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“Porn block” per i minorenni accantonato, il Regno Unito ci ripensa

Il “Porn block” che avrebbe dovuto impedire ai minorenni inglesi di accedere ai siti pornografici è stato accantonato. Lo stesso Segretario di Stato per il digitale, cultura, media e sport, Nicky Morgan, ieri ne ha dato conferma con una nota pubblicata sul sito del Parlamento inglese.

“La protezione dei minori è al centro della nostra agenda sui danni online ed è la chiave per priorità più ampie del governo. Andare online può essere utile per i bambini, che usano Internet per connettersi con i compagni, per accedere a risorse educative e per divertirsi. Tuttavia, il governo è preoccupato per la prevalenza di contenuti per adulti online, che sono facilmente accessibili ai bambini, e ritiene fondamentale che questi siano protetti dall’accesso a contenuti inappropriati e dannosi”, ha scritto Morgan.

Il “Porn Block” sarebbe dovuto entrare in vigore il 15 luglio 2019 ma il dibattito sulle implicazioni legate alla privacy e il presunto monopolio del sistema di verifica AgeID del colosso della pornografia online Mindgeek ne avevano congelato l’applicazione. In verità AgeID è un portale che fornisce agli utenti l’accesso a servizi terzi di verifica dell’età in conformità alle leggi sulla protezione dei dati, quindi di fatto non registra dati personali ma si limita a fare da ponte di collegamento.

Ad ogni modo il Governo ha deciso di continuare a puntare sul libro bianco dedicato ai rischi e pericoli, già pubblicato ad aprile, e di istituire un obbligo di diligenza nei confronti delle aziende del settore per migliorare la sicurezza online con la supervisione di un regolatore indipendente con forti poteri di controllo per far fronte alle non conformità.

Salta quindi  la Parte 3 del Digital Economy Act 2017 relativa alla verifica dell’età per la pornografia online, poiché il Governo pensa che sia meglio un ulteriore confronto e dibattito sulla questione della protezione online dei minori.

“Ci impegniamo affinché il Regno Unito diventi leader mondiale nello sviluppo della tecnologia di sicurezza online e per garantire alle aziende di tutte le dimensioni l’accesso e l’adozione di soluzioni innovative per migliorare la sicurezza dei loro utenti. Ciò include strumenti di verifica dell’età e prevediamo che continueranno a svolgere un ruolo chiave nella protezione dei minori online”, ha concluso il Segretario di Stato. “Continueremo a impegnarci con i membri del Parlamento sulle disposizioni del regime del danno online per garantire proposte online più complete che realizzino gli obiettivi del Digital Economy Act”.