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Panasonic Lumix S1 e S1R, ufficiali le nuove Mirrorless FullFrame

Panasonic ha presentato ufficialmente le nuove Mirrorless FullFrame S1 e S1R, con sensore stabilizzato, corpo tropicalizzato e tre nuovi obiettivi L-Mount.

Panasonic ha svelato a Barcellona le nuove Mirrorless FullFrame, la prima volta per l’azienda, da anni ormai associata al mondo delle mirrorless con sensore micro-quattro terzi. Si chiamano S1 e S1R e portano al debutto anche il nuovo attacco L-Mount, con un parco ottiche costituito dagli obiettivi Lumix S Pro 50mm f1.4, 70-200 f4 O.I.S e 24-105mm F4 Macro O.I.S.

LUMIX S1 e S1R, le differenze

La differenza principale tra la S1 e la S1R è proprio il sensore. Mentre la prima ha una risoluzione standard da 24,2 Megapixel, adatta nella maggior parte delle situazioni e ideale per chi desidera il giusto compromesso tra dettaglio e praticità, la S1R ha invece 47,3 Megapixel ed è dunque più indicata per chi in generale ha bisogno di una definizione maggiore.

I corpi sono praticamente identici nella struttura e nel posizionamento dei vari pulsanti, oltre che nella presenza di un avanzato sistema di stabilizzazione a 5 assi. Ciò che cambia, in primis, è la sensibilità ISO, più elevata nella S1 per il minore quantitativo di pixel da gestire e quindi meno propensa a generare rumore video. La S1 arriva infatti a  un livello di 51.200 ISO, mentre la S1R si ferma a 25.600 ISO, comunque più che sufficienti a gestire buona parte delle situazioni di scarsa luminosità.

Altra differenza, sempre legata alla risoluzione dei due sensori, risiede nella modalità High Resolution: entrambe le macchine sono infatti in grado di scattare 8 foto consecutive per creare immagini con un’elevatissima densità di pixel, grazie a dei micro-spostamenti dello stabilizzatore. In questo caso, la S1R è in grado di generare un file RAW con risoluzione di 16.744 x 11.168 pixel, corrispondenti a 187 Megapixel, mentre la S1 si ferma a 12.000 x 8000 pixel, per un totale di 96 Megapixel.

Corpo, mirino e display

Il corpo di entrambe le mirrorless è caratterizzato da un grip di generose dimensioni, dall’attacco L-Mount e soprattutto dalla presenza di un mirino elettronico con la più elevata risoluzione disponibile per questo settore di macchine fotografiche. Si tratta di un mirino OLED con risoluzione di 5,76 milioni di punti, frequenza di aggiornamento di 120fps e tempo di risposta di soli 5 millisecondi, che permette al fotografo di tracciare oggetti in movimenti senza lag e disturbi di nessun genere.

L’ingrandimento del mirino si può regolare su 0,78x, 0,74x e 0,7x a seconda delle proprie esigenze.

Al mirino si abbina un display da 3,2 pollici, con risoluzione di 2,1 milioni di punti e dotato di touch screen, che permette di essere angolato su tre diverse direzioni, ma non ribaltato verso la parte anteriore. Sia il display che il mirino sono dotati di un’ottima luminosità che permette piena visibilità anche in pieno sole, oltre che a un’apposita modalità notturna. Presente anche il doppio slot di archiviazione, compatibile con schede SD UHS-II e XQD oltre che, con un futuro aggiornamento, anche con le CFexpress.

Stabilizzazione e sistema di messa a fuoco

Entrambe l sono dotate di uno stabilizzatore di immagini a 5 assi con Body I.S. che permette di compensare il naturale tremolio della mano durante le fasi di scatto e registrazione video. In accoppiata con la stabilizzazione a due assi integrata negli obiettivi zoom attualmente disponibili, forma il sistema Dual I.S. 2, che permette di aumentare ulteriormente la stabilizzazione da 5,5 stop fino a 6 stop. Ciò è possibile grazie all’integrazione di un sensore giroscopico e ai dati raccolti dallo stesso CMOS e un ulteriore accelerometro.

Il sistema di messa a fuoco si basa sul rilevamento del contrasto in abbinamento alla tecnologia DFD con elaborazione ultrarapida. A renderlo possibile è il processore di immagini Venus Engine che comunica con il sensore e i nuovi obiettivi a una velocità di 480 fps consentendo una reattività di soli 0,08 secondi. Un sistema preciso e affidabile, che riesce a gestire la messa a fuoco anche in condizioni di luminosità molto difficili, fino a -6EV.

Inoltre si aggiunge anche la tecnologia Advanced Artificial Intelligence, in grado di rilevare persone, animali, uccelli e prevedere la traiettoria di movimento, consentendo di mantenere la messa a fuoco anche se il soggetto ripreso dovesse essere di spalle o uscire per qualche istante dall’area inquadrata.

