Tom's Hardware Italia
Spazio e Scienze

La Tesla Roadster di Elon Musk ha superato l’orbita di Marte

Stanno viaggiando oltre Marte la Tesla Roadster e il suo passeggero Starman, lanciati 9 mesi fa a bordo di un razzo Falcon Heavy. Secondo i calcoli orbitali torneranno verso il Sole.

La Tesla Roadster lanciata 9 mesi fa a bordo di un razzo Falcon Heavy ha percorso un bel po’ di chilometri. L’auto elettrica rossa e il suo manichino in tuta spaziale hanno superato l’orbita di Marte. SpaceX ha pubblicato un tweet in cui mostra la posizione dello strano veicolo spaziale e annuncia che “la prossima fermata sarà il ristorante al termine dell’universo“, con un chiaro omaggio al grande scrittore Douglas Adams. Come molti di noi, anche Elon Musk è un grande fan della Guida galattica per gli autostoppisti, e la scritta “Do not Panic!” sulla Tesla Roadester ne è la prova.

Per chi non lo ricorda, Musk aveva detto di avere deciso di lanciare Starman a bordo della Roadster perché era una scelta più divertente del solito finto carico che si usa per testare i razzi. La Tesla ha superato Marte, ma non resterà oltre il Pianeta Rosso per sempre: come si vede nel diagramma tornerà indietro, seguendo l’orbita eliocentrica in cui si è posizionato.

Tesla Roadster nello Spazio

Nel 2091 la Roadster e Starman arriveranno a poche centinaia di migliaia di chilometri dal nostro pianeta, e sempre secondo i calcoli di modellizzazione orbitale, l’auto potrebbe collidere con Venere o con la Terra entro le prossime decine di milioni di anni. Prima che qualcuno si preoccupi troppo, la probabilità che il duo colpisca la Terra è del 6% nel prossimo milione di anni, e del 2,5% che si schianti contro Venere nello stesso intervallo di tempo.

Ricordiamo che se volete seguire passo passo il percorso della Tesla spaziale dovete collegarvi al sito Whereisroadster.com, creato dall’ingegnere Ben Pearson, appassionato di Spazio fin da quand’era piccolo. Se invece vi state chiedendo quale sarà il prossimo volo del Falcon Heavy, sappiate che dovrebbe avvenire a gennaio 2019. Questa volta però il carico sarà serio: il satellite per le comunicazioni Arabsat-6A dell’Arabia Saudita, che sarà posizionato in orbita geostazionaria.

Volete saperne di più sulla storia dell’esplorazione spaziale? Leggete Dallo Sputnick allo Shuttle, scritto dall’astronauta italiano Umberto Guidoni.