e-Gov

Nuovi progetti per portare la Sanità nel futuro

Nell'ambito della sanità pubblica è sempre più palese la mancanza di un coordinamente nazionale. Ogni regione procede a tentoni, in direzioni diverse e spesso incompatibili, e chi ha messo a punto delle buone pratiche ripetibili, sperimentate e collaudate, deve tenersele per sé. A quanto pare, tra regioni, non ci si parla più di tanto.

Per mettere fine ad una situazione che creare paradossi e sprechi, il CNR, insieme al Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, ha messo a punto un piano specifico, nel contesto del piano eGovernment 2012, battezzato "Salute in rete". L'obiettivo è "accelerare il processo di digitalizzazione dei servizi sanitari, con particolare attenzione al ciclo prescrittivo (ricetta e certificati di malattia) e alla realizzazione di un sistema a rete dei centri unici di prenotazione (CUP) territoriali, migliorandone il rapporto costo/qualità e limitando sprechi ed inefficienze".

E di carne al fuoco ce n'è anche di più, con il progetto "Fascicolo Sanitario Elettronico" e "Smart Inclusion", e-learning per i bambini in ospedale. Il primo dovrebbe servirebbe a creare dei dati digitali per ogni paziente, facilmente accessibili da ogni struttura sanitaria del paese, mentre il secondo dovrebbe aiutare i più piccoli a non perdere giorni di scuola, se sono ricoverati in ospedale.


Pazienti e medici dovrebbero occuparsi di salute, non di burocrazia.

Non è chiaro però che cosa sarà delle buone esperienze accumulate fino ad oggi. La regione Lombardia, per esempio, ha messo a punto un modello che ha richiamato persino l'attenzione dell'ONU, pur avendo ricevuto dure critiche da più direzioni, mentre a Treviso funziona da tempo il libretto sanitario elettronico, e i risultati sono più che incoraggianti. Dove andranno a finire queste buone esperienze?

Sarebbe un peccato, ma non ci sorprenderebbe, se fossero semplicemente ignorate, se CNR e Ministero decidessero di ricominciare tutto daccapo, aggiungendo altra confusione a quella che già esiste. Non sappiamo, inoltre, quanto costeranno questi nuovi progetti, anche se siamo certi che, come sempre, non sarà messo a punto un sistema di controllo, per evitare che si trasformino in ferite aperte dalle quali lo Stato, noi tutti, invece di sangue perde capitali.

Intanto ci sono ancora tante realtà dove si fanno ore di coda per pagare  il ticket, o ambulatori specialistici dove si passa la giornata, in attesa che arrivi il tuo turno, e documenti che vanno compilati e presentati più e più volte, e funzionari che si giustificano sempre, è successo anche a noi, sempre con frasi del tipo "mi scusi, è che i computer hanno avuto un virus", oppure "si sono resettati i dati". Possibile?

Ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione.