NICE GROUP

Nice, la regina italiana dell’automazione che guarda alla smart home

C’è una realtà che guarda al futuro e ha mire ambiziose. Un’azienda italiana ma con un animo internazionale. Si chiama Nice (qui il sito), ha sede a Oderzo (Treviso), ma è una multinazionale. Secondo il fondatore e presidente Lauro Buoro e l’amministratore delegato Roberto Griffa, “la sede centrale potrebbe essere ovunque, non cambierebbe nulla”, ma l’impronta italiana (Buoro è figlio di emigranti) è viva e palpabile e gli uomini che la compongono ne plasmano il successo ogni giorno.

Lauro Buoro, fondatore e presidente di Nice group

Nice è un’azienda che opera nel settore dell’Home Automation, della Home Security e della Smart Home con un obiettivo preciso: coniugare la funzionalità al design, semplificando la quotidianità delle persone eliminando le barriere e dando lustro al “made in Italy” in tutto il mondo. Nice collabora con famosi architetti, come Mario Cucinella, e le sue soluzioni sono usate in tutto il mondo in edifici di design, negli stadi, negli aeroporti e in molte altre location di prestigio. I prodotti Nice sono tutti intorno a noi, e tante volte nemmeno ce ne rendiamo conto.

Abbiamo avuto la possibilità di visitare il quartier generale di Oderzo, ma per darvi una dimensione di quello che il fondatore Lauro Buoro è riuscito a fare in questi primi 26 anni di vita dell’azienda, ecco alcuni dati: il fatturato stimato di chiusura del 2019 è di circa 450 milioni (il 93% legato all’estero) e Nice distribuisce i propri prodotti in più di 100 paesi, con 24 filiali localizzate in tutti e 5 i continenti. L’azienda ha all’attivo 14 unità produttive e 13 centri di ricerca e sviluppo con un organico di 2.400 dipendenti.

Dietro a termini come Home Automation, che possono risultare ostici ai più, si nascondono soluzioni con cui c’imbattiamo ogni giorno: un’ampia gamma di soluzioni integrate e connesse per l’automazione di cancelli, garage, sistemi per schermature solari, sistemi di parcheggio, sistemi di allarme wireless e home security, per applicazioni residenziali, commerciali e industriali.

A tal proposito l’azienda ha appena introdotto Yubii, il nuovo ecosistema per chi vuole di più dalle automazioni della propria casa . Connettendo l’hub Core, cuore del sistema Yubii, alla rete Wi-Fi di casa, si possono far interagire tra loro tutte le automazioni Nice e creare scenari personalizzati, come ad esempio accendere le luci del giardino ogni volta che aprite il garage, o aprire tutte le tapparelle al risveglio e la porta da garage per fare uscire il cane.

I telecomandi bidirezionali Nice Era One BD, per il controllo di cancelli e porte da garage, ed Era P BD, per tende e tapparelle, permettono di verificare in ogni momento lo stato delle automazioni (aperte, chiuse, in movimento) e sapere se hanno ricevuto correttamente il comando tramite 3 colori (verde, rosso, arancio), una vibrazione (Era One BD) o un segnale acustico (Era P BD). L’ecosistema Yubii permette inoltre di gestire tutte le automazioni via smartphone anche da remoto, con la app MyNice Welcome, disponibile gratuitamente per iOS e Android.

Roberto Griffa, AD Nice group
Roberto Griffa Chief Executive Officer Nice group
 Ma forse vi starete chiedendo, come è nata Nice? Dallo spirito imprenditoriale di Buoro e dalla volontà di fare qualcosa di importante nel campo dell’elettronica di comando. A 21 anni Buoro aveva già creato una società indipendente che lavorava per conto di aziende attive nel settore dell’automazione per la casa, dimostrandosi un vero self-made man. Così nel 1993 ha fondato Nice, fino a portarla a quello che è oggi, ossia un’azienda che può guardare faccia a faccia i rivali di mercato, come la francese Somfy.

La ricetta che ha portato a questo traguardo comprende un mix fatto di una forte spinta sulla ricerca e sviluppo e una strategia di acquisizioni mirate di realtà italiane e internazionali, emergenti o già affermate. Come illustratoci da Massimo Riggio, Chief Marketing Officer dell’azienda e dall’AD Griffa, la storia di Nice è costellata da acquisizioni per consolidarne la posizione sul mercato o entrare in uno complementare. Facciamo alcuni nomi: HySecurity, Elero, ACM, Peccinin, Micanan, V2, Linear, Abode Systems e Fibaro.

Massimo Riggio CMO di Nice group
Massimo Riggio Chief Marketing Officer Nice group

Le due ultime acquisizioni sono di particolare importanza per Nice, perché ne ampliano il raggio di azione e il tasso tecnologico. Fibaro nasce in Polonia, conta 400 dipendenti e ha un impianto produttivo vicino a Poznań. L’azienda opera nel campo dell’Internet of Things (trovate i suoi prodotti in vendita anche su Amazon) fornendo soluzioni di automazione per edifici. Pensate a prese elettriche intelligenti, dimmer, sensori di fumo, monossido di carbonio, teste termostatiche e molto altro. Il tutto assicurando piena compatibilità con Apple Homekit, consentendo così il controllo anche da iPhone.

Abode Systems invece è statunitense (fondata nel 2014, ha sede a Palo Alto in California) e “l’esperimento del gruppo” per stessa ammissione dei dirigenti. Nice infatti si è infatti sempre rivolta al mondo degli installatori e professionisti specializzati che le proprie soluzioni, ma con Abode ha deciso di mettere piede nel mondo del “fai da te”, do it yourselft, che negli Stati Uniti sta riscuotendo successo e che potrebbe avere margini di crescita in tutto il mondo.

