Spazio e Scienze

Molecole chiave della vita nello Spazio interstellare

Gli scienziati hanno rilevato per la prima volta nello Spazio interstellare una molecola chirale. Una scoperta che potrebbe migliorare notevolmente la nostra comprensione di come la vita biologica è arrivata sulla Terra, e forse anche le prospettive di vita per l'evoluzione altrove nella galassia.

3544C68500000578 3641168 The molecule called propylene oxide was found near the center of m 2 1465925499888

La molecola in questione è l'ossido di propilene ed è stata scoperta in una nube di gas chiamata Sagittarius B2, che si trova a circa 390 anni luce dal centro della Via Lattea e ha una massa circa 3 milioni di volte la quella del Sole. Alla luce della nuova ricerca condotta da Brett McGuire, ricercatore presso il National Radio Astronomy Observatory e il California Institute of Technology, ora sappiamo che questo enorme agglomerato contiene molecole chirali in direzione del centro galattico: un dato che non era mai stato rilevato in precedenza al di fuori del nostro Sistema Solare.

"Questa è la prima molecola rilevata nello spazio interstellare che ha proprietà di chiralità, che la rende un salto avanti grandissimo nella nostra comprensione di come sono fatte le molecole prebiotiche nell'Universo e gli effetti che possono avere sulle origini della vita" ha commentato McGuire.

La chiralità è una proprietà geometrica in cui le molecole asimmetriche mostrano una composizione chimica quasi identica, ma in una configurazione modificata – esattamente come un'immagine speculare – in quelle che vengono chiamate versioni destre o mancine.

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Si tratta di una proprietà chimica chiave della vita sulla Terra, in cui ogni molecola che contribuisce a formare gli esseri viventi – come gli amminoacidi, le proteine, gli enzimi e gli zuccheri – appare solo in versione destra o sinistra di sé stessa (omochiralità). Per esempio praticamente tutti gli amminoacidi hanno configurazione sinistra e tutti i carboidrati hanno configurazioni destre. Da una parte questo costituisce un vantaggio biologico, dall'altro nessuno sa come si sia sviluppato questo 'pregiudizio chirale'.

La scoperta che la chiralità esiste ben al di fuori del nostro Sistema Solare, e l'individuazione di una molecola di questo tipo in Sagittarius B2, è quindi di rilevanza altissima perché potrebbe aiutare a spiegare perché la vita riprende essenzialmente un orientamento molecolare piuttosto che un altro.

I ricercatori hanno identificato la firma molecolare di ossido di propilene mediante il Green Bank Telescope (GBT) del West Virginia, con le osservazioni di supporto provenienti dal radiotelescopio Parkes del CSIRO in Australia e i risultati saranno pubblicati su Science.

I ricercatori stimano che le molecole complesse di questo tipo si possano formare nella nube di gas scaturendo dal manto sottile di ghiaccio che si sviluppa a sua volta sui minuscoli granelli di polvere che galleggiano nello Spazio. Questi mantelli di ghiaccio consentirebbero alle molecole di formare strutture molecolari più grandi, e di contribuire a produrre altre reazioni chimiche all'interno della nuvola.

Comet 67P on 19 September 2014 NavCam mosaic

Il fatto che le molecole chirali stiano svolgendo questa attività nello Spazio profondo potrebbe contribuire a spiegare il modo in cui arrivano su asteroidi e comete. "I meteoriti presenti nel nostro Sistema Solare contengono molecole chirali, che sono state recentemente scoperte anche nelle comete" puntualizza Carroll. Queste piccole molecole potrebbero dirci molto sulla provenienza della vita e sulla sua evoluzione, e per capire il ruolo che svolgono nelle origini dell'omochiralità".