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Professione Influencer: 9 errori da evitare

In-Sane Academy è la prima Accademia italiana che offre un corso completo per diventare Influencer, creato dal manager dei più grandi Influencer italiani. Sono in molti a voler diventare un influencer di successo, vivere esperienze uniche, ottenere accessi esclusivi come i veri VIP, viaggiare gratis, ma spesso si ha la paura di non avere abbastanza talento o si commettono alcuni degli errori più gravi che stroncano la carriera dell’influencer sul nascere. Ma quali sono gli errori da evitare?

9 errori da evitare per diventare un vero influencer

Roberto Buonanno da oltre 10 anni è manager e stratega dietro le quinte dei più importanti influencer italiani. Fondatore di Tom’s Hardware Italia, testata giornalistica leader nel settore della tecnologia, con oltre 7 milioni di utenti attivi ogni mese.

Titolare tra le svariate cose anche di In-Sane Network (ex Tom’s Network), l’agenzia di management leader in Italia, di cui fanno parte CiccioGamer, Antonio Palmucci, Lyon, Two Players One Console, Marcy e tutte le più grandi star del web italiane.

Influencer - Roberto Buonanno

In più, a differenza di altre aziende di Management – che hanno magari un CAMPIONE e poi vivono di luce riflessa lasciando tutti i più piccoli nell’ombra in In-Sane Academy si creano i CAMPIONI.

Si tratta di tutti quegli influencer che sono partiti in sordina, ma che grazie ai consigli di Roberto Buonanno hanno potuto costruire una vera carriera da professionisti, evitando quegli errori che in molti commettono. Roberto Buonanno è stato in grado di riconoscere in ognuno di loro quel talento segreto che, se utilizzato nel modo sbagliato, non porterà a nessun risultato.

Proprio per questo Black Friday In-Sane Academy ha riservato una speciale offerta, un pack che permetterà di raggiungere in soli 100 giorni risultati che molti non raggiungono nemmeno dopo anni. Clicca qui per riservarti i primi tre video GRATUITI. 

Ecco perché, secondo la decennale esperienza di Roberto, moltissimi non raggiungono mai il successo o addirittura, lo perdono. Perché commettono uno o più di questi 9 errori che elencheremo in questo speciale.

#1 Le barriere

Pensare che le piattaforme abbiano delle barriere di ingresso.

Ci sono influencer che non badano all’accento del loro parlato, non hanno un aspetto fisico come quello dei grandi attori di Hollywood, non sono ricchi e famosi e non si sono mai mostrati in video prima della loro comparsa. Insomma, dei veri e propri “signori nessuno”.

Eppure sono influencer incredibili.

#2 Paura di mettersi in gioco

Paura di buttarsi. La paura di mettersi in gioco. Anche questo è un pessimo errore, forse uno dei più gravi. Si ha sempre paura di non essere abbastanza. Abbastanza bravi, abbastanza esperti, abbastanza tutto. 

La verità è che tutti hanno paura, ma non paura di fallire…ma paura di farcela. È un limite della mente, ma della mente di tutti e che fa parte della programmazione mentale impartita dai propri genitori o in età adulta dagli amici, dai partner, da tutti.

Per rendere al meglio questo concetto, riportiamo un passaggio del film Coach Carter, (dovrebbe essere ancora disponibile su Netflix):

“La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati. La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura. È la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa. Ci chiediamo, chi sono io per essere brillante, bellissimo, pieno di talento e favoloso? In realtà, chi sei tu per non esserlo?

Non c’è niente di illuminato a sminuire se stessi in modo che altre persone non si sentano insicure vicino a te. Siamo tutti nati per brillare come fanno i bambini. Siamo nati per manifestare la gloria che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi, ma in tutti noi. E mentre lasciamo che la nostra luce risplenda, inconsciamente diamo agli altri la possibilità di fare altrettanto. E quando siamo liberati dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

#3 Non avere un nobile ideale

Per diventare grandi influencer bisogna prima diventare grandi esseri umani.

Si tratta della scelta di vita che fa crescere di più, che permette di aumentare il proprio valore e l’autostima, ma sopratutto è quella di contribuire a far diventare migliore il nostro mondo.

Come?

Partendo anche da piccole azioni, come aiutare il prossimo nelle cose di tutti i giorni. Che si tratti di un consiglio per l’acquisto di un’auto, una ricetta o la migliore linea di cosmetici, deve trattarsi di un’azione altruista. Un grande influencer per dare i suoi consigli effettua ricerche, si espone, mette la faccia per dare il giusto supporto a qualcuno, alla sua comunità locale, alla sua regione, al suo Stato… il mondo intero potrà beneficiare di un consiglio valido e veritiero grazie al suo lavoro.

Essenzialmente, la missione di un buon influencer dev’essere migliorare la vita delle persone. Se lo scopo non è di realizzare contenuti non per se stesso, ma per chi lo segue, allora il fallimento sarà dietro l’angolo.

#4 Non avere metodo

Molti talenti dell’In-Sane Network hanno avuto un balzo avanti nella carriera da quando hanno applicato un metodo.