L’otturatore meccanico permette di effettuare fino a 400.000 scatti e permette una raffica di 9 fps con autofocus singolo, o di 6 fps con autofocus continuo. Presente anche la modalità 6K Photo, in grado di catturare immagini in formato JPEG da 18 Mpixel a 30fps e la modalità 4K Photo, che si ferma invece a 8Mpixel a 30 o 60 fps. I tempi di scatto raggiungono un valore minimo di 1/8000, caratteristica importante che garantisce l’utilizzo di diaframmi molto aperti anche in condizioni di buona luminosità.

Prestazioni video

Sia la Panasonic Lumix S1 che S1R, sono in grado di registrare video 4K a 30 o 60 fps, in quest’ultimo caso con un leggero crop dell’immagine. La modalità 4K 30 fps sfrutta l’intero sensore, consentendo di trarre il massimo dai nuovi obiettivi Lumix. Le fotocamere supportano una vasta gamma di profili colore, come il Cinelike D/V e Like709, oltre alla registrazione video HDR con profilo HLG.

Registrano internamento in 4:2:0 a 8-bit mentre l’uscita HDMI permette di registrare su registratore esterno in 4:2:2 a 10-bit fino al 4K 60fps. È poi possibile registrare video in slow motion 2x in 4K a 60 fps, oppure fino a 180 fps in FullHD. Entro fine 2019 un aggiornamento gratuito consentirà ai proprietari di S1 e S1R di abilitare il profilo colore V Log, un profilo desaturato che offre la possibilità di sfruttare appieno la gamma dinamica offerta dai sensori delle due fotocamere durante la post-produzione.

In questo caso, mentre la S1 può registrare video per un tempo illimitato, come avviene anche sulla GH5, la S1R è invece limitata a una registrazione video massima di 15 minuti.

Connettività e altre funzioni

Le nuove fotocamere sono poi dotate della possibilità di essere controllate in remoto tramite l’applicazione Lumix Tether, offrono il Bluetooth 4.2 e il Wi-Fi dual band a 2,4 e 5GHz per una connessione veloce e stabile in tutte le situazioni.

Scattando in JPEG è possibile poi sfruttare tutta una serie di funzioni che permettono di modificare in maniera veloce la resa dei colori, applicando degli appositi filtri per enfatizzare determinati colori e caratteristiche.

Obiettivi e accessori

Come detto a inizio articolo, saranno tre gli obiettivi da subito disponibili, ovvero il 50mm f1.4 e due zoom standard con focali 70-200 f4 e 24-105 f4. Tutti sono resistenti a polvere e schizzi fino a -10°C e studiati per garantire prestazioni elevatissime anche in ambito video, eliminando il cosiddetto effetto di focus-breathing.

Iniziamo dal fisso 50mm f1.4. Ha un sistema interno composto da 13 elementi suddivisi in 11 gruppi e un diaframma con ben 11 lamelle che permette di avere uno sfocato di altissimo livello, morbido e piacevole. Tre lenti a bassa dispersione permettono di contenere le aberrazioni cromatiche. L’obiettivo è dotato di due ghiere: una per il controllo del diaframma, l’altra per il controllo della messa a fuoco. Quest’ultima consente anche la selezione tra messa a fuoco automatica o manuale.

Il 70-200 f4 è composto invece da 23 elementi in 17 gruppi ed è dotato di stabilizzazione ottica a due assi che si integra con la stabilizzazione a cinque assi dei corpi macchina. Le 9 lamelle del diaframma creano un effetto sfocato circolare molto preciso, grazie anche a 3 elementi a bassa dispersione che permettono di avere un’ampia nitidezza su tutto il range di focali.

Infine, ma forse il più interessante da abbinare per un utilizzo tuttofare, il 24-105 f4 MACRO. Anch’esso dotato di stabilizzazione a due assi, permette una distanza di messa a fuoco minima di soli 30 centimetri e un ingrandimento di 0.5x. La struttura interna prevede 16 elementi in 13 gruppi e due lenti asferiche, insieme a 2 lenti a bassa dispersione si occupano di eliminare le aberrazioni cromatiche e garantire il massimo della nitidezza.

Entro il 2020 il sistema Lumix S verrà sicuramente ampliato, integrando almeno altri 10 obiettivi, partendo dalla fascia alta dedicata ai professionisti.

Per quanto riguarda i prezzi, nel momento in cui scriviamo non sono ancora stati annunciati, ma si dovrebbero aggirare all’incirca sui 2500 euro per l’entry-level Lumix S1 e di 3500 euro per la top di gamma S1R. Seguirà a breve un articolo con le nostre prime impressioni, dopo aver provato la S1R per qualche ora in diversi set. Una cosa è certa, Panasonic entra nel mercato delle Mirrorless FullFrame in maniera decisa e con caratteristiche al vertice della categoria, mirando chiaramente ad un’utenza di professionisti del settore grafico.

Se state cercando una Mirrorless con cui fare video di qualità professionale sotto i 1500 euro, la Panasonic Lumix GH5 è una delle alternative più valide.