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Laura Boldrini minacciata: leggi contro il Web anarchico

"Se il web è vita reale, e lo è, se produce effetti reali, e li produce, allora non possiamo più considerare meno rilevante quel che accade in Rete rispetto a quel che succede per strada". Con questa frase, all'interno di un lungo articolo di Concita de Gregorio su La Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini ha acceso il dibattito sul web, le sue regole e soprattutto se e come regolamentarlo.

Nell'articolo si fa riferimento a tantissimi messaggi di minacce, di morte o a sfondo sessuale, ingiurie di ogni genere e fotomontaggi decisamente poco edificanti inviati al Presidente – sulle quali, riporta Adrkronos, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Azioni e comportamenti deprecabili, da condannare senza se e senza ma, ai quali Laura Boldrini risponde con un "io non ho paura".

"Daremo visibilità a un gruppo di fanatici? Sì, è vero. Ma non sono pochi, sono migliaia e migliaia, crescono ogni giorno e costituiscono una porzione del Paese che non possiamo ignorare: c'è e dobbiamo combatterla. Non posso denunciarli tutti individualmente: è un'arma spuntata, la giustizia cammina lentamente al cospetto della Rete, quando arriva la minaccia è già altrove, moltiplicata per mille", aggiunge il Presidente.

"Ogni volta che si interviene a cancellare un messaggio, ad oscurare un sito c'è una reazione fortissima della rete che invoca la libertà e parla di censura", sottolinea Roberto Natale, portavoce della Boldrini, la quale aggiunge: "[…] so bene che la questione del controllo del web è delicatissima. Non per questo non dobbiamo porcela. Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta, o attraverso una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web. Me lo domando, chiedo che si apra una discussione serena e seria".

"Piuttosto mi pare molto più grave, molto più pericoloso che si diffonda in rete una cultura della minaccia tollerata e giudicata tutt'al più, come certi hanno scritto, una burla". Temi molto forti e importanti, che stanno già scatenando il polverone online. Tra moltissime tesi differenti (molte delle quali interessanti, come quella di Andrea Stroppa sull'Huffington Post), a tanti sfugge che forse non è il mezzo il problema, ma come lo si usa. Usare l'atomo per creare nuove e avanzate tecnologie può essere un'ottima cosa per tutti, meno se ci si realizza una bomba.

In Italia abbiamo già leggi che tutelano gli individui, e in fin dei conti basterebbe applicarle, senza esitazioni; anche se forse è vero che mancano strumenti specifici per evitare che la Rete diventi uno strumento per incitare all'odio senza conseguenze, e in tal senso si può anche aprire il dialogo. Se però anche il Presidente della Camera non si appella più alla Giustizia ordinaria, desistendo ancora prima di provare, allora abbiamo un problema più grave.

Ma il tema di fondo è che il web è lo specchio del paese, vige una cattiveria incancrenita fatta da contrapposizioni decennali e tanta maleducazione. La perdita di alcuni valori, una volta alla base della società, è sotto gli occhi di tutti. Internet è visto da molti come il luogo dell'anonimato, ma è così solo in apparenza – l'abbiamo visto più volte: per molti è il canale di sfogo per frustrazioni e i peggiori comportamenti del genere umano.

Per cui Presidente Boldrini, qui non si tratta di puntare il dito contro il Web nel suo insieme, ma semmai contro noi stessi, perché se c'è qualcosa di sbagliato evidentemente il problema alberga in tutti noi, senza dimenticare che "la mamma dei cretini è sempre incinta", sia sul web che nella vita reale.