame con la composizione fotografica, poiché suddividendo l'area inquadrata secondo una griglia di rettangoli ricavata in base alle proporzioni della sezione aurea e disponendo i punti forti dell'immagine, cioè i soggetti principali, alle intersezioni di questi segmenti, l'insieme che ne deriva risulta il più armonioso ed equilibrato possibile.

Applicazione pratica della sezione aurea nella foto di questa ragazza.
Canon EOS 6D + Canon EF 70-200mm f/4 USM L IS

In pratica, perlomeno negli anni passati, dovendo suddividere "ad occhio" l'inquadratura, è risultato più immediato adottare la regola dei terzi prima descritta, in quanto i nove sotto-rettangoli ottenuti da quello principale sono tutti uguali. Si tratta certo di una semplificazione, ma che tutto sommato funziona abbastanza bene, anche perché in fase di post produzione, mediante i programmi di fotoritocco, si può ritagliare l'immagine ponendo i punti forti esattamente dove vogliamo che cadano. Con le fotocamere mirrorless di oggi o i sistemi di traguardazione Live View delle reflex, è possibile sovrapporre all'immagine principale una griglia basata sulla regola dei terzi, ed esistono già delle app per smartphone con linee guida costruite in base alla sezione aurea.