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L’isola dei pirati o l’isola musicale?

Sulla piovosa isola di Man, in territorio irlandese, si sta meditando di dare vita ad una soluzione anti-pirateria molto semplice, che prevede un piccolo sovrapprezzo all'abbonamento ADSL.

Gli 80.000 abitanti sarebbero autorizzati a scaricare un quantitativo illimitato di tracce musicali, per una sterlina al mese, poco più di un euro.

Ron Berry, tra i promotori dell'iniziativa, afferma che sono necessari approcci radicali, perché le attuali strategie sono "fallite miseramente", e "Molti attori del settore musicale sono preoccupati del denaro che stanno perdendo".

Berry è anche la persona che sta trattando con le case discografiche, e crede che la demografia e la storia dell'isola la rendano il territorio di test perfetto.

I guadagni derivanti sarebbero gestiti da un agenzia dedicata, che si occuperebbe di far aver il dovuto ad artisti e produttori.

In Europa i precedenti non mancano, ma molti paesi hanno preferito tassare i supporti di registrazione, come i CD, piuttosto che la connessione a Internet. Nel 2006 il parlamento francese rifiutò una proposta simile, sotto la pressione dei produttori. La stessa pressione che ha portato alla "legge dei tre colpi".

Michael Nasch, di Warner Music, crede che si tratti di un buon modello, ma vuole evitare che si arrivi ad una situazione per cui la rete assorbe tutto il pubblico, perché si tratta di un modello che genera introiti limitati, rispetto a quello tradizionale.

John Kennedy, direttore della IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), crede invece che si tratti di una tassa indiscriminata, che colpisce anche chi non usa la rete per scaricare musica.

E voi, sareste disposti a pagare un paio di caffè al mese, per scaricare tutto quello che vi pare in pace e tranquillità?