“L’esperimento” di casa Nice si scontra con Nest, Netatmo, Ring e molti altri. Nice, insomma, entra in “rotta di collisione” con realtà collegate a Google e Amazon. Paura? Nient’affatto. Il presidente Lauro Buoro ci ha spiegato che l’ingresso di questi player nel settore non rappresenta un problema, semmai un’opportunità.

Siamo solo agli inizi di un mercato, quello della smart home, in cui c’è spazio per tutti. Google e Amazon inoltre non mirano principalmente alla vendita di prodotti, ma vogliono spingere i loro rispettivi assistenti digitali e servizi. Vogliono i nostri dati e abitudini. Per questo motivo il faro che le due hanno acceso sul mondo dell’automazione casalinga non potrà che essere benefico sia per Nice che per il resto del settore. Le soluzioni Abode si integrano non a caso con Google Assistant, Amazon Alexa e IFTTT.

Abode realizza sensori per porte, finestre, sistemi per la videosorveglianza, sensori di movimento e molto altro ancora, ma soprattutto offre anche servizi cloud in abbonamento, permettendo ad esempio di archiviare le immagini raccolte da una videocamera esterna. Il tutto in modo semplice, in modo che sia il cliente finale a installare e configurare facilmente il tutto.

Camminando nei corridoi della sede di Oderzo e lungo la linea produttiva, si respirano molte cose: attenzione alla bellezza dei prodotti, inconsueta se pensiamo ai settori in cui opera l’azienda, chiarezza negli obiettivi, visione e un ambiente di lavoro in cui la persona è al centro. E non è una frase fatta.

Nella sede ci sono tante aree per lo scambio di idee, c’è persino un auditorium nonché uno spazio espositivo, in modo da tenere insieme le tante anime del gruppo. E questo vale anche per l’estero, con continui corsi di formazione, incontri e visite dei rispettivi centri.

Abbiamo avuto la possibilità di vedere all’opera la linea produttiva, un ambiente dove l’organizzazione e il controllo della qualità sono al primo posto, così come la sicurezza del personale e il loro comfort.

Per un’azienda dove la tecnologia e l’automatizzazione sono fondamentali,  questi due aspetti emergono anche tra i banchi di lavoro, persino a un occhio esterno come il nostro: ogni componente di un determinato prodotto è etichettato e lungo la filiera ne è garantita la tracciabilità, al fine di assicurare tanto internamente, quanto ai clienti, un’assistenza e un rapidità di intervento sempre al massimo. Ogni pezzo inoltre è collaudato con un carico che simula la sua massima capacità d’uso, quindi quello che esce dalla linea è pronto per il mondo reale.

Nice ha abbracciato i dettami della cosiddetta “Industria 4.0”, dove tutto è tracciabile e connesso in tempo reale, ma guarda già alla 5.0 con l’intelligenza artificiale, la mixed e la virtual reality, le partnership con Microsoft, Siemens e le aziende del settore sicurezza come Kaspersky e McAffe, fino ad arrivare a un’attenzione al lavoratore che non si nota in tutte le aziende.

Nice per esempio sta sperimentando un esoscheletro per permettere ai dipendenti che svolgono lavori usuranti, che contemplano lo spostamento di pesi, di sollevarli facendo molta meno fatica. Al vaglio c’è anche un robot che aiuterà l’operatore in alcune operazioni.

E proprio con la filosofia dell’uomo al centro, all’interno della linea produttiva di Nice trova e troverà sempre più spazio il verde, sia per perseguire una sostenibilità che fortunatamente sta trovando sempre più piede nel mondo produttivo, sia per allietare la vita dei dipendenti. È stato dimostrato che la presenza di piante in un ambiente di lavoro costituisce un aiuto psicologico. All’interno della linea sono presenti già diverse le piante e l’azienda installerà a breve un “giardino verticale”: questo è solo uno dei piccoli-grandi passi che Nice sta facendo verso la sostenibilità ambientale.

Particolarmente interessante è storia dietro alla creazione della certificazione EPD (Environmental Product Declaration). Nel suo percorso green, Nice si è infatti trovata spiazzata: non c’era infatti alcun requisito da seguire per ottenere una certificazione di prodotto (PCR, Product Category Rules) sulla sostenibilità ambientale nel settore della produzione di motori elettrici. E così Nice si è fatta promotrice della creazione di tale certificazione.

Tutto è partito da pochi strumenti, oggi Nice group è una multinazionale.

Sono così nate le prime linee guida a livello globale obbligatorie per tutte le aziende operanti nel settore della produzione di motori elettrici che desiderano ottenere la certificazione volontaria
di prodotto EPD. La PCR sviluppata da Nice con il supporto di Ambiente Italia è stata approvata da EPD International AB, ente svedese riconosciuto a livello internazionale. Grazie alle PCR ogni azienda può sviluppare lo studio LCA (Life Cycle Assessment) che valuta il ciclo di vita di un prodotto specifico e il suo impatto sull’ambiente.

Abbiamo lasciato Oderzo scoprendo una realtà che non conoscevamo e che ci ha piacevolmente colpito. A dispetto dei 26 anni di vita conserva quella dinamicità tipica di realtà molto più piccole. In Nice fanno bene a pensare in grande, il percorso è ancora lungo ma potenzialmente lastricato di grandi soddisfazioni.

Make the Wonder Ordinary” (“Rendere ordinario lo straordinario”), così cita la nuova campagna pubblicitaria internazionale di Nice, ed è uno slogan che calza a pennello alla realtà veneta: non solo una meraviglia fatta di prodotti che facilitano la vita di tutti i giorni, ma una meraviglia fatta di persone che credono in ciò che fanno e che ogni giorno s’impegnano per rendere lo straordinario ordinario.