Cosa succedeva loro senza seguire un metodo?

Decidevano cosa pubblicare a caso, passavano da un argomento all’altro come una banderuola mossa dal vento, non davano continuità e consistenza ai propri contenuti, e infine, non avevano una propria identità.

Non avevano un metodo.

Credit: Pexels.com
Influencer

#5 Mancanza di programmazione

Programmazione vuol dire applicare il metodo di cui sopra in maniera organizzata e disciplinata.

Ovvero una volta deciso che tipo di contenuti fare, è fondamentale stabilirne la frequenza, i giorni e le ore.

Bisogna stimare quante ore di lavoro servono per produrre i contenuti, inclusi ricerca e analisi, preparazione del set, biglietti aerei o di eventi. E mettere a calendario ore di lavoro riservate, magari in abbondanzaInfine, occorre rispettare in maniera assoluta quanto deciso. Metodo e programmazione non servono solo a fare più views o più soldi, ma anche a programmare il proprio tempo libero, magari una vacanza!

Ci sono influencer che da 5 anni non fanno una singola giornata di ferie, ovvero un singolo giorno staccati dai social.

Senza un’idonea programmazione, si finisce in quel burn-out che è quello che fa finire le carriere, a volte ancora prima che inizino.

#6 Non aggiornarsi 

Non riservare slot di tempo ogni giorno per studiare e aggiornarsi.

Innanzitutto, bisogna riservare tempo per produrre i propri contenuti e molti ignorano quest’attività.

Molti aspiranti influencer, per esempio, registrano il video di YouTube delle 18 appena un’ora prima e lo pubblicano come capita. Il risultato sarà quello di un video scadente, registrato a braccio. Produzione carente. Si tratta di errori che possono costare la carriera, come parole fuori posto, bestemmie, insulti e altre cose successe sul serio a molti influencer professionisti.

#7 Non avere un coach

Non avere una persona terza che aiuta a capire cosa sta funzionando e cosa non va bene. 

Basta vedere campioni come Cristiano Ronaldo o Novak Djokovic (per non parlare sempre di calcio) che hanno uno o più allenatori.

Non perché non sono capaci di giocare, ma perché il coach è la persona che sa valutare il lavoro del talent con distacco emotivo. Il lavoro da influencer è particolare: c’è sempre un enorme legame emotivo rispetto a ciò che si realizza, ai risultati che si ottengono e ai feedback degli utenti.

Per molti degli influencer seguiti dallo staff di In-Sane Network, per esempio, un attacco di un canale di dissing o un nuovo hater sono delle disgrazie, creando loro forte instabilità emotiva.

Ma un buon coach, dopo aver dato il giusto supporto, vedrà tutto questo come degli elementi positivi, perché hanno comunque portato importanza a un canale. Ciò accade perché il coach giudica con distacco e aiuta a superare la forte empasse emotiva.

Avere una persona esterna che segue il lavoro dell’influencer è una delle carte vincenti per ottenere il vero successo.

#8 Non avere fame

Per diventare un buon influencer è necessario diventare una persona competitiva anche quando non lo si è. Bisogna voler divorare le tappe, sfruttando al tempo stesso un sistema sicuro, rodato e affidabile. Non bisogna accontentarsi, altrimenti si viene spazzati via dalla concorrenza.

La stasi non può esistere.

Serve una crescita costante con:

  • Formazione e studio continui
  • Nuovi obiettivi ambiziosi
  • Ricerca di nuovi risultati
  • Più staff, più guadagni, più persone influenzate positivamente

#9 Pensare che sia un cammino solitario

Ogni grande opera umana è stata figlia di un team. Molti pensano che il lavoro di influencer sia qualcosa che si fa in solitaria, ma non è così.

Basti pensare alle coppie o ai gruppi di infuencer: non sono forse una squadra? Vi citiamo alcuni esempi.

  • iPantellas
  • The Show
  • The Jackal
  • MeControTe
  • QueiDueSulServer
  • PlayerInside
  • 2Players1Console

E anche se all’inizio il proprio canale è gestito da una sola persona, prima o poi servirà una squadra. La creazione di un team di lavoro ha fatto fare il salto di qualità a tutti gli influencer più popolari dell’In-Sane Network.

Influencer Star VAA agosto

Vi elenchiamo solo alcuni esempi di lavori che prima o poi occorre delegare, ma solo per avere una qualità sempre migliore, mentre l’influencer potrà dedicarsi al 100% a studiare, fare ricerca e progettare contenuti di qualità. Ma soprattutto, potrà ottenere anche più tempo libero per sé stesso.

  • Video Editor
  • Grafico
  • Social Media Manager
  • Autore
  • Fotografo
  • Operatore riprese
  • Responsabile amministrativo
  • Commercialista
  • Avvocato

E tanti altri ancora.

Si tratta della creazione di un team prima e una vera e propria azienda dopo. Ignorando questa crescita, non si arriverà mai al massimo del potenziale, o peggio andare in burn out, e distruggere tutto quello che si è creato.

Con il metodo di  In-Sane Academy è possibile seguire un percorso guidato aperto a tutti per far diventare la propria passione una professione.

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