Spazio e Scienze

Marte freddo e inospitale, tutta colpa del Sole

All'incirca "tra 4,2 e 3,7 miliardi di anni fa" Marte perse gran parte della sua atmosfera, che lo rendeva caldo e permetteva l'esistenza di acqua allo stato liquido. Ieri sera la NASA ha annunciato che la colpa è del Sole.

Artist's illustration of a solar storm hitting Mars and stripping ions from the planet's upper atmosphere
Ricostruzione grafica di una tempesta solare che investe Marte – Credit: NASA

Questa almeno è l'ipotesi più attendibile formulata in base ai dati raccolti dalla sonda MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) della NASA e pubblicati in uno studio su Science. Se Marte oggi è freddo e arido (anche se con aree interessate da flussi di acqua stagionale) è perché ha perso la sua atmosfera, che è ora è pari solo all'1 percento di quella terrestre a livello del mare.

Che la colpa sia dei venti solari è stato suggerito da un evento verificatosi all'inizio di quest'anno, quando un'eruzione solare con conseguente espulsione di massa coronale (CME) ha permesso alle particelle solari – cariche elettricamente – di raggiungere Marte. In quell'occasione si registrò un accentuato allontanamento di gas dal Pianeta Rosso.

MAVEN infatti ha appurato che di norma la dispersione di gas dall'atmosfera avviene a un tasso di 100 grammi al secondo, mentre l'8 marzo 2015 questo valore "è aumentato di un fattore 10" come ha spiegato Bruce Jakosky, ricercatore principale di MAVEN.

Gli scienziati hanno aggiunto che circa 4 miliardi di anni fa si verificarono tempeste solari ancora più forti e frequenti, e le emissioni di raggi ultravioletti (UV) erano più potenti. Inoltre a quei tempi, quando il Sole era più giovane, il flusso di particelle cariche provenienti dal Sole era anche più potente.

Gli avvenimenti avrebbero avuto luogo subito dopo che Marte perse il suo campo magnetico, che fino a quel momento aveva protetto l'atmosfera del pianeta contro eventi come quelli descritti. Al momento infatti il campo magnetico marziano è molto più debole di quello terrestre, quindi consente una protezione minore da eventi come quelli descritti.

MAVEN, che ha iniziato la sua missione circa un anno fa, sta raccogliendo dati che servono agli scienziati per capire a quale velocità l'atmosfera marziana disperde gas nello Spazio a causa del vento solare. I dati, raccolti in 6-7 mesi, sono ancora troppo pochi per tratteggiare uno scenario dettagliato della perdita dell'atmosfera di Marte. Le ipotesi di cui abbiamo parlato sono compatibili con i modelli, e vista l'importanza della ricerca è già stato messo in preventivo un ampliamento della missione. Restate sintonizzati.